Incidenti stradali: 6000 bambini morti in 10 anni nell’UE

Fra i tanti strumenti per contrastare questo dramma, un ruolo di primo piano andrebbe assegnato all’educazione stradale.

Gli incidenti stradali sono una piaga e diventano drammatici quando si contano dei decessi, specie se questi riguardano i bambini. In Europa, nell’ottica della prevenzione, si è fatto più che in altre altre aree del mondo, con ripercussioni positive sul trend. Negli ultimi due lustri i numeri relativi alle vittime sotto i 14 anni di età hanno registrato un forte calo rispetto al decennio precedente (-46%).

Si può contenere il fenomeno

C’è ancora tanto lavoro da fare, per cercare di salvare quante più vite possibile. Le cifre, infatti, restano alte in senso assoluto: nell’arco temporale 2011-2020 in Europa sono morti, per incidenti stradali, oltre 6.000 under 14. Di questi, 476 in Italia. Sembra un bollettino di guerra, anche se spalmato su una popolazione di circa 447 milioni di abitanti.

Alcune strategie possibili

Il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti, che ha divulgato i dati prima esposti, fornisce nel suo rapporto alcune indicazioni su come ridimensionare ulteriormente il dramma. A giudizio dei suoi tecnici, si dovrebbe intervenire sui limiti, contenendoli a 30 km/h nelle strade prossime alle strutture e alle aree destinate ai bambini, o dove la loro presenza sia rilevante. Utili potrebbero rivelarsi delle zone a traffico limitato, ove possibile.

Altri interventi suggeriti

Migliorare la formazione, anche per chi guida con patente AM, sarebbe una cosa auspicabile secondo i funzionari di Bruxelles. Ragionare sull’innalzamento a 16 anni dell’età per mettersi in sella a un ciclomotore, in quei paesi che attualmente consentono di farlo a 14 anni, potrebbe dare un ulteriore contributo alla causa della sicurezza stradale dei bambini, evitando che molte giovani vite si spezzino.

Un focus sugli incidenti stradali

Riflettere e intervenire sulla materia è doveroso, ma con intelligenza, amore per il prossimo e senza furore ideologico. L’Italia sembra più attenta di altre nazioni del Vecchio Continente nella gestione della sicurezza dei più piccoli. Nel Belpaese, infatti, i bambini morti per milione di abitanti sono stati, negli ultimi anni, significativamente più bassi della media dell’Unione Europea. Una migliore civiltà stradale, frutto di una maggiore educazione e di una più raffinata maturità, potrebbe condurre verso risultati importanti, senza inasprire le regole.

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