Podcast: Arturo Merzario, l’eterno pilota

Un driver con l’atteggiamento da rocker che nasconde l’animo del gentiluomo: il nostro podcast questa settimana è dedicato ad Arturo Merzario.

Arturo Merzario è senza dubbio uno dei piloti più simpatici di sempre. Lo riconosci per l’immancabile cappello, e per i capelli ribelli, figli di una giovinezza d’animo mai sopita. “Ero l’unico a poter entrare nell’ufficio di Enzo Ferrari con la sigaretta in bocca”racconta in una delle sue frasi celebri.

Arturo Merzario: un uomo che non è mai sceso a compromessi

Tra i racconti di Arturo Merzario riportiamo un altro passo che la dice lunga sul suo carattere. “Ho fatto le gare con i poliziotti”, un virgolettato che si accompagna bene a “nato per rompere i maroni”. Eppure il pilota col cappello, classe 1943, nato a Civenna l’11 marzo, precisamente in una frazione di Bellagio, sul lago di Como, aveva la responsabilità di dare il buon esempio, in quanto figlio di un costruttore edile, e, soprattutto, di una maestra elementare.

Lo studio però lasciò il posto alla velocità nel cuore di Merzario prima dell’adolescenza. Infatti, a nemmeno 10 anni salì in sella del suo primo motorino, ed a 14 anni passò direttamente all’automobile. “Una volta si poteva fare”, ha spiegato in uno dei suoi tanti aneddoti. Insomma, l’istinto del pilota era vivo in lui da sempre e, a quanto pare, irrefrenabile.

Prima fotomodello e poi pilota

Prima di diventare uno dei driver più caratteristici di sempre, Arturo Merzario ebbe una parantesi da fotomodello per i fotoromanzi, un tempo molto in voga. La sua carriera agonistica iniziò come pilota con la valigia, come si direbbe oggi,  al volante della sua Giulietta Spider. Il giovane Merzario spaziò tra le gare GT, i rally, fino a quando costruttori come Abarth e Ferrari non iniziarono a tenerlo d’occhio.

L’arrivo in F1 e l’incidente di Lauda

Corsa dopo corsa, Arturo Merzario approdò in Formula 1, ed il primo agosto del 1976, nell’inferno verde, ovvero il vecchio Nurgburgring, si distinse per l’eroico gesto che salvò la vita di Niki Lauda prigioniero di una Ferrari in fiamme. Il pilota austriaco, dopo un impatto con guard rail, si ritrovò avvolto dal fuoco all’istante e, grazie all’aiuto di tre piloti, venne estratto dalla sua monoposto. Colui che tirò letteralmente fuori dall’abitacolo Lauda, però, fu proprio Merzario.

A quasi 80 anni è sempre in gara

Oggi, alla soglia degli 80 anni, Arturo Merzario è ancora in pista, nelle gare storiche. Il pilota col cappello, non ha perso smalto e carisma, ed è un personaggio sempre moderno ed attuale. Si è lanciato anche in audaci imprese imprenditoriali, ma il focus della sua vita resta sempre l’automobilismo sportivo, dove rimane uno dei protagonisti più emblematici.

 

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