Compra una Maserati del 1985 a 22 anni: oggi ha un gioiello, ma mantenerlo costa caro

A 22 anni acquista una Maserati Quattroporte del 1985 con V8 da 280 CV e cambio manuale. Una rarità restaurata con pazienza e tanti sacrifici

Compra una Maserati del 1985 a 22 anni: oggi ha un gioiello, ma mantenerlo costa caro
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Giulia Darante
Pubblicato il 21 ott 2026

A ventidue anni, mentre molti automobilisti cercano una prima vettura economica, Boy Slopsma ha deciso di acquistare una Maserati Quattroporte del 1985. Non una berlina qualsiasi, ma una delle ultime grandi ammiraglie italiane costruite artigianalmente, con un poderoso V8 aspirato e un cambio manuale oggi praticamente introvabile.

Cinque anni dopo l’acquisto, avvenuto nel 2021, il ventiseienne olandese custodisce un esemplare in condizioni eccezionali. Il merito è anche delle numerose ore trascorse nell’officina del padre, dove ha eseguito personalmente buona parte della manutenzione. Una passione che richiede competenze, pazienza e soprattutto la consapevolezza che restaurare una Maserati di questo tipo può diventare economicamente impegnativo.

Dalla Mercedes Classe S alla Maserati Quattroporte V8

La passione di Boy per le grandi berline è iniziata con una Honda Civic Aerodeck, seguita da una BMW 518i E34 del 1995 e da una particolare Mercedes Classe S W140 allungata. Quest’ultima, dotata persino di tendine elettriche, era appartenuta alla figlia dell’emiro del Qatar. Successivamente il giovane aveva valutato una Rolls-Royce, rinunciando però perché desiderava un’automobile con una sonorità meccanica più coinvolgente.

La scelta è ricaduta sulla Maserati Quattroporte III, disegnata da Giorgetto Giugiaro e prodotta tra il 1979 e il 1990. L’esemplare, importato dall’Italia nei Paesi Bassi nel 2017, conservava i documenti originali di fabbrica e il libretto dei tagliandi compilato, pur senza una documentazione completa degli interventi effettuati.

Sotto il cofano si trova un V8 da 4,9 litri, capace di sviluppare 280 CV e 390 Nm. La velocità massima dichiarata raggiunge 230 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede circa otto secondi.

Il cambio manuale la rende ancora più rara

L’aspetto più interessante di questa Quattroporte è la trasmissione manuale a cinque rapporti, con schema dogleg, caratterizzato dalla prima marcia in basso a sinistra. Secondo il proprietario, furono costruiti soltanto 262 esemplari manuali, mentre la maggior parte delle vetture adottava il cambio automatico.

Alcune trasmissioni sarebbero state successivamente recuperate per essere utilizzate su altre automobili, contribuendo a rendere ancora più difficili da trovare gli esemplari originali. La manutenzione ha richiesto interventi accurati. Boy ha sostituito componenti dell’accensione, pompe della benzina, tubazioni del raffreddamento, termostato e cilindro della frizione.

Il lavoro più importante ha riguardato i quattro carburatori doppio corpo Weber, puliti a ultrasuoni e successivamente regolati insieme al cugino. L’operazione ha permesso di recuperare le prestazioni originarie del motore, che inizialmente appariva meno brillante del previsto.

Una Maserati bellissima, ma restaurarla può costare moltissimo

La vettura è stata esaminata anche dai tecnici del Carrec Technocenter, che hanno riscontrato condizioni particolarmente buone. La carrozzeria conserva la vernice originale, il vano motore appare estremamente curato e durante l’ispezione non sono state individuate tracce di ruggine.

L’abitacolo, rivestito in pelle, legno e Alcantara, testimonia il livello di lusso raggiunto dalle ammiraglie Maserati degli anni Ottanta. Il proprietario, tuttavia, mette in guardia chi sogna un acquisto simile: i ricambi sono difficili da reperire e affidare le riparazioni a professionisti specializzati può comportare spese elevate.

Anche i consumi non aiutano, con una media dichiarata di circa 18 litri per 100 chilometri. Boy ammette di utilizzare poco la Quattroporte, soprattutto per il timore di danneggiarla. Al tempo stesso, è consapevole che un’automobile del genere meriterebbe di essere guidata più spesso.

Non esclude quindi di venderla, ma soltanto davanti all’offerta giusta e a un acquirente capace di apprezzarne la rarità. Una decisione comprensibile per una vettura che rappresenta l’ultima generazione di Maserati Quattroporte interamente costruita a mano.

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