L’intervista a Paolo Scudieri – Presidente ANFIA

A margine della premiazione UIGA per essersi distinto nella sua attività imprenditoriale, abbiamo intervistato Paolo Scudieri, Presidente ANFIA.

I giornalisti dell’automotive riuniti nell’Uiga hanno conferito il riconoscimento Tartaruga d’Argento a Paolo Scudieri presidente di Adler-Pelzer Group e di Anfia, l’Associazione della filiera dell’auto italiana, con la motivazione: “L’animale più lento al manager che da sempre corre verso il futuro”. Innovativo, internazionale, idealista, Paolo Scudieri, ingegnere industriale napoletano di 61 anni, ha saputo sviluppare in modo magistrale l’azienda fondata dal padre Achille.

Il Gruppo Adler-Pelzer conta oltre 90 stabilimenti in 32 paesi del mondo con 8 centri d ricerca e punta a diventare leader mondiale nel settore dell’acustica automobilistica. Già ora è fornitore dei principali produttori nei settori dell’automotive e dell’aeronautica e partner tecnologico di Ferrari, Porsche, Audi, Rolls-Royce, AgustaWestland, Boeing e Bombardier.

A margine della premiazione, Scudieri ha evidenziato che nel mondo del lavoro valorizzare la persona è il fattore fondamentale per l’evoluzione delle imprese e il capitale umano è di fatto la vera ricchezza immateriale di un’azienda. Riguardo alla collaborazione con il Gruppo Stellantis, l’ingegnere ha precisato che si tratta di rapporti a tutto campo: non c’è più il rapporto cliente-fornitore, ma una condivisione sugli investimenti, sulle piattaforme, sul powertrain per arrivare a un prodotto di successo sul mercato.

Il gruppo Adler ha abbracciato una fase espansiva in tutto il mondo che Scudieri ha così commentato:

Il mercato si sta spostando su nuove aree che stanno consolidando numeri evolutivi importanti con PIL effervescenti e un’impresa deve avere le dimensioni giuste per poter proseguire nella propria crescita e poter leggere le opportunità che il mondo offre. Soprattutto nel nostro settore bisogna intraprendere quelle azioni di coerenza con la missione e di utilizzo di quei mezzi che necessariamente devono aiutare la crescita e quindi far generare opportunità.

L’Italia è costellata di grandi competenze ma nella maggior parte dei casi le dimensioni delle imprese italiane non leggono questa realtà motivo per cui bisogna avere delle filiere dove aziende di riferimento abbracciano chi non ha avuto la possibilità di essere all’altezza della globalizzazione. In questo momento come attori globali portiamo con noi un sapere particolarmente apprezzato da tanti attori dell’industria automotive.

Riguardo all’importante tema della decarbonizzazione, Scudieri ha aggiunto:

Si tratta di una grande sfida per tutti per i costruttori, una grande sfida per l’indotto. Per ciò che attiene alla nostra missione insonorizzare un’auto elettrica è una sfida più ardita rispetto all’attività su auto a combustione interna perché essendo più silenziosa mette maggiormente in evidenza le rumorosità esterne e interne al veicolo – in particolare il cosiddetto riporto strada – richiedendo l’applicazione di tecnologie innovative per l’isolamento acustico.

Ma è una sfida che abbiamo accettato diversi anni fa generando esperienza con Tesla che è stato il primo caso di costruzione in catena di montaggio di un veicolo non tradizionale. Con Tesla abbiamo interpretato un rapporto di partnership da unici fornitori fino a qualche anno fa facendo un’esperienza importante nella diagnostica e nell’acquisizione dei dati fino alla realizzazione di componenti leggeri – indispensabili per un’auto elettrica – ma molto performanti dal punto di vista dello spettro di frequenze.

In qualità di Presidente di Anfia, Scudieri mostra di avere molto a cuore le sorti della filiera dell’auto italiana. E ha portato sulle sue barricate Unrae, gli importatori di auto straniere, e Federaicpa, la federazione dei concessionari.

Un’alleanza più dalla parte dell’”unione fa la forza” che non “il fine giustifica i mezzi”, evidenziata da quanto sia importante l’economia reale generata dal settore automotive, nei numeri, nei contenuti, nell’evoluzione, nell’up-skill tecnologico e umano e per queste ragioni quanto sia importante preservarla da dogmi e ideologie che non hanno nulla a che fare con la realtà legata all’automobile.

Sugli incentivi, in particolare quelli per le auto che emettono da 60 a 135 grammi di Co2, ormai esauriti, le cifre non mentono: un bacino di agevolazioni capace di generare una rottamazione nell’ultimo trimestre 2020 di circa 130mila veicoli con un risparmio in termini di Co2 di circa 60.000 tonnellate, dimostra in maniera chiara e scientifica l’importanza degli incentivi per il rinnovo del parco auto.

Le agevolazioni all’acquisto dei veicoli sembrano siano state recepite e a nostro avviso assisteremo ad una evoluzione del mercato con una crescita intorno al 15% rispetto al 2019 dell’immatricolato. Quello che purtroppo ci fa tremare è una pandemia che non colpisce più l’uomo ma le aziende mettendo a rischio l’approvvigionamento delle materie prime sul mercato europeo. Anche se il trend mostra fortunatamente un’inversione di tendenza eravamo arrivati a stimare una perdita di produzione su base mondiale di 20 milioni di veicoli per mancata fornitura di acciaio e semiconduttori che ormai rappresentano il futuro dell’auto.

Scudieri ha infine fatto notare che se l’Europa ha deciso di salire su una barca a vela in un mare agitato, il resto del mondo va ancora a motore.

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