Mobilità sostenibile ed energia: Repower presenta il suo White Paper 2021

Continua il viaggio di Repower nella rivoluzione della mobilità elettrica, tra innovazione e cambi culturali

Come si è caratterizzato il 2020 sul fronte della mobilità sostenibile? A rispondere a questa domanda ci pensa Repower, azienda leader del settore energetico e delle nuove tecnologie per il trasporto elettrico. Il gruppo ha infatti presentato la quinta edizione del White PaperLa mobilità sostenibile e i veicoli elettrici”, un’analisi ricca e puntuale sui trend della transizione elettrica nonché pubblicazione di riferimento per l’intero universo della mobilità sostenibile.

La nuova edizione del White Paper prende in esame un anno certamente particolare, quello della diffusione della pandemia da Covid, e immortala uno scatto fedele della situazione attuale del mercato e dei suoi possibili scenari futuri. Un documento diviso in quattro capitoli, pronti a entrare nel dettaglio di dati, trend, innovazioni e scenari di un settore che, proprio nel 2020, ha registrato una delle sue più significative evoluzioni.

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Presentato in occasione della Milano Digital Week, il rapporto completo di Repower rappresenta una preziosa risorsa per comprendere come l’Italia si stia muovendo sul fronte della mobilità sostenibile. A spiegarlo è Fabio Bocchiola, Amministratore Delegato del gruppo:

“Era il 2017 quando abbiamo deciso di creare un documento che offrisse una panoramica ampia sulla mobilità sostenibile, con l’obiettivo di mandare un messaggio chiaro e non scontato: la rivoluzione elettrica non si basa sulla sostituzione di un motore sotto al cofano delle auto ma su un radicale cambio di paradigma nella testa di chi si troverà a guidare quel mezzo. La quinta edizione del White Paper raccoglie questo testimone proseguendo il viaggio, illuminando una nuova porzione di questa strada e offrendo maggiore consapevolezza sulle implicazioni che la rivoluzione della mobilità ha sulla vita di tutti i giorni”

Una strada che impone un vero e proprio cambio di rotta, non solo nel concetto di mobilità, ma di vivibilità urbana, come sempre Bocchiola sottolinea:

“In questo nuovo scenario è sempre più urgente un radicale ripensamento del concetto di mobilità e di spazio urbano, un cambio di rotta che, nonostante la forte ripresa dell’utilizzo dell’auto, porti la rivoluzione elettrica al centro di questo quadro per accelerare la transizione energetica e portarci ad un netto miglioramento della qualità dell’aria e della qualità del nuovo stile di vita a cui ci stiamo abituando.”

Capitolo 1: Mercati e trend del settore

Il 2020 è stato di certo un anno singolare per il mercato dei motori, anche a causa della pandemia globale da coronavirus. Si è infatti assistito a due specifici trend: quello del calo repentino delle classiche motorizzazioni a combustibile, contrapposto a un andamento invece promettente per il settore della mobilità sostenibile.

D’altronde, i dati raccolti dal White Paper di Repower parlano chiaro: il 2020 è stato l’”Annus Horribilis” del motore a scoppio, tanto che Paolo Scudieri – presidente dell’Anfia, l’ha definito l’”il più difficile dal Dopoguerra”. Le immatricolazioni di nuovi veicoli hanno segnato il peggior dato dagli anni ‘70 a oggi: la diminuzione è del 28%, pari a 535.000 vetture in meno. E a subire le performance peggiori sono proprio le motorizzazioni a combustibile, con il diesel al -40.2% e la benzina al -38.7%, seguite dalla riduzione di 31.1 punti percentuali per il GPL e del 18.1% per il metano.

Eppure, nello stesso periodo il documento testimonia la grande crescita dei mezzi appartenenti al settore della mobilità sostenibile, con un’impennata mai registrata prima sul mercato. Se si considerano i veicoli elettrici (BEV) e le vetture plug-in hybrid (PHEV), l’aumento è di ben 250 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Se nel 2019 le immatricolazioni di questi veicoli ammontavano a 17.065 unità, nel 2020 raggiungono quota 59.900: un successo che ha addirittura permesso a BEV e PHEV di superare le vendite di vetture a metano. Merito sicuramente di una più diffusa attenzione ambientale da parte dei consumatori, ma anche degli incentivi voluti sia a livello nazionale che regionale: i guidatori hanno potuto approfittare di un massimo di 8.000 euro in bonus statali per l’acquisto di una nuova automobile elettrica o ibrida, mentre solo la Lombardia ha stanziato 36 milioni di euro per sovvenzionare la mobilità sostenibile nel biennio 2020/2021.

