Bugatti, un futuro conteso tra Molsheim e la Croazia

La joint venture Bugatti Rimac accelera l'integrazione: Rimac Group guida e il futuro delle hypercar potrebbe spostarsi da Molsheim al Rimac Campus, con impatti industriali e simbolici

Bugatti, un futuro conteso tra Molsheim e la Croazia
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 mar 2026

Il futuro della Bugatti si trova oggi sospeso tra il rispetto della sua storica tradizione artigianale e la spinta verso una nuova era di innovazione tecnologica. Una domanda cruciale si fa largo tra gli operatori del settore e gli appassionati: è possibile immaginare il trasferimento della produzione delle celebri hypercar dalla leggendaria sede di Molsheim al modernissimo Rimac Campus in Croazia? Questo interrogativo, un tempo confinato agli addetti ai lavori, è oggi al centro di un acceso dibattito che coinvolge l’intero comparto automobilistico di lusso, soprattutto alla luce della crescente transizione verso la mobilità elettrica.

Come si evolve la collaborazione

La questione nasce dall’evoluzione della joint venture siglata nel 2021 tra Bugatti e Rimac Automobili, partnership che vede la casa croata detenere il 55% delle quote, mentre il restante 45% è in mano a Porsche. L’avanzamento dei lavori presso il Rimac Campus, situato nei pressi di Zagabria e pensato come un polo di eccellenza per ricerca, sviluppo e produzione, potrebbe presto cambiare radicalmente le prospettive industriali del marchio francese.

Al centro di questa rivoluzione c’è la visione di Mate Rimac, giovane imprenditore croato e CEO della joint venture, che si trova a dover gestire un delicato equilibrio tra la tutela del patrimonio storico e la necessità di adottare modelli produttivi all’avanguardia. Il Rimac Campus rappresenta infatti una struttura all’avanguardia, progettata per ospitare migliaia di professionisti e per centralizzare l’intero ciclo di sviluppo e assemblaggio delle vetture. Questo polo high-tech è destinato a diventare il cuore pulsante della produzione delle future hypercar elettriche e ibride, pensate per soddisfare una domanda globale sempre più orientata verso la sostenibilità e le prestazioni estreme.

I vantaggi di una possibile produzione Croazia sono molteplici e tangibili. In primo luogo, si prospetta una significativa riduzione dei tempi di sviluppo dei nuovi modelli, grazie all’integrazione diretta delle piattaforme elettriche di Rimac e alla sinergia tra la raffinata tecnologia croata e l’inimitabile artigianalità francese. A ciò si aggiungono le potenziali economie di scala derivanti da processi produttivi centralizzati e più efficienti. Tuttavia, questi benefici vanno pesati contro un costo simbolico di enorme rilevanza: lo stabilimento di Molsheim non è solo una fabbrica, ma il cuore identitario di Bugatti, un luogo carico di storia e maestria che ha contribuito a costruire il mito del marchio nel corso dei decenni.

Le preoccupazioni dei sindacati

Non sorprende, dunque, che l’ipotesi di un trasferimento abbia suscitato le preoccupazioni di sindacati, appassionati e osservatori del settore. Il timore è che uno spostamento della produzione possa minare la reputazione del brand e avere pesanti ripercussioni occupazionali sul territorio francese. L’aspetto simbolico, in questo caso, si intreccia con quello pratico e gestionale: come garantire che il trasferimento delle competenze e delle conoscenze maturate a Molsheim non si traduca in una perdita di qualità o di esclusività?

Dal punto di vista finanziario e manageriale, la joint venture tra Bugatti, Rimac e Porsche offre solidità e risorse per affrontare una transizione graduale e controllata. Tuttavia, al momento non sono stati diffusi annunci ufficiali che confermino una decisione definitiva. Le comunicazioni delle aziende parlano di piani di integrazione industriale a medio-lungo termine, senza però entrare nel dettaglio dei tempi o del destino ultimo dello storico sito alsaziano.

Restano aperti numerosi interrogativi di natura pratica: come trasferire il know-how e la manodopera altamente specializzata, mantenendo gli standard qualitativi che hanno reso grande Bugatti? Quali strategie adottare per organizzare la logistica, la formazione e la certificazione dei processi nella nuova sede, senza snaturare il carattere artigianale che ha sempre contraddistinto il marchio? In attesa che i vertici della joint venture forniscano chiarimenti ufficiali, il settore resta in sospeso, consapevole che la scelta tra tradizione e innovazione potrebbe ridefinire per sempre il futuro di uno dei brand più iconici dell’automobilismo mondiale.

 

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