Nuova Ford Focus: la nostra prova su strada

Ford Focus

Possiamo disquisire di soluzioni tecniche e tecnologiche, sistemi di sicurezza, motori e rispetto ambientale. Ed invece il principale obiettivo della nuova Ford Focus è ridimensionare il successo delle… Ka e Fiesta. Paradossale ma comprensibile. La berlina di segmento C, in vendita da metà marzo, dovrà infatti ristabilire le gerarchie presenti nella gamma e parzializzare lo strapotere delle utilitarie: dall’attuale 70/30% in favore delle segmento A-segmento B si passerà al 50/50%, grazie soprattutto all’introduzione della nuova piattaforma C che ha portato e porterà al lancio di ben dieci nuove vetture fra cui le C-Max/C-Max7, Vertrek e Focus EV. Non manca ovviamente la Focus di terza generazione, paladina della “remuntada” e venduta sinora in dieci milioni di unità a partire dal 1998.

Il motivo di questa progressiva ridistribuzione è facilmente comprensibile: attuare massicce economie di scala permette di ottimizzare la spesa e massimizzare i guadagni, offrendo al contempo soluzioni raffinate ad un prezzo contenuto. Sistema ormai globale, perseguito da costruttori generalisti e “premium”, che si rivela più efficace e vantaggioso al crescere del segmento. Gaetano Thorel, Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia, ammette inoltre che questo metodo renderà il marchio più trasversale e meno “Fiesta-centrico”. La Focus di terza generazione beneficia di questa politica per garantire una maggiore qualità rispetto alla serie precedente. Basta osservare la plancia per “misurare” la lunghezza del passo in avanti: le plastiche sono morbide e curate, gli assemblaggi eccellenti, il design curato e appagante. Qualche riserva solo nel commentare il sovraffollato mobiletto centrale (sono presenti troppi tasti e pulsanti perché non risulti poco intuitivo), anche se nel complesso l’insieme è davvero ben riuscito, quasi di segmento superiore.

Convincente anche la posizione di guida, penalizzata solo dal poggia-gomito centrale fisso che provoca qualche fastidio al momento di cambiare marcia. I sedili risultano confortevoli e ben sagomati, per nulla affaticanti anche nei trasferimenti più lunghi, con molteplici configurazioni per disegnare la posizione di guida più congeniale. Il conducente può quindi regolare sedile e volante fino a creare una triangolazione ideale, mentre la leva del cambio è “sfalsata” verso destra e costringe a piegare il braccio secondo un’angolazione piuttosto innaturale. Nonostante questo appunto il cambio si rivela morbido e preciso, con innesti ben spaziati ed un’escursione contenuta. Valida anche la frizione, anch’essa vellutata, mentre lo sterzo (ottimo il volante a quattro razze e diametro contenuto) si dimostra preciso e sincero ed enfatizza le rimarchevoli qualità stradali.

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PRECISA E SINCERA, MA POCO SPAZIOSA


La nuova media tedesca utilizza infatti sospensioni piuttosto rigide e dalla risposta immediata, ideali per garantire stabilità e compostezza anche quando si forza il ritmo. Questa soluzione presenta un rovescio della medaglia avvertibile ma non fastidioso, perché la carenza di comfort si evidenzia in presenza di ostacoli secchi senza eccessivi sacrifici quando le asperità permangono lungo porzioni di strada. Notevole l’assorbimento acustico, che non raggiunge l’eccellenza per un fruscio proveniente dallo specchietto laterale destro. Il piacevole andamento del padiglione limita la volumetria interna specie nella zona posteriore, tanto da costringere i tre occupanti a “darsi di gomito”, con le ulteriori aggravanti del tunnel centrale e del poco spazio in altezza. Appena sufficiente il bagagliaio (363-1148 litri), inferiore alla Focus II (396-1258 litri) e decisamente sottodimensionato per una vettura lunga 4.36 metri e larga 1.82.

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SU STRADA CON LE 1.6 ECOBOOST e 2.0 TDCi


In attesa dei motori “bestseller”, con potenze e costi di gestione inferiori, la Ford Focus è stata presentata in abbinamento alle unità 1.6 Ecoboost da 182 CV e 2.0 TDCi da 163 CV. L’unità a gasolio si dimostra pastosa e facilmente gestibile, anche se i 163 CV non garantiscono alcuna percezione di sportività: sotto i 1.700 giri manca verve, che si esaurisce piuttosto rapidamente (oltre i 3.200 giri è opportuno cambiare rapporto) ed obbliga così a godere della notevole quantità senza poter troppo insistere con l’acceleratore. Durante il nostro test non abbiamo mai avvicinato la percorrenza dichiarata (18.9 km/l), attestandoci su valori compresi fra gli 11 ed i 12 km/l. Più godibile e versatile l’unità a benzina, anch’essa decisamente pastosa nell’erogare i 240 Nm di coppia fin dai regimi più contenuti. La risposta all’acceleratore si affievolisce solo dopo i 4.000 giri, limite sufficiente per raggiungere velocità decisamente elevate.

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PREZZI E ACCESSORI


Sono necessari 17.250 euro per acquistare la nuova Ford Focus in allestimento base e con motore 1.6 benzina aspirato da 105 CV. Il turbodiesel più economico parte da 20.000 euro, mentre gli step fra una versione e l’altra sono separati da un sovrapprezzo di 500, 750, 1.250 e 1.500 euro. Per tutte l’allestimento Titanium è offerto a 1.500 euro (stessa cifra del cambio doppia frizione PowerShift), mentre l’interessante Driver Assistant Pack (1.25o euro) prevede il sistema di frenata automatica, i sistemi di segnalazione e mantenimento della corsia di marcia ed il sistema che monitora l’eventuale stanchezza del guidatore. I motori 1.6 Ecoboost e 2.0 TDCi saranno in vendita dall’autunno.

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