Audi Q5: primo contatto sulle strade del Messico

Il SUV di Ingolstadt punta ad essere il nuovo punto di riferimento della categoria.

La seconda generazione dell’Audi Q5 è nata con ambizioni importanti. La prima è quella di diventare il nuovo punto di riferimento all’interno del segmento dei SUV premium mentre la seconda è quella di tornare ad essere la Sport Utility più venduta al Mondo. Per raggiungere questi obbiettivi la Q5 è stata totalmente riprogettata, fino all’ultimo bullone, anche se a prima vista non si direbbe. Il design si è infatti evoluto senza però staccare col passato: effettivamente se a 1.6 milioni di clienti è piaciuta la linea di questo SUV perché cambiare strada?

Osservandola con attenzione si può però capire quanto sia diversa rispetto al passato. Il look è molto più affilato e soluzioni come i fanali anteriori Matrix Led rendono la Q5 estremamente attuale. Le dimensioni sono, praticamente, quelle di sempre: il SUV è cresciuto di 3 centimetri arrivando a misurare 4.66 metri. Nonostante le proporzioni esterne non siano affatto esagerate, salendo sulla nuova Audi Q5 si ha l’impressione di essere su un’auto molto più grande. Lo spazio abbonda sia davanti sia dietro, soprattutto in altezza, e non manca nemmeno un bagagliaio capiente: l’Audi Q5 ha un portabagagli da 550 litri ampliabile a 610 litri, oppure, abbattendo i sedili, fino a 1.550 litri. L’unica pecca, se così la si può definire, è la soglia d’accesso che non è tra le più basse ma trattandosi di un SUV glielo si può perdonare.

Sulle logore strade messicane, dove ho provato in anteprima tutte le motorizzazioni della nuova Audi Q5, ho apprezzato fin dai primi metri il comfort, sia acustico, sia dinamico, di questo SUV. Tra le novità più interessanti della seconda generazione c’è infatti la possibilità di avere un assetto pneumatico che isola dalle ruvidità stradali la vettura. Audi descrive il livello di comfort come paragonabile a quello di un’Audi A8: l’ammiraglia è comunque di un altro livello, ma l’Audi Q5 effettivamente ci si avvicina molto. L’assetto copia le imperfezioni stradali in maniera eccellente, anche nel caso delle buche più profonde e delle sconnessioni più marcate.

Non bisogna però pensare che con un comfort del genere ne rimetta la dinamica di guida. L’assetto è comunque molto sostenuto e, posizione di guida a parte, sembra quasi di essere su una berlina. La tenuta in curva è ottima, così come la precisione di guida. Durante la mia prova ho avuto modo di percorrere qualche centinaio di chilometri anche su un’Audi Q5 con assetto tradizionale. La differenza è notevole e si percepisce immediatamente: il SUV appare più morbido in curva e meno confortevole sulle buche. C’è però da dire che la versione testata era dedicata per il mercato americano: in Europa l’assetto sarà lievemente diverso.

A fronte di un comparto sospensivo così eccellente, l’Audi Q5 propone anche un servosterzo d’alto livello. Si tratta di un sistema elettromeccanico che, a richiesta, può avere una regolazione dinamica della risposta in base alla velocità. Lo sterzo appare così morbido e fluido a basse velocità, diventando più rigido man mano che si va più veloce. La taratura è poi regolabile tramite l’Audi Drive Select che agisce anche sulla risposta di motore, cambio e, nel caso dell’Adaptive Air Suspension, pure sull’assetto. Ciò permette di guidare l’auto facilmente su ogni tipo di strada, dallo sterrato all’autostrada fino ad arrivare a contesti più cittadini.

