Cosa resta dello stabilimento Alfa Romeo di Arese

L'impianto milanese è abbandonato ormai da 14 anni e versa in condizioni piuttosto critiche. Un fotografo ci mostra alcuni dei suoi segreti.

Lo stabilimento Alfa Romeo di Arese

Il fotografo milanese Andrea Timpanaro ha scattato una serie di immagini per documentare le attuali condizioni dell’ex stabilimento Alfa Romeo di Arese, costruito nel 1963 e abbandonato definitivamente nel 2000. Le immagini sono piuttosto eloquenti e non nascondono la situazione di forte degrado in cui l’impianto versa. L’ultimo progetto di recupero è stato illustrato nel 2012, ma i lavori non sono mai partiti. La società Finiper, proprietaria dell’area, pensò inizialmente di rimettere in servizio la pista di collaudo e poi di avviare un più massiccio programma di ristrutturazione, che avrebbe dovuto coincidere con Expo 2015. Ad agosto Il Giorno scriveva che

Diventa realtà, tassello dopo tassello, il piano di riqualificazione dell’area da oltre due milioni di metri quadrati. Dove sorgeva la fabbrica ormai sono ben visibili le strutture che ospiteranno il grande centro commerciale da 77mila metri quadrati, l’«Arese shopping center» firmato dall’architetto Michele De Lucchi. Nella parte est invece dal mese di luglio sono al lavoro ruspe e operai per abbattere i vecchi capannoni e fare spazio al maxi parcheggio per Expo

L’impianto venne ultimato nel 1963 e fu costruito in sostituzione della fabbrica del Portello, giunta ormai a saturazione. Lo stabilimento continuò ad assorbire maestranze e nel 1974 contava 22.400 operai. La flessione iniziò da metà anni ’70 in poi, contemporanea alle difficoltà del Biscione: il marchio passò nel 1986 sotto il controllo di Fiat e i dipendenti furono progressivamente ridotti, passando dalle 16.000 unità dopo la firma degli accordi di vendita alle 6.000 unità ad acquisto completato (1987). La situazione peggiorò ancora negli anni ’90: nel 1997 gli operai erano meno di 4.000, prologo della definitiva chiusura. Anche in questo caso possiamo utilizzare l'espressione archeologia industriale, già familiare per l'ex fabbrica Bugatti di Campogalliano.

Maggiori fotografie sono visibili a questo indirizzo.


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