Airbag Takata, da ottobre niente revisione per le auto non riparate: tutti i modelli a rischio
Dal 1° ottobre 2026 le auto con richiami Takata aperti non superano la revisione. Ecco i modelli coinvolti, come controllare il telaio e cosa fare
Una semplice prenotazione in officina non basta più. Dal 1° ottobre 2026, le automobili interessate da un richiamo grave per gli airbag Takata devono aver completato la sostituzione del componente difettoso per superare la revisione periodica. La novità riguarda potenzialmente numerosi automobilisti italiani, proprietari di vetture appartenenti a marchi molto diffusi.
Il cambiamento è previsto dal decreto MIT n. 229 del 2 luglio 2026, che ha introdotto specifiche procedure di controllo. Fino al 30 settembre, per i richiami gravi senza obbligo di fermare il veicolo, era sufficiente dimostrare di aver prenotato l’intervento. Terminato il periodo transitorio, la riparazione deve essere effettivamente eseguita.
Perché gli airbag Takata sono pericolosi
Il problema riguarda il generatore di gas incaricato di gonfiare l’airbag in caso di incidente. Con il passare degli anni, soprattutto in presenza di temperature elevate e umidità, alcune sostanze possono deteriorarsi. Durante l’attivazione, il dispositivo rischia di rompersi violentemente, proiettando frammenti metallici nell’abitacolo e provocando lesioni potenzialmente mortali.
Per questo motivo, numerosi costruttori hanno avviato campagne di richiamo. In alcuni casi è stata introdotta anche la prescrizione Stop Drive, che impone di non utilizzare l’automobile fino alla riparazione. Dal 15 settembre 2026 sono stati attivati i controlli informatici sulle revisioni, collegati ai numeri di telaio segnalati dai costruttori.
Quali auto rischiano di non superare la revisione
L’elenco dei modelli potenzialmente coinvolti è particolarmente ampio e comprende vetture di numerosi costruttori. Di seguito i principali modelli con i rispettivi periodi di produzione, che non devono essere confusi con le date di immatricolazione.
- Citroën e DS: C3 seconda serie (24 settembre 2008 – 21 febbraio 2017), C4 (2 febbraio 2010 – 20 maggio 2018), C-Zero (ottobre 2010 – febbraio 2017), DS3 (5 dicembre 2008 – 30 maggio 2019), DS4 (5 maggio 2010 – 3 febbraio 2017) e DS5 (30 giugno 2010 – 9 febbraio 2018).
- Opel: Astra 04 (2005-2014), Astra 10 (2009-2018), Vectra (2003-2008), Signum (2005-2008), Cascada (2012-2018), Meriva (2009-2017), Mokka (2011-2018) e Zafira (2011-2016).
- Chevrolet: Aveo (2011-2018), Cruze (2009-2017), Orlando (2011-2017) e Trax (2013-2018).
- Peugeot: iOn (ottobre 2010 – maggio 2017), con prescrizione Stop Drive per gli esemplari interessati dal richiamo.
- Nissan: Almera (22 maggio 2001 – 25 dicembre 2008), Almera Tino (22 agosto 2001 – 21 novembre 2005), Tiida (13 novembre 2007 – 1° agosto 2014), Teana (5 aprile 2004 – 1° novembre 2007), Maxima QX (3 luglio 2000 – 11 giugno 2003), X-Trail (2 luglio 2001 – 28 novembre 2008), Navara (24 aprile 2001 – 25 dicembre 2003), Patrol (19 febbraio 2001 – 24 dicembre 2008), Terrano (6 gennaio 2003 – 28 novembre 2006), Pathfinder (19 luglio 2001 – 9 luglio 2004) e Note (30 agosto 2005 – 19 luglio 2013).
- Tesla: Model S (2012-2016), per quanto riguarda l’airbag anteriore lato passeggero.
- Audi: A3 (2006-2013), A4 (2005-2008), A4 Cabriolet (2007-2009), A5 e A5 Cabriolet (2010-2011), A6 (2005-2011), Q5 (2009-2012), R8 (2016-2017) e TT (2015-2017).
- Volkswagen: Beetle (2012-2018), Fox (2007-2011), Golf VI (2009-2013), Golf Cabriolet VI (2012-2016), Golf Plus (2009-2014), Eos (2010-2015), Passat B6 berlina e Variant (2006-2010), Passat (2011-2015), Passat CC (2009-2017), Polo A04 (2007-2010), Polo A05 (2010-2014), Sharan (2011-2015), Tiguan (2015-2016), up! (2012-2016), e-up! (2014-2016), California, Multivan e Transporter T5 (2008-2015) e Crafter (2006-2017).
- Seat: Alhambra (2011-2017), Altea (2010-2015), Altea Freetrack (2013-2015), Ateca (2017), Exeo (2009-2013), Ibiza (2016-2017), Leon 37x (2013-2017), Leon PQ (2010-2014) e Toledo (2013-2017).
- Skoda: Citigo (2013-2018), Fabia II (2013-2015), Fabia III (2015-2018), Kodiaq (2017-2018), Octavia III (2013-2018), Rapid (2013-2018), Roomster (2013-2015), Superb II (2014-2015), Superb III (2015-2018) e Yeti (2014-2017).
Le campagne di richiamo interessano inoltre alcuni veicoli di BMW, Honda, Mazda, Mercedes-Benz e Toyota.
Per Audi, Volkswagen, Seat e Skoda, gli intervalli riportati provengono dal censimento del Ministero francese dei Trasporti e costituiscono un riferimento indicativo anche per gli automobilisti italiani. È fondamentale precisare che non tutte le vetture appartenenti ai modelli e agli anni indicati sono necessariamente coinvolte. Per stabilire se l’airbag debba essere sostituito occorre verificare il numero di telaio VIN attraverso il sito ufficiale del costruttore o la sua rete di assistenza. Anche una vettura compresa negli intervalli indicati potrebbe aver già completato la campagna di richiamo.
Come controllare il telaio e cosa succede alla revisione
Per conoscere la situazione della propria automobile bisogna utilizzare il VIN, codice identificativo di 17 caratteri riportato sulla carta di circolazione. Il numero può essere inserito nel portale ufficiale del costruttore oppure comunicato alla rete di assistenza. Anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette a disposizione collegamenti alle pagine dedicate ai richiami.
Se la sostituzione non è stata effettuata, per un richiamo grave senza Stop Drive la revisione riceve l’esito «Ripetere». Il controllo deve essere ripetuto entro trenta giorni, dopo aver completato l’intervento. In presenza di Stop Drive, invece, viene disposto l’esito «Ripetere – sospeso dalla circolazione». Il divieto di utilizzo deve essere rispettato anche quando la revisione precedente risulta ancora valida.
La sostituzione dell’airbag è completamente gratuita: ricambi, manodopera e materiali sono a carico del costruttore. Dopo l’intervento è importante conservare la documentazione e accertarsi che il richiamo risulti chiuso nei sistemi informatici.