Citroen C4 e-THP130 e Citroen DS5 BlueHDi180: i nuovi motori provati su strada

Citroen C4 e-THP130 e Citroen DS5 BlueHDi180 provate su strada: ecco come vanno i due nuovi motori del marchio francese e tutti i loro segreti.


La gamma delle motorizzazioni della Citroen C4 e della Citroen DS5 si arricchisce di due nuove proposte che presto arriveranno anche su altri modelli della gamma. Sulla segmento C viene lanciato il nuovo tre cilindri e-THP 130 turbo benzina, mentre la più grande della famiglia DS porta al debutto il quattro cilindri a gasolio da 180 cavalli, il BlueHDi180. Abbiamo avuto occasione di provare su strada queste due nuove unità, rispettivamente accoppiate ad un cambio manuale a sei rapporti e all’automatico idraulico Aisin a sei marce giunto alla sua terza evoluzione per il marchio del Double Chevron.

Nuove tecnologie costruttive hanno permesso a Citroen di ridurre i consumi pur ottenendo buone prestazioni, con il tre cilindri benzina che ci ha davvero sorpreso in positivo per via delle sue ottimi doti di elasticità e di coppia. Il diesel, dalla sua parte, riulta ben proporzionato per la Citroen DS5, rivelandosi un ottimo compagno di viaggio visti i consumi ridotti e le buone prestazioni globali.

Prendiamo ora però in considerazione separatamente i due propulsori della Citroen C4 e della Citroen DS5, spiegandone pregi, difetti e caratteristiche con l’analisi della nostra prova su strada che ci ha condotto nei dintorni di Parigi. Abbiamo potuto tetare le vetture per qualche centinaio di chilometri su strade varie con tratti congestionati nel traffico della capitale francese, strade extraurbane ed autostrade.

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Citroen C4 e-THP130

Citroen C4 e-THP130 e Citroen DS5 BlueHDi180: prova su strada dei nuovi motori

Parlando della Citroen C4 eTHP 130 partiamo dalla tecnica. Il tre cilindri 1.199 centimetri cubi 12 valvole utilizza alcune soluzioni tecniche innovative che hanno permesso a Citroen di ottenere ottime prestazioni abbinate a consumi ridotti. Stando ai dati dichiarati dalla casa francese, il nuovo 1.2 turbo è in grado di percorrere fino a 100 chilometri con 4.8 litri nel ciclo misto, con picchi di 4.2 e 5.9 rispettivamente nell’urbano e nell’extraurbano. Questi dati si riferiscono ai modelli equipaggiati con cerchi da 15 e da 16 pollici, misure con le quali la Citroen C4 emette 110 grammi di anidride carbonica ogni chilometro. Scegliendo cerchi in lega da 17 o 18 pollici il discorso cambia leggermente: per ogni chilometro vengono emessi 4 grammi in più di CO2 ed i consumi si alzano fino a 6.1 nell’urbano ed a 4.3 nell’extraurbano, con il combinato che ne risente di un decilitro ogni 100 chilometri, per un totale di 4.9 litri.

Nonostante i consumi, la Citroen C4 dimostra buone doti dinamiche. I 130 cavalli espressi a 5.500 giri ed i 230 Nm disponibili già da 1.750 giri si sentono quando si è alla guida e rendono piacevole viaggiare sulla segmento C che si rivela piena e scattante quasi ad ogni regime. La velocità massima è di 199 chilometri orari mentre l’accelerazione da 0 a 100 chilometri all’ora viene completata in 10.8 secondi. Quando ci si mette alla guida però quello che stupisce è l’elasticità del quattro cilindri che, complice l’ottima curva di coppia, si dimostra reattivo e divertente praticamente ad ogni andatura.

Il tiro è continuo e regolare, con il 1.2 che spinge bene fin dai regimi più bassi e continua con regolarità per tutto l’arco di utilizzo stradale. Certo se gli si chiede troppo, spingendolo ad un’andatura eccessiva, la piccola unità fa quel che può, ma di certo non sono le prestazioni pure quelle che cercavano i tecnici Citroen durante la progettazione di questa unità. L’obbiettivo degli uomini del Double Chevron era infatti quello di creare un motore piacevole da guidare, fluido e corposo, ma con consumi contenuti. Detto, fatto: il 1.2 spinge davvero bene i 1.205 chilogrammi della vettura, rendendola briosa e divertente, perfetta per la guida di tutti i giorni.

Nonostante si tratti di un tre cilindri, le vibrazioni sono quasi totalmente assenti a bordo della Citroen C4. Merito del contralbero di bilanciatura che però, insieme all’architettura di questo frazionamento, genera alcuni effetti sgradevoli in fase di marcia. Uno su tutti la scarsa capacità di perdere giri in rilascio, con il motore che presenta una grande inerzia e non accenna a rallentare in maniera sostanziale la vettura. Il rumore del 1.2 è poco presente nell’abitacolo ed inizia a sentirsi solo ad andature sostenute quando il suono del tre cilindri diventa udibile ma non fastidioso.