Proprio nello stretto l’Audi Q5 di nuova generazione è capace di sorprendere. La visibilità è ottima e le dimensioni si intuiscono facilmente: ciò consente manovre snelle, rapide e semplici. Il SUV si dimostra agile nonostante la propria stazza, diminuita rispetto alla precedente generazione fino a 90 chili grazie al nuovo pianale MLB-Evo, e trasmette sensazioni di leggerezza mentre lo si guida, principalmente nel caso del 2.0 benzina. Il 252 cavalli TFSI pesa infatti 1.720 chili a secco contro i 1.770 chili del 2.0 TDI che viene proposto nelle versioni da 150, 163 e 190 cavalli. La grande differenza la si sente però quando la si confronta con il diesel di potenza paragonabile, il 3.0 TDI da 286 cavalli: sensibilmente più “pesante” quando lo si guida (la massa non è stata ancora dichiarata da Audi).

Proprio il V6 a gasolio è, al momento, il miglior motore della gamma, sia sulla carta, sia su strada. L’Audi Q5 3.0 TDI è estremamente corposa da guidare grazie alla coppia di 620 Nm garantita dal sei cilindri: la spinta non manca mai ed il TDI gira fluido senza mai avere vuoti. La spinta è impressionante e, anche se il tiro è ben diverso rispetto al più rotondo 2.0 TFSI, le prestazioni sono al vertice della gamma Q5, così come il piacere di guida. L’Audi Q5 2.0 TFSI è invece sensibilmente più leggera sull’anteriore e la guida delle due versioni è totalmente diversa pur avendo potenze simili anche a causa dei due diversi sistemi di trazione integrale. L’Audi Q5 2.0 TFSI, così come tutta la gamma Q5 a quattro cilindri, ha la trazione integrale quattro ultra, mentre l’Audi Q5 3.0 TDI ha un sistema di trazione integrale permanente quattro.

Se non si vuole andare a scomodare questi motori, la gamma dell’Audi Q5 comprende anche tre motorizzazioni 2.0 TDI. Il quattro cilindri si declinerà inizialmente nelle due versioni da 163 e 190 cavalli, per poi arrivare, successivamente, anche a trazione anteriore e con una nuova versione entry level da 150 cavalli. In Messico ho avuto un breve assaggio anche del 2.0 TDI da 190 cavalli, un motore con un’ottima spinta e particolarmente in sintonia con la nuova Audi Q5. La massa non eccessiva del SUV rende questo quattro cilindri a gasolio un ottimo compagno di viaggio: silenzioso, parco nei consumi ma comunque pronto e reattivo quando ce n’è bisogno.

A contribuire nel rendere migliore la nuova Audi Q5 ci sono anche tutte le ultime tecnologie del Gruppo Volkswagen. Il SUV dispone infatti di sistemi come il Traffic Jam Assist che anticipa una sorta di guida semi autonoma lasciando all’elettronica il controllo del veicolo mentre si guida in coda. Questo sistema funziona unendo il cruise control adattivo con sistema anticollisione al mantenimento della corsia di marcia ed alla mappatura di precisione offerta dal nuovo navigatore satellitare connesso integrato nell’Audi MMI. L’impianto di infotainment con schermo da 8.3 pollici è inoltre in grado di imparare le abitudini del guidatore, proponendo spontaneamente dei suggerimenti sulle strade da percorrere: sullo schermo da 12.3 pollici dell’Audi Virtual Cockpit compaiono delle opzioni di viaggio che il guidatore può selezionare anche tramite il sistema di comandi vocali a linguaggio naturale.

La seconda generazione dell’Audi Q5 si dimostra essere migliore del modello originale sotto tutti gli aspetti. La tecnologia è ai vertici massimi della categoria, così come il comfort ed il piacere di guida. D’altronde l’obbiettivo di Audi era proprio questo: creare un’auto che sarebbe diventata un vero e proprio punto di riferimento. Difficile muovere delle critiche alla nuova Audi Q5: stona solo qualche piccolo dettaglio, come lo schermo dell’infotainment non troppo grande, le plastiche della parte bassa dell’abitacolo meno qualitative rispetto a quelle del cruscotto e l’accesso alto al bagagliaio. Per vederla sulle strade italiane bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Il debutto è previsto per il prossimo mese di gennaio, con prezzi a partire da 48.450 euro.

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