Jeremy Clarkson si scaglia contro Boris Johnson

Jeremy Clarkson, volto di The Grand Tour, si scaglia sul The Sun contro la condotta tenuta da Boris Johnson nei primi mesi della pandemia.

Chi conosce il personaggio non può stupirsi per delle dichiarazioni forti e al vetriolo, perché Jeremy Clarkson è una persona irriverente e che difficilmente si nasconde dietro a un dito per esternare un proprio pensiero. Nella sua consueta rubrica sul “The Sun”, il celebre giornalista dell’auto si è scagliato contro il primo ministro inglese, Boris Johnson, reo di aver effettuato dei festini privati con tante persone presso la sua dimora in Downing Street 10, a Londra, nel periodo peggiore della pandemia. Nei primi mesi del 2020, quando il virus era ancora misterioso e molto pericoloso, il capo del governo britannico si concedeva privilegi non per comuni mortali, sfoderando un’arroganza degna dei peggiori della storia, sempre secondo Clarkson.

La questione

Prima di Natale è stata organizzata una festa privata a casa del Prime Minister, evento che ha lasciato di stucco una bella porzione di cittadini inglesi. La voce fuori dal coro, però, è proprio quella di Clarkson, che ha giustificato così l’accaduto: “Ero tranquillo sulla questione perché avrei potuto incontrare occasionalmente anche persone positive in un bosco. Tutti sapevamo abbastanza del virus e che gli anticorpi nuotavano nelle nostre vene come Pac-Man. Ciò significava che non potevamo essere infettati e non potevamo infettare nessun altro, quindi nel grande schema delle cose non stavano davvero facendo nulla di sbagliato”. Tuttavia la difesa termina qui, perché a proposito delle feste effettuate da Boris Johnson nei primi mesi del 2020, l’opinione è diametralmente opposta: “Questo mi sembra semplicemente folle. Allora, nessuno di noi aveva la vaga idea di cosa potesse fare il Covid. La gente diceva che milioni di persone potevano morire, eravamo tutti spaventati. Ogni sera al telegiornale, vedevamo persone in ospedale che espiravano per l’ultima volta, e c’erano interviste con medici che dicevano che semplicemente non sapevano come curarli”.

Arroganza degna di Hitler

La tempesta Clarkson non si arresta e rincara la dose nei confronti di chi detta la legge e dovrebbe dare il buon esempio, cosa che purtroppo non è avvenuta: “”Nessuno pensava, e se venissimo scoperti?” O peggio, lo hanno pensato e hanno deciso che sarebbero stati in grado di resistere alla tempesta. Questa è arroganza su una scala che non si vedeva da quando Hitler partì per la Polonia. E cosa stava facendo la polizia? Devono essere stati a Downing Street. Sono una presenza permanente lì”. I comuni cittadini non poteva di certo comportarsi come il primo ministro inglese, come tende a sottolineare il volto di “The Grand Tour”: “Ogni volta che qualcun altro aveva un piccolo raduno all’aperto lo scorso Natale, qualcuno chiamava immediatamente il 999 e gli uomini adulti dovevano nascondersi sotto i letti per sfuggire alla cattura. Loro adesso avranno bisogno più di un letto, magari un bunker”.

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