Autoblog @ Ford Focus Global Test Drive

Ford Focus Global Drive

Negli scorsi giorni Autoblog.it ha partecipato al Ford Focus Global Test Drive, un evento che ha coinvolto un centinaio di bloggers da tutto il mondo. Un post diverso dal solito, questo, anche per il fine benefico dell'iniziativa. Ford ha infatti donato 10.000 dollari a 40 organizzazioni no-profit proposte dai bloggers: nel nostro caso avevamo deciso di puntare su Kiva.org ed il microcredito.

Cos'è Kiva.org? Chi segue anche Ecoblog forse ne avrà sentito parlare: ce ne eravamo occupati nel 2007 con un paio di post parlando appunto del microcredito. Come riporta Wikipedia, si tratta di uno strumento economico che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione nei paesi in via di sviluppo. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell'inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall'usura.

Con il microcredito, quindi, si cerca di aiutare le persone a sviluppare piccole realtà imprenditoriali. Considerate piccoli villaggi in Africa, Asia o Sud America. Riuscire a portare all'esterno i propri prodotti significa aprirsi a mercati diversi, così come aprire un piccolo negozio può rappresentare l'arrivo di merci che non erano mai arrivate prima. Con il microcredito, si da la possibilità concreta a chi ha voglia ed un pizzico di spirito imprenditoriale, di perseguire un miglioramento non solo economico, ma anche "morale". Sostenere le persone nel loro Paese, quindi, affinché si metta in moto il volano dell'economia che possa essere di beneficio per tutti.

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Ecco allora che Kiva funziona da intermediario tra il mondo della rete e le organizzazioni locali. E' possibile quindi effettuare dei miniprestiti, che verranno rimborsati in un certo periodo. Diciamo subito che Kiva non è a scopo di lucro, così come non lo sono i prestiti: non aspettatevi tassi o percentuali di guadagno. E' possibile scegliere l'area geografica, così come il tipo di attività ed addirittura le singole persone. Non solo: ogni organizzazione locale ha un livello di rating, che rappresenta la solvibilità dei prestiti effettuati. Come ogni tipo di finanziamento, c'è sempre un livello di rischio, ed è giusto conoscerlo: ognuno sceglierà autonomamente come comportarsi di conseguenza.

Di quali cifre stiamo parlando? Il taglio minimo è di 25 dollari, ai quali si può aggiungere una donazione diretta a Kiva. In questi tre anni, insieme ad altri utenti, sono riuscito ad aiutare due attività in Ecuador, cinque in Cambogia, una in Uganda ed una in Perù. Solo in una sfortunata occasione, una kenyota non è riuscita a restituire completamente il prestito (era arrivata al 75%). Cosa succede quando il prestito viene restituito? Si può ritirare l'importo, oppure decidere di reinvestirlo. Ed è questo, a mio modesto avviso, il bello del microcredito. Senza voler fare assolutamente concorrenza ad altre forme di beneficenza, c'è da dire che con il microcredito la donazione torna in circolazione, non si "esaurisce". Quando un prestito viene rimborsato, l'importo potrà andare ad aiutare un'altra persona. Sperando di aver convinto almeno uno tra voi, vi invito allora a dare un occhio a Kiva.org.

Veniamo allora alla Ford Focus, oggetto di una presa di contatto un paio di settimane fa. I test si sono svolti presso l'INTA, ovvero l'Instituto Nacional de Técnica Aeroespacial: un grosso centro di ricerca poco fuori Madrid. Gli ambiti di sperimentazione, così come le sedi, sono diversi. Ricordiamo comunque che anche la Spagna, tramite l'INTA, partecipa al programma Ariane.

Essendo un evento internazionale, abbiamo avuto la prima sorpresa di osservare la presenza di Focus in versione "americana", ovvero targate Michigan. Come già accennato la Focus sarà una automobile globale, ovvero uguale su tutti i mercati, eccezion fatta per le motorizzazioni. Le Focus americane avevano però qualcosa in più, il sistema MyFord Touch, visto dal vivo per la prima volta al Salone di Detroit. Una sorpresa piacevole, perché se a Detroit l'avevamo osservato su una Explorer e su una Lincoln, qui Ford ci fa capire come questo tipo di tecnologia possa essere resa disponibile anche su modelli più popolari. In questo caso ci ha fatto da guida Jason Johnson, Product Development Engineer, ovvero colui che ha ideato il tutto:

Johnson ci spiega in inglese le varie funzioni. Dal punto di vista hardware abbiamo la possibilità di leggere supporti USB e SD, più la presenza di connettori audio aggiuntivi. Grazie ad una porta USB si può aggiungere una chiavetta internet, che fornirà la connessione in rete al sistema, così come a tutti i dispositivi dei passeggeri dell'automobile. Grazie alla connessione bluetooth, è possibile farsi leggere gli sms. Uno degli obiettivi di questo sistema, è quello di slegare l'automobilista dal dover premere pulsanti. A questo scopo sono previsti ben 10.000 comandi vocali. Tranquilli, non è necessario conoscerli a memoria: basta chiamare "help", che immaginiamo diventerà "aiuto" in italiano, per avere una panoramica sui comandi disponibili. La prima domanda che viene in mente è se sia più rapido usare un comando vocale piuttosto che un comando "fisico". La risposta non è univoca: può dipendere sicuramente dall'abitudine o dall'attitudine personale. Vedremo sempre di più sistemi di questo genere sulle nostre automobili, cerchiamo allora senza timore di liberarci dai vecchi schemi mentali tentando di capire quello che ci avvantaggia maggiormente. Ognuno sceglierà ciò che ritiene più utile: l'importante è non barricarsi a tutti i costi dietro il "preferivo prima". Certo, il sistema non è semplicissimo, ma c'è da dire che le funzioni proposte sono davvero complete, tanto da far pensare che in Ford non si sono proprio fatti mancare nulla. Sistema di navigazione satellitare, climatizzazione computerizzata, sistema audio in grado di coprire praticamente tutti i supporti esistenti, e la già citata connessione internet: cosa volete di più?