Questo è stato reso possibile grazie all’impiego di un nuovo sistema di iniezione diretta che, funzionando a 200 bar, consente al tricilindrico di esprimersi al meglio. I nuovi iniettori a sei fori sono infatti in grado di fare fino a tre iniezioni per ciclo, garantendo così ottime performance quando il guidatore le richiede, ma sapendo anche risparmiare carburante quando il carico del motore è parziale. Parte del merito va anche alla nuova turbina Honeywell che riesce ad arrivare ad un regime di rotazione massimo di ben 240 mila giri al minuto, garantendo una sovralimentazione massima di 2.4 bar. Proprio per questi motivi, la chiocciola della turbina monta dei particolari cuscinetti lubrificati e Citroen ha sviluppato una pompa elettrica secondaria che, nei momenti in cui il motore è spento, sia durante le fasi di funzionamento dello start and stop, sia con la macchina completamente spenta, pompa acqua raffreddando la turbina per preservarne l’integrità nel tempo. Questo sistema risulta separato rispetto al normale circuito di raffreddamento del motore, di tipo tradizionale.

Citroen DS5 BlueHDi180

Citroen C4 e-THP130 e Citroen DS5 BlueHDi180: prova su strada dei nuovi motori

Tra le novità tecniche proposte da Citroen c’è anche il quattro cilindri a gasolio da 180 cavalli della Citroen DS5. Questo motore, accoppiato all’ultima evoluzione della trasmissione automatica a sei marce del marchio transalpino. Citroen ha donato un’iniezione di 20 cavalli al suo 2.0 litri che ora riesce ad erogare 181 cavalli a 3.750 giri ed una coppia massima di 400 Nm già a 2.000 giri. Questi dati, uniti alla particolare taratura del comodo cambio idraulico firmato Aisin, permettono grande facilità di guida unita a buone prestazioni globali per la spaziosa Citroen DS5. Si parla infatti di un’accelerazione da 0 a 100 chilometri orari coperta in 9.2 secondi, con una velocità massima di 220 chilometri all’ora.

Certo non bisogna aspettarsi sportività o prestazioni troppo elevate: i 180 cavalli permettono alla cinque posti francese di muoversi con totale tranquillità, garantendo anche buone accelerazioni, ma pur sempre nell’ottica del comfort e dell’efficienza. Il cambio automatico mantiene infatti abbastanza basso il regime di rotazione, con il BlueHDi180 che tuttavia non pare risentirne visto il grande dato di coppia disponibile nella parte bassa del contagiri. L’erogazione è così abbastanza piena e corposa, per un’auto perfetta per i viaggi vista la sua buona abitabilità e la silenziosità del nuovo motore che appare ben isolato rispetto all’abitacolo. Questo grazie anche all’adozione degli alberi di equilibratura che, oltre a rendere più silenziosa l’unità, ne riducono notevolmente le vibrazioni che risultano così molto poco percepibili.

La rinnovata potenza è garantita da un nuovo turbo a geometria variabile e ad al conseguente aumento della pressione di sovralimentazione e di combustione. Ciò ha migliorato anche l’efficienza del quattro cilindri BlueHDi, consentendogli, quando montato sulla Citroen DS5 di consumare solo 4.4 litri ogni 100 chilometri secondo quanto dichiarato dalla casa, con un’emissione chilometrica pari a 114 grammi di anidride carbonica. Proprio la tematica delle emissioni è stata particolarmente studiata, con Citroen che ha integrato nella linea di scarico il modulo SCR, acronimo di Selective Catalytic Reduction, una particolare tecnologia che permette una riduzione delle emissioni nocive NOx del 90%.

Questo sistema, montato a monte del filtro antiparticolato, è in grado di scomporre grazie all’AdBlue, overo l’urea, fino al 90% degli ossidi d’azoto, gli NOx, in vapore acqueo ed azoto, rendendo le emissioni innocue. L’AdBlue trova posto in un serbatoio da 17 litri nella coda della Citroen DS5: ciò permette di percorrere circa 20 mila chilometri, con i clienti che possono rabboccare il liquido dall’interno del bagagliaio. Tra le altre cose, la Citroen DS5 BlueHDi180 propone in anteprima sulle motorizzazioni BlueHDi il sistema Stop&Start, con il 2.0 BlueHDi che monta anche un catalizzatore d’ossidazione all’uscita del motore che elimina il monossido di carbonio e gli idrocarburi incombusti. Il filtro antiparticolato additivo è in grado di eliminare fino al 99.9% del particolato.

Scheda Tecnica Citroen C4 e-THP130 e Citroen DS5 BlueHDi180

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