Dieselgate: dagli Stati Uniti alla Germania, il passo non è breve.

Dagli Stati Uniti la class action contro Volkswagen arriverà in Europa? Al momento sembra una strada difficile...

MINNEAPOLIS, MN - APRIL 19: Michael Hausfeld, a lawyer for the NFL players, speaks to members of the media as he arrives for court ordered mediation at the U.S. Courthouse on April 19, 2011 in Minneapolis, Minnesota. Mediation was order after a hearing on an antitrust lawsuit filed by NFL players against the NFL owners after labor talks between the two broke down last month. (Photo by Hannah Foslien /Getty Images) *** Local Caption *** Michael Hausfeld

L'avvocato americano Michael Hausfeld vuole portare in tribunale Volkswagen anche in Europa. E, stando a quanto riferisce "Süddeutsche Zeitung", conta di essere pronto con i primi casi già in autunno. Secondo Christopfer Rother, il rappresentante in Germania dello studio legale statunitense, Ottobre e Novembre, per essere più precisi.

C'è da dire che i manager di Wolfsburg non sembrano aver perso il sonno per via di questa nuova minaccia giudiziaria. Lo stesso Rother ha fatto sapere che Volkswagen ha rinunciato la scorsa settimana ad un'intesa stragiudiziale: l'avvocato ha parlato di “occasione sprecata”.

Al momento sappiamo che negli Stati Uniti il costruttore tedesco ha offerto “spontaneamente” una sorta di compensazione preventiva di mille dollari ai proprietari di auto con il software che falsifica i dati sulle emissioni di NOx. In Europa non è stata invece avanzata alcuna ipotesi per un possibile indennizzo. Il ministro della giustizia tedesco, il socialdemocratico Heiko Maas, aveva difeso la necessità di un risarcimento per i consumatori, ma ad oggi non esiste ancora alcun passo concreto.

Non è chiaro quanti casi abbia raccolto lo studio legale in Germania, che oltreoceano rappresenta non soltanto privati, ma anche i ben più potenti ed influenti gestori di flotte. Finora l'unico pronunciamento di un tribunale ha dato ragione a Volkswagen: un cliente “deluso” voleva restituire l'auto e venire risarcito, ma il giudice ha respinto la richiesta. Ciò nonostante Rother, a nome dello specialista americano in class action Hausfeld, ha spiegato che i clienti dovrebbero poter contare su una compensazione tra il 5 ed il 10% del valore del veicolo equipaggiato con il software incriminato come riportato da Automobilwoche. In Germania non esiste lo strumento dell'azione collettiva, ma Rother ha messo in guardia circa i potenziali rischi di milioni di cause individuali (peraltro improbabili, ma questo è un altro discorso): “Una class action alleggerirebbe anche il sistema giudiziario”, ha dichiarato.

Volkswagen non sembra invece doversi preoccupare sul fronte “pubblico”: il Land della Bassa Sassionia, azionista con il 12,5% del capitale ma che controlla il 20% dei voti e dispone del diritto di veto, non è intenzionato a trascinare in tribunale la società. Scelta che sarebbe anche “curiosa”, dato il governatore siede nel Consiglio di Sorveglianza e, come i suoi predecessori ed altri esponenti di nomina politica, potrebbe venire chiamato a rispondere sulla mancata vigilanza. Dal fronte privato qualche grattacapo potrebbe arrivare: quasi 300 investitori istituzionali hanno avanzato una richiesta di risarcimento nell'ordine dei 3,25 miliardi di euro presso il tribunale di Braunschweig.

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