In Colorado diminuiscono gli incidenti mortali dopo la legalizzazione della marijuana. Casualità o c'è correlazione?

In Colorado è diminuito il numero di incidenti mortali dopo la legalizzazione della marijuana. C'è una correlazione o risulta solo una coincidenza?

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Dallo scorso gennaio è legale in Colorado la vendita di marijuana a scopo ricreativo, per effetto di un referendum organizzato nel novembre 2012 ed a cui hanno votato ‘si’ il 53% degli aventi diritto. I cittadini di età superiore a 21 anni possono così acquistare da appositi negozi un massimo di 28 grammi di marijuana per volta, mentre chi proviene da altri stati può invece comperare fino ad un massimo di 7 grammi per volta.

Approfondisci: il risultato del referendum

Il risultato della votazione ha ovviamente suscitato polemiche e scetticismo, in particolar modo fra chi ritiene che il consumo di droghe leggere sia riconducibile all’aumento degli incidenti stradali. Un recente articolo del The Washington Post smentisce in parte questa teoria. L’articolo trae fondamento da un interessante grafico elaborato dal Dipartimento dei Trasporti, nel quale vediamo che il numero di incidenti mortali è calato rispetto allo stesso periodo del 2013 e risulta ben inferiore rispetto al media relativa al periodo 2002-2013.

Un secondo grafico mostra poi come la somma degli incidenti mortali verificatisi nel periodo gennaio-luglio 2014 sia decisamente vicina al miglior gennaio-luglio dal 2002 ad oggi. D’ogni modo va per forza sottolineato che non c’è correlazione fra il minor numero di incidenti mortali e la legalizzazione della marijuana, nonostante alcuni ricercatori abbiano suggerito che molte persone sostituiscano l’alcol con la marijuana (sostanza ritenuta meno impattante rispetto agli alcolici). Questi numeri smentiscono in parte i dati emersi negli scorsi mesi, come ad esempio la ricerca effettuata dall’Università del Colorado. I suoi studi hanno dimostrato che

nel 2011 la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali in Colorado positivi al test della marijuana era salita al 10% dal 5.9% all'inizio del 2009 e dal 4.5% nel 1994

Tuttavia l’articolo del The Washington Post puntualizza che

Il problema di queste critiche è che possiamo condurre dei test solo riguardo alla presenza di marijuana nel metabolismo, e non riguardo i suoi effetti temporanei. Gli effetti della marijuana prodotti nel metabolismo possono restare all’interno del corpo per giorni prima che scompaiano, a volte addirittura per settimane. Poiché ciascuno di noi metabolizza la droga in maniera differente – con tempi e condizioni differenti – tutto quello che un test positivo può dirci è che il guidatore coinvolto ha fumato marijuana nei giorni o nelle settimane precedenti

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