Non solo automobili, però: il White Paper evidenzia come il 2020 sia stato anche l’anno delle due ruote e dei mezzi di trasporto alternativi o di micro-mobilità. Le immatricolazioni di nuovi scooter raggiungono quota +268,8%, le moto crescono del 125.7% e le biciclette elettriche – sospinte anche dagli incentivi statali – segnano vendite del +20%. Sul fronte della mobilità condivisa, viene riconfermato il successo del bikesharing – in particolare quello elettrico, con un 15% in più rispetto al 2019 – mentre i protagonisti assoluti degli ultimi 12 mesi sembrano essere i monopattini. Questi mezzi sono passati dalle 4.900 unità vendute nel dicembre 2019 alle 27.150 dello stesso mese del 2020, grazie anche al bonus previsto a livello governativo. In contrazione invece car sharing e noleggio d’auto, una conseguenza fisiologica ai minori spostamenti dovuti al lockdown e al freno delle stagioni turistiche.

Capitolo 2: La mobilità ai tempi del Covid

Il secondo capitolo del White Paper di Repower si concentra sulla pandemia da Covid e sugli effetti che la diffusione del virus – e, quindi, delle misure di contenimento come i lockdown – hanno avuto sul settore della mobilità e sulle abitudini di fruizione dei veicoli da parte dei cittadini.

Ben il 34% degli italiani ha deciso di modificare le proprie abitudini di mobilità come conseguenza alle restrizioni dovute alla pandemia. Innanzitutto, sempre meno persone hanno deciso di affidarsi ai mezzi pubblici, forse per evitare luoghi troppo affollati e quindi a maggior rischio di contagio: durante i mesi più duri del 2020, sono stati scelti solo dal 22.5% degli italiani, ovvero 2 persone su 5. Al contempo, l’auto è tornata a essere il mezzo preferito dai cittadini, tanto che nel corso del 2020 è stato scelto da ben un italiano su due, il 56.7% di tutta la popolazione. La mobilità è quindi diventata più individuale, così come sottolinea Repower, ma anche più ridotta. Questo poiché, date le restrizioni, gli spostamenti sono stati più di medio e corto raggio rispetto al passato.

Mobilità individuale significa tuttavia anche riscatto dei trasporti per il singolo, come le biciclette elettriche: non a caso, la richiesta di e-bike è salita del 23%, sia per la necessità di trovare un mezzo agile con cui spostarsi in ambito cittadino che per la spinta ricevuta dai bonus voluti dallo Stato. Ancora, i cittadini hanno approfittato dell’estensione della rete di piste ciclabili su tutto il territorio dello Stivale: oggi si contano ben 2.341 chilometri di percorsi dedicati alle due ruote, divisi in 22 città italiane, a cui se ne aggiungeranno altri 2.626 nei prossimi sei mesi dell’anno. D’altronde, il futuro sembra essere a misura di bici: le associazioni ciclistiche europee prevedono ben 17 milioni di biciclette elettriche circolanti nel Vecchio Continente entro il 2030, mentre la rivoluzione è già in atto in Cina, dove le e-bike sono diventate una realtà quotidiana grazie anche a numerosi servizi di sharing.

Ma cosa accadrà in futuro, una volta superata la pandemia? I trend suggeriscono una possibile riduzione nella richiesta di auto, proprio perché gli utenti sembrano sempre più attratti da mezzi alternativi come biciclette e monopattini. Questo non si tradurrà in una morte del mercato delle automobili, perché i successi sembrano essere a portata di mano: il settore delle elettriche segnerà un’espansione senza pari, anche grazie alle legislazioni delle varie nazioni pronte a dire progressivamente addio a benzina e diesel. Sempre più Paesi vogliono raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero entro il 2050, mentre la Commissione Europea prevede 30 milioni di vetture elettriche sulle strade del Vecchio Continente nel 2030.

Capitolo 3: Innovazione e mobilità

Non si può parlare di mobilità elettrica senza pensare alle innovazioni in campo tecnologico. In pochi anni, scienza e ingegneria hanno raggiunto importanti risultati nel soddisfare le necessità dei consumatori, non solo con vetture dall’autonomia sempre più estesa, ma anche con specifiche soluzioni per abbattere i tempi di ricarica. Il terzo capitolo del White Paper di Repower si concentra proprio su questo aspetto: lo stretto legame tra innovazioni e mobilità.

Il nodo cruciale della transizione elettrica è rappresentato dalle batterie, irrinunciabili per garantire una rapida adozione di queste vetture in tutto il mondo. Solo in Europa si prevede un aumento della domanda di 14 volte entro il 2030 e il Vecchio Continente, in piena ottica Green New Deal, potrebbe diventare un protagonista indiscusso di settore.

