Vendite auto Italia: novembre funereo

Peggiori del previsto le conseguenze del passaggio allo standard WLTP, i costruttori faticano a riallineare la produzione, così le immatricolazioni calano. Diesel sempre in picchiata, benzina in forte crescita, come le emissioni di CO2. Dacia spazza via tutti. Alfa Romeo, altro mese da dimenticare

Dopo un po’ passa la voglia di commentare sempre le stesse cose. Parliamo delle vendite auto in Italia: il diesel continua a crollare, aumentano le immatricolazioni dei modelli a benzina e la CO2 media cresce. Ma poi si fanno le domeniche a piedi bloccando i diesel Euro 6. Ne abbiamo piene le scatole. Le informazioni ci sono, ognuno tragga le proprie conclusioni e decida come crede. Piuttosto, i dati di vendita in Italia a novembre 2018 (così come quasi certamente anche quelli del resto d’Europa) evidenziano un fattore parecchio sottovalutato, che ha mandato all’aria molte previsioni: le norme WLTP, a cui dallo scorso 1° settembre devono attenersi tutte le automobili di nuova immatricolazione nei paesi UE.

Adattare modelli già in produzione ai nuovi e più stringenti metodi di misurazione delle emissioni nei test di laboratorio sta creando parecchi problemi ai costruttori; ci sono meno automobili disponibili, le liste di attesa si allungano e la gente compra di meno. Se poi aggiungiamo il quadro economico generale non certo positivo e le paturnie politiche, allora troviamo una spiegazione concreta al -6,3% sulle vendite di auto nuove in Italia a novembre 2018, rispetto allo stesso mese di un anno fa; prosegue quindi il calo per questa ragione, iniziato nei due mesi precedenti. A novembre, secondo i dati del ministero dei Trasporti elaborati da Unrae, sono state immatricolate 146.991 autovetture nuove. Per quanto riguarda il dato annuale fino a questo momento, abbiamo 1.910.000 vetture, pari ad un non certo lusinghiero -3,1%.

 

Vendite auto Italia, vince la benzina

Chi ha comprato di più a novembre 2018, premesso il calo totale? Gli unici a crescere, del 4,4%, sono stati i privati, attirati da offerte e promozioni. La struttura del mercato mostra che invece il mondo delle imprese ha tirato il freno a mano, sempre un brutto segnale: -32,9% il noleggio a breve termine, -18,2% il lungo, -25,3% le vendite a società. Nel periodo gennaio-novembre i privati si attestano a -3,2%, noleggio a breve -8,3%, noleggio a lungo +2,0%, società -8,3%.

Passiamo alle alimentazioni. Un altro “bellissimo” -25,6% per il diesel che porta il dato annuale a -11,9%; invece le vendite di auto a benzina sono decollate a novembre con un +26,7%, pari ad un +5,8% annuale. Ormai è imminente il sorpasso della benzina nella quota di mercato sul gasolio, abbiamo rispettivamente 40,7% e 45,1% (nel novembre 2017 erano 31,7% contro 56,7%). Conseguenza logica di questa situazione: la media ponderata di emissioni CO2 è salita a 117 g/Km, +3,9% a novembre e +0,5% annuale. No comment.

Le auto ibride vanno forte, non in misura secondaria grazie all’ingresso delle mild hybrid, molto meno ibride delle ibride vere, ma ci si accontenta. Il totale mostra a novembre +17,0%, mentre sugli 11 mesi siamo a +31,2%. Le ibride plug-in rappresentano ancora una percentuale irrisoria, perché sono poche, molto costose e hanno sempre il problema della ricarica. Infatti la loro quota di mercato è analoga a quella delle auto elettriche pure: 0,3%, però in numero assoluto si vendono più elettriche. Per quanto riguarda le EV, la loro crescita viaggia a tre cifre percentuali, grazie prevalentemente ad un maggior numero di modelli sul mercato e ad una accresciuta capacità delle batterie.

Il metano sta vivendo mesi difficili. E’ andato molto bene nella prima parte dell’anno, mentre dall’estate è cominciato un tracollo. A novembre ha registrato un pesantissimo -41%, il che fa crollare il dato annuale a +20,4%, quando a maggio viaggiava intorno al 55%. La sua quota di mercato negli ultimi due anni è dimezzata, ora è inferiore addirittura a quella delle ibride, e di tanto: solo l’1,3%. Pochi modelli disponibili, molto limitati, prezzi non precisamente bassi, sempre una rete di rifornimento a macchia di leopardo, agevolazioni non particolarmente significative: la concorrenza delle ibride soprattutto in ambito cittadino sta diventando quasi irresistibile. Se la passa male anche il GPL: -6,2% a novembre e -3,4% negli 11 mesi.

