F1: Wolff e Hamilton ricordano i dubbi di Niki Lauda

Lewis Hamilton ha rinnovato il contratto con la Mercedes per un altro biennio. Insieme a Wolff hanno parlato di alcune tappe della loro storia.

Lewis Hamilton e Toto Wolff, il braccio e la mente del team Mercedes-AMG Petronas che domina incontrastato la F1 dall’inizio dell’era ibrida, targata ormai 2014. L’inglese quest’anno dovrà sudarsi, tuttavia, il suo ottavo titolo contro un Max Verstappen e una Red Bull che sembrano possedere una marcia in più rispetto alla Mercedes, ma il campionato è ancora lungo e tutto può ancora succedere.

Nell’ultima gara disputata in Austria, a Spielberg, Hamilton ha avuto una domenica complicata, ma ha potuto festeggiare anche il rinnovo del contratto per altri due anni con la squadra anglo-tedesca. Insieme a Wolff, i due hanno ripercorso alcune tappe della loro incredibile carriera.

I dubbi iniziali

Wolff parlando con Hamilton ripercorre quelle che sono state le fasi iniziali del loro rapporto, un sodalizio che nacque con lo scetticismo di Niki Lauda, dubbioso sulle attitudini del campione inglese. Wolff ha raccontato a Hamilton:

Ricordo quando nel 2013 entrai nella squadra arrivai a Barcellona per i test invernali, e la mattina in cui iniziavano le prove stavo facendo colazione con Niki quando sei arrivato tu. Beh, ricordo che ti sei seduto e hai detto di non aver dormito perché il tuo cane Roscoe aveva pensato di fare pipì nel tuo letto, ed eri stato costretto ad alzarti e a portarlo a fare un giro alle 4 del mattino. Quando hai lasciato il tavolo per andare nei box ricordo lo sguardo dubbioso di Niki, poi dopo qualche secondo mi ha detto: ‘Ma tu… sei proprio sicuro che abbiamo preso il pilota giusto?’

Trafugato ogni dubbio

Qualcosa però è cambiato, anche nell’idea di Niki Lauda riguardo alle potenzialità del suo alfiere. Lo racconta sempre Wolff a Hamilton:

C’è stato un momento preciso in cui credo che tu abbia convinto definitivamente Niki, una circostanza in cui ha capito che non saresti mai stato un pilota da ‘gestire’, da tenere imbrigliato, ma che dai il meglio di te lasciandoti vivere i tuoi spazi ed i tuoi interessi. È successo a Singapore nel 2018. Nei dieci giorni precedenti a quel weekend di gara ricordo che ci eravamo parlati in videochiamata mentre eri a Shanghai per la presentazione di una tua collezione, qualche giorno dopo eri a Los Angeles, e poi ancora a New York. Poi sei partito per Singapore.

Ricordo che quando ero arrivato nel paddock a Marina Bay tutti mi chiedevano la stessa cosa: come puoi permetterlo?. Poi sabato ci hai fatto impazzire – conclude il team principal – ottenendo una pole position incredibile, pazzesca. E da lì poi hai vinto anche la gara. Ecco, alla fine di quel weekend ricordo bene che Niki parlando di te mi ha detto: ‘Funziona in modo diverso da me, ma quel ragazzo funziona, ed anche molto bene!’

Hamilton conosceva il rischio

Hamilton ripercorrendo il suo percorso all’interno di Mercedes, conosce il rischio che avrebbe avuto se avesse fallito l’appuntamento di Marina Bay del 2018, come lui stesso ha commentato:

Ricordo che c’era molta pressione, ma se non fosse andata bene, Niki mi avrebbe presentato il conto! Mi piace pensare che oggi sarebbe orgoglioso di noi, siamo ancora qui e abbiamo intenzione di andare ancora avanti.

 

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