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E' quindi il turno di provare l'auto, e nell'aria si sente subito odore di sfida. Veniamo divisi in due gruppi: Stati Uniti contro Resto del Mondo. Chi vincerà? Ci accompagnano in questo caso due piloti. Poi noi è presente l'inglese Justin Bell, già vincitore del campionato FIA GT nella classe GT2. Tra l'altro è riuscito a correre nella 24 ore di Daytona e nella 24 Ore di Le Mans insieme al padre Derek, che qualcuno di voi ricorderà nella Scuderia Ferrari nel 1968. Per gli Stati Uniti è invece di supporto Tanner Foust, pilota di drifting, collaboratore per l'edizione statunitense di Top Gear e stunt di Hollywood (Fast and Furious e Iron Man 2, per citare un paio di film).

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Le prove sono tre. Una prova di guida "ecologica", una di velocità, ed una gimcana per verificare la sicurezza dell'auto. Ci viene affidato un modello con il 2.0 TDCi con cambio automatico. Ammetto subito di non essere un fan del cambio automatico. Nella prova "green" cerco di fare il meglio che posso, tenendo il più possibile la velocità costante, niente strappi, decelerazioni dolci. Niente da fare, qualcosa non quadra: sono 60esimo (su 100) in classifica. Più o meno anche gli altri italiani (Elena Franco, Anita Richeldi e Luca Conti) hanno registrato risultati simili. Ma possiamo tornare a casa con un risultato del genere?

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Immaginando gli sberleffi dei colleghi, ma ancora di più quelli dei nostri amati lettori, mi accingo al test di velocità. Il tracciato è breve in leggera pendenza, curva a gomito, più un tornante in discesa a destra. Piove e in curva l'asfalto è coperto da un leggero strato di brecciolino. Mi accompagna uno dei piloti che si appresta a darmi qualche consiglio. Anche in modalità Sport la partenza non è a razzo, con l'acceleratore premuto a fondo senza troppi pensieri. Qui l'elettronica della Focus la fa da padrone: siamo al massimo della sicurezza anche su un fondo non perfetto come quello in cui ci muoviamo. C'è da prendere la mano con il cambio automatico: mi piacerebbe anticiparlo un po' ma tant'è, se non altro posso pensare unicamente alla strada. E forse il bello è proprio questo. Cerco di provocare un po' la Focus, staccando un pelo più avanti di quello che dovrei: si sente lo stridio dei pneumatici quando entra in funzione il controllo di stabilità ESC più l'ABS. Non riesco a tenere la linea della curva ma l'aiuto elettronico si sente. Senza di questo probabilmente la mia scellerata scelta di tempi e misure avrebbe avuto ben altre conseguenze. Dopo un paio di giri di prova arriva il momento di prendere il tempo. Mi dicono che lo spagnolo prima di me si è comportato benissimo: riuscirò a fare altrettanto? Con un pelo di angoscia per il 60esimo posto in classifica mi accingo a fare il mio giro. Questa volta niente sbavature, porto la Focus dove voglio senza troppa fatica, non penso al tempo finché non sento il beep del cronometro. Il mio "navigatore" sorride, dice che va bene. Prova superata. Ma che posizione avrò? Non lo saprò fino alla fine della giornata.

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La stazione successiva è quella della gimcana. Fondo bagnato sia per la pioggia sia per le classiche fontanelle, per una serie di slalom, curve in derapata e frenate con il pedale a fondo, più un gol da segnare con un mega pallone. Si, "è tutto molto bello", come direbbero quelli della Gialappa. Anche in questo caso la Focus si dimostra un'auto niente male, considerando la propria categoria. Un appunto sulla frenata. Il fondo, come già detto, era appositamente in condizioni pessime, ma la forza usata per premere a fondo il pedale è sembrata eccessiva: ci riserviamo di riprovare il test in futuro. Anche nella gimcana vengono presi i tempi e viene dato un voto sul "comportamento" del guidatore. Anche in questo caso va sicuramente meglio che nella prova "green".

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Morale della favola, 100 blogger in quel di Madrid, ed un solo vincitore. Chi sarà? Alla fine il più veloce è risultato il sottoscritto. Una bella soddisfazione, non tanto per me, ma per aver tenuto alti i colori nazionali e quelli di Autoblog. La sfida Usa vs Resto del Mondo finisce invece in pareggio.

Per quanto riguarda la Focus, ribadiamo quanto scritto anche nella prima presa di contatto. Mi è sembrata un'auto sincera, assolutamente facile ed intuitiva da guidare anche per chi non fa dell'automobile la propria passione, soprattutto quando non si cerca di "tiragli il collo". Sistema MyFord Touch da fantascienza, con il massimo della tecnologia disponibile oggi. Mi sarebbe piaciuto provare l' "Active Park Assist", che si avvale di ultrasuoni per aiutare il conducente a parcheggiare la Focus. Non c'è stato tempo, sarà per un'altra volta, speriamo a breve.

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