 

Vendite auto: carrozzerie, la gente vuole solo i crossover

C’è poco da dire sulle carrozzerie: tutte perdono in doppia cifra, a parte le berline il cui calo a novembre è stato “solo” del 7,7%. L’unica eccezione è quella dei crossover, praticamente lo scorso mese la gente ha comprato solo quelli. Hanno piazzato a novembre un sonante +14,0%, mentre a livello annuale siamo a +25,7%. Nonostante tecnicamente siano solo delle berline con un assetto più alto, la forma che va di moda è quella e tutti la vogliono, soprattutto dopo l’ingresso nei listini dei modelli compatti a prezzi e dimensioni ragionevoli. A novembre sono calati invece anche i SUV propriamente detti (che Unrae raggruppa sotto la voce fuoristrada), quelli a quattro ruote motrici: -4,1%, proprio grazie alla disponibilità di crossover compatti. Comunque negli 11 mesi la crescita è sempre del 12,2%.

Infine, per quanto riguarda i segmenti, a novembre sono salite solo le citycar, +7,5%, appunto grazie all’orgia di promozioni. Ma a livello annuale le piccole perdono il 10,8%. La quota maggiore è sempre quella delle utilitarie, ma anch’esse negli 11 mesi registrano un calo, precisamente del 3,6%. Salgono solo le medie, +1,0%, e le auto di lusso, +,6,5% ma irrilevanti a livello quantitativo (quota di mercato dello 0,2%).

 

Vendite auto, classifica marche: Dacia la migliore del mese


Consoliamoci con la parte divertente, le classifiche. Partendo dalle marche, la migliore performance del mese fra quelle con volumi maggiori (oltre 1.000 unità) non è stata della Jeep, bensì della Dacia, che ha messo a segno un impressionante +42,13% in un mese così difficile per il mercato. Ma la Jeep è subito dietro, benché staccata, con un +34,31% eccellente per chiunque altro, però la marca americana di FCA quest’anno ci ha abituati a cifre di molto superiori. Terza posizione per la Volvo che conferma l’ottimo periodo nelle vendite nel nostro Paese, a + 20,99%. Ottimo mese anche per la Suzuki, +17,13%. E vediamo un segno non solo positivo ma anche di alto valore da parte della Lancia, la cui emorragia, almeno per un mese, viene interrotta da un +13,97% grazie alle promozioni. Fa morale, come direbbero nello sport. Volkswagen a +11,8% chiude le performance in doppia cifra.

Tra le performance peggiori dobbiamo segnalare il fondo della classifica a novembre per l’Alfa Romeo, nettamente ultima a -54,02%. Mese pesante anche per la Renault, -33,06%. Molto male anche Smart (-25,84%), Nissan (-23%) e Mini (-21%). Performance negative in doppia cifra anche per Hyundai, BMW, Fiat, Audi e Ford.

Per quanto riguarda i costruttori con piccoli volumi, suddividiamo ulteriormente. Nella fascia 500-1.000 Mitsubishi ha più che raddoppiato, segnando un +114,29%. Entusiasmante performance anche per Jaguar, +85,45%. Mazda registra +2,27%, Honda -7,61%. Tra le marche sotto i 500 esemplari mensili, Mahindra e DR Motors sono fuori scala, quasi 6 volte di più la prima e 5 volte di più la seconda, ma parliamo di meno di 200 unità. Il marchio premium di PSA, la DS, ha registrato una performance eccellente a novembre, +35,81%. Ottima anche Subaru, +20,86%; bene Ssangyong a +11,17. Maserati è positiva a +3,88%. Crolla Infiniti, -83,72%; pesante novembre anche per la Porsche, -69,85%. Molto negativa anche la Lexus, -21,36%. Cali in doppia cifra anche per Ferrari (-33,3%) e Tesla (-38,18%).

La classifica sul periodo gennaio-novembre non è variata in modo significativo. Jeep è irraggiungibile (+71,72%), Seat tranquilla seconda (+16%). Volvo invece (+11,82%) supera al terzo posto la Volkswagen (+11,63%). Le performance peggiori sono registrate da Lancia (-22,72%), Fiat (-19,96%) e Mini (-15,04%). Tra i bassi volumi le migliori sono sempre Jaguar (+74,1%) e Mitsubishi (+56,27%). Pesante annata per Infiniti (-70,5%), Honda (-9,5%), Maserati (-5,28%) e Porsche -5,05%). In questa pagina potete leggere le classifiche delle prime 50 auto vendute in assoluto e delle prime 10 per ogni segmento.

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