Auto e Moto d'Epoca 2026, a Bologna le leggendarie auto di Le Mans: dalla Porsche 917 alla Maserati MC12

Auto e Moto d'Epoca 2026 ospita Icons of Speed: dodici leggendarie auto da endurance, tra Porsche, Lancia, Alfa Romeo, Bugatti e Maserati

Auto e Moto d'Epoca 2026, a Bologna le leggendarie auto di Le Mans: dalla Porsche 917 alla Maserati MC12
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Giorgio Colari
Pubblicato il 16 ott 2026

Le automobili che hanno scritto alcune delle pagine più emozionanti della storia delle corse tornano protagoniste a Bologna. Dal 22 al 25 ottobre 2026, Auto e Moto d’Epoca ospiterà Icons of Speed – Endurance Legends, una mostra dedicata ai grandi prototipi e alle vetture GT che hanno segnato le competizioni di durata.

Dalla 24 Ore di Le Mans a Daytona, passando per Nürburgring e Monza, il percorso ripercorrerà decenni di sfide attraverso dodici automobili straordinarie, affiancate da ulteriori esemplari distribuiti nei padiglioni della manifestazione.

Non semplici vetture da esposizione, ma macchine autentiche, protagoniste di vittorie, rivalità e innovazioni tecniche che hanno contribuito all’evoluzione dell’automobilismo sportivo.

Porsche 917 e Sauber C9, le regine dell’endurance

Tra le attrazioni principali spicca la Porsche 917 K del 1970, riconoscibile dall’inconfondibile livrea Gulf azzurra e arancione. L’esemplare esposto, uno dei 25 originali costruiti, venne guidato da Jo Siffert e Brian Redman, conquistando la vittoria alla 1000 km di Spa e il secondo posto alla 24 Ore di Daytona.

Accanto a lei ci sarà la Porsche 956 Rothmans del 1984, una delle protagoniste assolute del Mondiale Sport Prototipi. Con Derek Bell e Stefan Bellof ottenne sette vittorie in undici gare, grazie anche a un sei cilindri boxer biturbo da 640 CV.

Altrettanto significativa la presenza della Sauber C9 del 1989, spinta da un V8 biturbo di cinque litri capace di sviluppare fino a 900 CV. La vettura appartiene alla stagione in cui Sauber conquistò il titolo mondiale e trionfò a Le Mans, imponendosi come riferimento tecnologico della propria epoca.

Completa questo capitolo la Bentley EXP Speed 8 del 2001, terza assoluta alla classica francese e simbolo del ritorno agonistico della Casa britannica.

Le italiane: Alfa Romeo, Lancia e Maserati

La mostra riserverà grande spazio anche alle protagoniste del motorsport italiano. L’Alfa Romeo Tipo 33 del 1968, telaio 750.33.014, partecipò alla 24 Ore di Daytona e conquistò il terzo posto assoluto alla Targa Florio. Il suo V8 di due litri sviluppava 270 CV a 9.600 giri.

La Lancia Beta Montecarlo Turbo presente a Bologna è invece quella che vinse la 6 Ore del Mugello del 1980 con Riccardo Patrese ed Eddie Cheever. Dalla Fondazione Gino Macaluso arriverà anche la Lancia LC1 del 1982, progettata da Giampaolo Dallara e Gianni Tonti. Con appena 640 kg e un quattro cilindri turbo da circa 450 CV, rappresentava una delle interpretazioni più estreme della leggerezza applicata alle corse.

Non mancherà la Maserati MC12 Corsa del 2006, versione riservata alla pista della celebre sportiva del Tridente, dotata di un V12 aspirato da 755 CV. Particolarmente rara anche la Bugatti EB110 LM del 1994, unico esemplare della Bugatti di Campogalliano ad aver partecipato alla 24 Ore di Le Mans.

Dodici capolavori e un modellino esclusivo

Il percorso comprenderà inoltre la Courage C52 Pescarolo, quarta assoluta a Le Mans nel 2000, la Rondeau M382 del 1982 e la Nissan NPT-90, vincitrice della 12 Ore di Sebring nel 1991. Una parte importante delle vetture proviene dal Nationales Automuseum – The Loh Collection, prestigiosa raccolta europea di automobili storiche.

L’esposizione sarà allestita nel padiglione d’ingresso di Via Costituzione, all’interno di BolognaFiere. Per celebrare l’iniziativa, gli organizzatori hanno inoltre collaborato con Spark alla realizzazione di un modellino della Lancia LC1 in scala 1:43, prodotto in serie limitata e disponibile esclusivamente durante la manifestazione.

Icons of Speed affiancherà così il tradizionale mercato di Auto e Moto d’Epoca, che riunisce oltre 5.000 automobili e motociclette storiche. Un’occasione per osservare da vicino vetture normalmente custodite in collezioni private e musei, scoprendo le soluzioni tecniche che hanno reso le gare endurance uno dei laboratori più importanti dell’industria automobilistica.

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