Guida autonoma, Akio Toyoda: “Tecnologia prematura”

I veicoli “self driving” devono ancora essere perfezionati: lo indica il numero uno del colosso giapponese all’indomani di un incidente (per fortuna leggero) accaduto ad un atleta ipovedente durante le Paralimpiadi di Tokyo.

Tutte le novità hi-tech sono costantemente perfettibili: la questione-chiave è se mai legata alla rispettiva “maturità” per l’impiego in larga scala delle tecnologie che via via si affacciano sul mercato. Se poi si tratta di sistemi progettati per essere in grado di sostituire il conducente “tout court”, l’argomento si fa ancora più complesso ed il dibattito è particolarmente animato. Il riferimento è ai veicoli a guida autonoma, che dividono il comparto automotive in due correnti di pensiero: i fautori e gli scettici.

Di cosa si tratti, è risaputo: secondo gli standard elaborati già da alcuni anni da parte della SAE-Society of Automotive Engineers, i veicoli con le più elevate tecnologie di automazione (Livello 4 e Livello 5) presuppongono, rispettivamente, la presenza di un “manovratore” a bordo – che sia cioè pronto ad assumere i comandi del veicolo in caso di emergenza -, oppure la sua completa assenza. Al Livello 4 appartiene Toyota E-Palette, veicolo elettrico “self-driving” (ma con operatore a bordo), illustrato inizialmente in occasione del CES di Las Vegas 2018 e poi svelato in anteprima assoluta al Tokyo Motor Show dell’autunno 2019, e adottato come “navetta” per il trasporto degli atleti alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo.

Presa di posizione del numero uno di Toyota

Caratterizzato da dotazioni e prestazioni adatte al trasporto di persone in aree circoscritte (fino a 20 km/h in elettrico, sistemi di ampie porte e comode rampe per l’ingresso degli atleti al suo interno), il “rivoluzionario” E-Palette si trova sotto i riflettori dell’opinione pubblica, per un incidente – per fortuna non grave – occorso ai danni di un atleta paralimpico: quanto accaduto ha suggerito, a strettissimo giro di posta, ai vertici Toyota lo “stop” a tutti gli esemplari del minibus elettrico a guida autonoma Livello 4 in servizio ai Giochi di Tokyo. Ed una interessante riflessione da parte di Akio Toyoda.

Una nuova esternazione “fuori dal coro”

Il presidente del “colosso” giapponese, non nuovo ad esternazioni controcorrente (si ricorda, ad esempio, la recente presa di posizione contro l’evoluzione dell’auto elettrica, un settore che egli non ha esitato a indicare come “Sopravvalutato”) si conferma piuttosto scettico in merito allo sviluppo delle tecnologie chiamate a guidare il futuro dell’automobile. Oggetto della nuova riflessione di Toyoda è, appunto, la guida autonoma. “L’incidente dimostra il fatto che i veicoli ‘self driving’ sono ancora ‘acerbi’ per poter essere utilizzati nella normale circolazione”.

Ecco come si sarebbero svolti i fatti

Quanto osservato dal top manager di Toyota faceva immediato seguito ad un incidente che ha visto, incolpevole protagonista, un atleta paralimpico ipovedente, rimasto ferito in modo non grave per via della ridotta velocità alla quale il veicolo stava muovendo: il robotaxi, indicano le agenzie di stampa, si sarebbe arrestato ad un incrocio a “T”, e mentre stava svoltando (a non più di 2 km/h, e in quel momento sotto il controllo dell’operatore) avrebbe urtato l’atleta, prontamente ricoverato al centro medico del complesso olimpico per le opportune medicazioni. Una volta curato, lo sportivo ha fatto rientro (a piedi) presso la sua residenza, senza che fosse necessaria una nuova visita, tuttavia ha disertato la propria gara che era in programma per sabato 28 agosto.

Tutti gli E-Palette fermati

La scelta di Toyota è stata, come si accennava qui sopra, immediata: tutti i servizi effettuati con E-Palette sono stati stoppati. La puntualizzazione di Akio Toyoda, che si è ovviamente scusato per l’acceduto, ha riguardato manifeste problematiche, per i veicoli a guida autonoma, a funzionare in modo sempre corretto qualora intervengano eventi eccezionali (come, appunto, nel caso dell’atleta ipovedente).

Avviata anche un’inchiesta interna

Va detto che lo “shuttle” di Toyota è stato progettato specificamente per essere utilizzato come veicolo-navetta ai Giochi Olimpici e Paralimpici, quindi con tutti gli accorgimenti logistici per un agevole e veloce ingresso a bordo. Ed è altresì opportuno tenere conto del fatto che la stessa Toyota, oltre a collaborare con gli inquirenti per risalire alla causa primaria dell’incidente, ha dato il via ad una propria indagine.

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