Solo due anni fa i leader mondiali nella produzione di batterie erano Cina, Giappone e Corea, oggi lo scenario sta rapidamente cambiando. In tutta Europa stanno nascendo grandi impianti per soddisfare la domanda interna e parte di quella estera, grazie a piani e interventi specifici come il progetto Battery 2030+, che coinvolge i principali stakeholder di settore, e l’European Battery Innovation per riunire diversi Paesi in un vero e proprio hotspot nella produzione di batterie. E l’Italia ne sarà protagonista, considerando anche il recente desiderio di Italvolt – guidata da Lars Carlstrom – di aprire in Piemonte una delle GigaFactory più grandi al mondo.

L’obiettivo è quello di raggiungere una vera e propria economia circolare, dove non si tagli soltanto il traguardo di produrre batterie, ma anche di riciclarne ogni componente. Gran parte dei metalli e dei minerali presenti negli accumulatori esausti possono essere riutilizzati per la creazione di nuovi esemplari. Ancora, le batterie non più idonee per le auto elettriche possono alimentare per anni le necessità a livello domestico, come fonte di energia per la propria abitazione e non è un caso che il Premio Speciale Repower all’innovazione sia stato vinto nel 2020 dalla startup Remodule, che opera nel recupero dei pacchi batteria dismessi dai veicoli ibridi ed elettrici.

Già oggi le premesse permettono di tratteggiare un futuro roseo: l’autonomia media attuale di un’auto elettrica, così come calcolato dal Touring Club Svizzero, è di circa 331 chilometri rispetto ai 127 di soli 5 anni fa, mentre tra il 2010 e il 2019 il costo delle batterie al litio è sceso di ben 87 punti percentuali.

Un’economia circolare che non può prescindere da altre innovazioni tecnologiche, come il sempre più diffuso network 5G, per l’accesso a servizi internet veloci nonché a bassissima latenza. Il 5G sarà la chiave di volta per la Smart Mobility, ovvero il ricorso alle reti di ultima generazione per rendere la guida non solo più connessa, ma anche più sicura, affidabile e flessibile. Mobilità connessa significa ridurre il traffico in circolazione, abbattere il numero degli incidenti, permettere ai cittadini di riappropriarsi di alcuni spazi urbani, abilitare servizi futuristici come le auto a guida autonoma o i mezzi di trasporto ultra-veloci quali Hyperloop.

Capitolo 4: Le nuove frontiere della mobilità

L’ultima parte del White Paper di Repower si focalizza sulla mobilità elettrica ben oltre le automobili, tratteggiando quali siano le frontiere attuali e future dei trasporti. L’elettrico diventerà infatti dominante anche nel settore marino, alimenterà gli aerei del futuro, nonché i mezzi pesanti e da lavoro. Dei settori importanti sui quali investire, sia a livello di emissioni che di ottimizzazione energetica, considerando come oggi l’80% del trasporto su merci arrivi via mare, determinando ben il 3% della produzione di anidride carbonica globale. Ad esempio, entro il 2022 entrerà a pieno regime la flotta elettrica presso il porto di Oslo, un progetto che permetterà di risparmiare ben 5.000 tonnellate l’anno in emissioni di carbonio.

Ma la transizione elettrica andrà ben oltre alle esigenze di spostamento, poiché diventerà una solida base per l’implementazione della robotica a livello agricolo – basti pensare al trattore elettrico a guida autonoma Bakus, al robot Sweeper per la selezione e la raccolta del peperoncino e l’autonomo Trecktor per la gestione dei vigneti – e per lo sviluppo delle Smart City. Un progetto interessante è quello dei Cargo Bike Repower, LAMBROgio e LAMBROgino, dei mezzi commerciali leggeri, elettronici e autonomi per il trasporto di merci a livello cittadino.

Il White Paper si conclude con un’analisi delle principali fake news che ancora oggi alimentano di disinformazione l’universo della mobilità elettrica – dallo smaltimento delle batterie al rischio incendio, dal sovraccarico della rete al timore sulle emissioni – per poi proporre un’originale iniziativa. Quella del podcast “Rumors d’ambiente – alla ricerca della sostenibilità”. Ad ogni capitolo del White Paper è stata abbinata una puntata scelta tra quelle pubblicate dal podcast, in cui vengono intervistati i protagonisti della sostenibilità di oggi, tra cui il Direttore del MIT Senseable City Lab Carlo Ratti, il Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, l’AD di RSE Maurizio Delfanti e l’architetto e designer Italo Rota.

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