Ferrari sospende alcune consegne nel Medio Oriente: azioni in calo

Ferrari sospende temporaneamente consegne nel Medio Oriente a causa del conflitto Iran; il titolo cala del 5,4% e la capitalizzazione perde oltre €20 mld. La società aggiorna le guidance 2026

Ferrari sospende alcune consegne nel Medio Oriente: azioni in calo
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 20 mar 2026

La situazione che sta attraversando Ferrari negli ultimi mesi è emblematica delle sfide che le grandi aziende del settore automobilistico si trovano ad affrontare in un contesto internazionale sempre più complesso. La casa di Maranello si trova oggi al centro di una tempesta perfetta, tra crisi geopolitica e correzione di valutazione, con ripercussioni significative sia sul fronte operativo sia su quello finanziario. L’attenzione degli investitori e degli osservatori di mercato si è concentrata in particolare sulla recente decisione di sospendere temporaneamente le consegne nella regione del Medio Oriente, a seguito dell’escalation delle tensioni legate all’Iran. Un passo che ha avuto conseguenze immediate sulla performance delle azioni Ferrari, accentuando i timori sulla solidità delle stime di crescita e sull’esposizione geopolitica dell’azienda.

Azioni in flessione

Secondo quanto comunicato ufficialmente, la Ferrari sta monitorando con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente e il possibile impatto sulle proprie attività. Per fronteggiare la situazione, il Cavallino Rampante ha scelto di affidarsi in parte al trasporto aereo per la gestione delle spedizioni, una soluzione che comporta inevitabilmente un aumento dei costi logistici rispetto alle modalità tradizionali. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il 19 marzo 2026 il titolo ha registrato un crollo del 5,4%, attestandosi a €274,10 e confermando un trend ribassista che, nell’arco di dodici mesi, ha visto la capitalizzazione di mercato passare da 76 miliardi di euro a poco meno di 54 miliardi.

Tuttavia, la flessione delle azioni non può essere attribuita unicamente alle tensioni geopolitiche. Un ruolo determinante è stato giocato anche dalla presentazione del nuovo piano industriale avvenuta nell’ottobre 2025, sotto la guida di Benedetto Vigna. Il mercato ha interpretato la strategia delineata come troppo prudente rispetto alle attese, contribuendo ad alimentare le pressioni sui multipli di valutazione che, storicamente, sono stati piuttosto generosi nei confronti della casa di Maranello. Gli analisti sottolineano come questa correzione rifletta una necessaria ricalibrazione dei parametri di riferimento, adeguando le aspettative a una realtà di mercato in rapido mutamento.

Le previsioni per il futuro

Le previsioni per il futuro prossimo restano comunque solide. Per il 2026, Ferrari prevede ricavi 2026 pari a 7,5 miliardi di euro, un EBITDA di 2,93 miliardi (margine del 39%) e un EBIT di 2,22 miliardi (margine del 29,5%), con un flusso di cassa libero stimato a 1,5 miliardi o più. Nel corso del 2025, l’azienda ha consegnato 13.640 vetture, di cui 6.346 destinate all’area EMEA, confermando la rilevanza strategica del Medio Oriente all’interno della propria rete commerciale.

Dal punto di vista operativo, il ricorso al trasporto aereo rappresenta una criticità non trascurabile: i costi lievitano in modo significativo rispetto alla logistica tradizionale, con effetti diretti sulla compressione dei margini operativi. Inoltre, emergono dubbi sulla gestione degli ordini in portafoglio, sui tempi di consegna per i concessionari locali e sulle tempistiche commerciali, tutti fattori che rischiano di incidere sulla competitività dell’azienda nella regione.

Gli esperti di logistica e settore automotive concordano nel ritenere che, almeno nel breve periodo, il rischio possa essere parzialmente mitigato attraverso una riallocazione delle vetture verso mercati meno esposti alle turbolenze geopolitiche. Tuttavia, guardando al medio termine, si profilano sfide ancora più complesse: aumento delle spese assicurative, allungamento dei tempi di consegna e potenziali incrementi dei costi, che potrebbero tradursi in una ulteriore erosione della redditività qualora dovessero essere trasferiti ai clienti finali.

Le sfide per il futuro

Sul fronte degli investimenti di lungo periodo, restano punti di forza indiscutibili la solidità del brand Ferrari, la capacità di controllare l’elasticità dell’offerta e le barriere all’ingresso tipiche del segmento delle supercar. Tuttavia, la combinazione tra incertezza geopolitica e una gestione percepita come eccessivamente conservatrice impone al management una maggiore trasparenza sulle strategie di mitigazione del rischio e sull’impatto operativo atteso nei prossimi trimestri.

La vera sfida per la casa di Maranello sarà dunque duplice: da un lato, dovrà proteggere la propria catena di fornitura e mantenere solidi rapporti con i concessionari locali, dall’altro sarà fondamentale rassicurare gli investitori attraverso il rispetto delle guidance comunicate per il 2026. In un contesto globale segnato da instabilità e volatilità, la capacità di adattarsi rapidamente e di comunicare con chiarezza le proprie strategie sarà determinante per mantenere la leadership e la fiducia del mercato.

Ti potrebbe interessare: