F1, GP di Ungheria 2021: Top e Flop

Andiamo a scoprire quali sono stati i protagonisti Top e quelli Flop del GP di F1 di Ungheria

Il GP di F1 di Ungheria ci lascia con tanti temi da analizzare e, come sempre non sono mancati i Top ed i Flop di una gara interessante dal primo all’ultimo giro.

Hamilton Top: il campione del mondo va oltre le polemiche

Come spesso accade quando ci si accanisce in maniera esagerata verso un antagonista che spaventa, alla fine si va a stimolare il suo lato competitivo, e gli si offre la possibilità di trovare nuove motivazioni per lottare. Infatti, nonostante i tanti successi maturati negli ultimi anni, Lewis Hamilton sembra aver assorbito tutte le critiche arrivate dalla Red Bull, che chiedeva persino di rivedere la sua penalizzazione in occasione del contatto alla Copse con Verstappen a Silverstone, è riuscito persino a metabolizzare gli insulti razzisti, a dir poco ingenerosi, anzi assolutamente vergognosi, e a trovare la forza per siglare la pole position e poi, dopo un’incertezza strategica in occasione della ripartenza, ad operare una rincorsa che, complice la squalifica di Vettel, l’ha portato fino al secondo posto finale.

Così, arriva alla pausa estiva con 8 punti di vantaggio su Verstappen, in vetta al mondiale piloti e con la consapevolezza di potersela giocare fino in fondo: quando si dice una risposta di carattere!

Red Bull Flop: Horner e Marko non riescono a gestire Verstappen

Alla fine, il tanto parlare, a sproposito, come è stato dimostrato dalla conferenza pre-gara, dove non sono mancate le domande ad Horner sul cosa volesse ottenere da un tale bombardamento mediatico contro Hamilton e la Mercedes, ha enfatizzato ulteriormente il carattere esuberante di Verstappen, anche fuori dall’abitacolo, tanto che l’olandese ha affermato: “sono stato buttato fuori pista ancora una volta da una Mercedes. È stata completamente colpa di Bottas, ha fatto una cazzata enorme. Ha frenato troppo tardi, è andato a finire addosso a Lando e Norris non poteva fare nulla”. In realtà ha detto anche altro, e in maniera molto più offensiva, anche se in questo caso l’errore di Bottas, per quanto spiacevole, poteva essere commesso da chiunque, e comunque è decisamente meno grave di quello di Stroll che invece ha frenato sull’erba.

Insomma, Verstappen è un fiume in piena alimentato dall’atteggiamento iperprotettivo di Horner e Marko, che non fanno nulla per tranquillizzarlo ed aiutarlo a ritrovare la concentrazione, ma lo caricano ulteriormente spingendolo ad essere più aggressivo di quanto non sia già di natura. Il risultato è che Hamilton ringrazia, e si porta a casa punti preziosi, punti che forse, a fine campionato, potrebbero fare la differenza.

Quello che è accaduto in gara in fondo è figlio di una seconda fila che sta stretta a Verstappen, il quale forse, con più calma e concentrazione, non avrebbe faticato a stare davanti a Bottas nel Q3, ma con la pressione di un macigno sul casco e quei due che ringhiano al muretto box non è riuscito a scattare davanti a tutti al fianco di Hamilton.

Alonso Top: che prestazione per i suoi primi 40 anni!

Nando quando vede Hamilton vede rosso e scatta la corrida, ora lasciamo stare il discorso Ocon, si è vero il francese era primo ed ha beneficiato del duello per diversi giri tra Alonso e Lewis, ma il ricordo del 2007 è ancora vivo nella mente di un pilota che avrebbe meritato più mondiali dei due messi in bacheca, per cui l’occasione era troppo ghiotta per mettere ansia e offrire del sano disagio sportivo al campione del mondo.

Un atteggiamento che è stato al limite dell’irregolare, ma comunque, non ha dato fastidio a nessuno, anche se bisognerebbe chiedersi cosa avrebbero fatto in Red Bull se una difesa della posizione così agguerrita fosse avvenuta contro Verstappen… Alla fine, tutto è andato bene, per fortuna, e Alonso ha mostrato a tutti, ancora una volta che è un pilota eccezionale, capace di lottare con chiunque, anche con il 7 volte campione del mondo. Anche se bisogna dire che rispetto ad Hamilton non aveva praticamente nulla da perdere, mentre il numero 44 si sta giocando l’ennesimo mondiale.

Comunque, in settimana Nando ha compiuto 40 anni, e vorrebbe avere una monoposto in grado di vincere, per prendersi almeno uno di quei mondiali che gli sono sfuggiti, l’hanno visto tutti, è ancora competitivo, dei veterani è sicuramente il migliore, adesso tocca all’Alpine dargli una monoposto all’altezza per il 2022! Vederlo così combattivo comunque è fantastico, dimostra come il talento, se ben allenato, si può esprimere ad altissimi livelli anche ad un’età matura; inoltre, sottolinea quanto Alonso sia cresciuto anche come uomo squadra, come dimostra l’abbraccio con Ocon a fine corsa. Di sicuro nel 2007 Hamilton non l’avrebbe abbracciato…

Stroll Flop: un errore da automobilista della domenica

Come può un pilota di F1 compiere un errore così grave come quello di Stroll? Analizzando l’incidente del canadese, la carambola innescata da Bottas sembra una cosa da poco conto. Infatti, il finlandese ha battezzato male il punto di frenata, è andato lungo, e così ha tamponato Norris con le conseguenze che conosciamo, ma il pilota dell’Aston Martin ha frenato sull’erba, dove è sicuro che l’aderenza in caso di bagnato è prossima allo zero, e la sua monoposto è diventata completamente ingovernabile, un errore gravissimo per chi milita da anni nella massima formula.

Ha avuto lo stesso atteggiamento dell’automobilista della domenica che viaggia sull’autostrada in corsia di sorpasso a 90 km/h pretendendo di non essere superato e mettendo a rischio tutti gli altri. Urge una penalizzazione importante, di sicuro più severa di quella che verrà inflitta a Bottas, reo di essere al volante di una Mercedes e di aver danneggiato la Red Bull.

Ferrari Flop: un podio bugiardo e fortunato

La Ferrari torna dall’Ungheria con un podio, quindi si potrebbe vedere il bicchiere mezzo pieno, ma in realtà non è così, e vi spiego il perché. Sul giro secco, con pista asciutta Leclerc, l’unico dei due ferraristi arrivati in Q3, è stato battuto sia da Gasly che da Norris, quindi dalle due monoposto rivali in questa stagione, mentre Sainz in Q2 è andato a sbattere pregiudicando le sue qualifiche.

La gara ha rimescolato le carte per via della pioggia, e Leclerc, sfortunato, è stato subito buttato fuori da Stroll, mentre Sainz si è ritrovato in posizione favorevole, ma anche quando la pista si è asciugata non è riuscito ad avvicinarsi alle monoposto di testa, segno che il passo gara non era all’altezza dell’Alpine e dell’Aston Martin, e questa non è per niente una bella notizia. Il podio è arrivato solamente per la squalifica di Vettel, altrimenti lo spagnolo sarebbe rimasto a distanza siderale dal terzo posto, quindi non bisogna assolutamente valutare con troppo entusiasmo un risultato figlio del caso e della fortuna.

Ci sarà da lavorare duro per chiudere la stagione in maniera dignitosa ed affrontare la prossima rispettando le elevatissime aspettative che Binotto sta facendo crescere nell’animo dei tifosi. Fare All-in sul 2022 è un azzardo rischioso, ma ancora più rischioso è credere che le cose stiano andando bene quando le monoposto che fino a ieri erano dietro di colpo ti arrivano davanti…

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