F1 GP del Brasile: top e flop

Scopriamo i top e i flop del GP di F1 del Brasile che ha riaperto il mondiale piloti con la vittoria di Hamilton

Il GP del Brasile di F1 ha visto Hamilton trionfare con una rimonta iniziata da sabato, ed ha riaperto i giochi per il mondiale piloti che adesso vede i due protagonisti più vicini. Analizziamo i top e i flop del weekend.

Hamilton top: un trionfo hollywoodiano

Se dovessero fare l’ennesimo film sulla F1, allora questo weekend potrebbe rappresentare la trama perfetta: un pilota costretto a rincorrere dal fondo dello schieramento, tanti sorpassi con avversari di ieri e di oggi, duelli vinti ma potenzialmente disastrosi per il campionato, e una vittoria che sa di rinascita mondiale. Lewis Hamilton in Brasile ha corso con il cuore, ha messo in mostra tutto il suo talento trovando motivazioni che per un 7 volte campione del mondo non sono scontate. Poi è chiaro che ci sono detrattori che mettono in evidenza le prestazioni della sua Mercedes, così come è chiaro che la monoposto della Stella abbia guadagnato in performance dal Messico, ma è anche vero che Hamilton in Brasile non ha avuto mai vita facile, perché tra penalità e scontri a limite del regolamento, la vittoria ha dovuto sudarsela. Una cosa però forse è sfuggita ai più, il campione del mondo non ha fatto polemica, non si è lamentato, ha indossato il casco, ha chiuso la visiera, e si è preso la vittoria in pista.

Verstappen top: è il degno antagonista di Lewis anche quando esagera

E’ l’Iceman di Top Gun, l’Ivan Drago di Rocky IV, il cattivo per antonomasia, perché quando guida non concede sconti a nessuno, sembra freddo come un robot ma invece è caldissimo e, in fondo, è un ragazzo cresciuto nel mito della F1 che cerca il suo posto tra i grandi ed è già un grandissimo. Verstappen non vuole consigli nemmeno da Nelson Piquet, padre della sua compagna, non ha bisogno di capire come vincere, lui corre per vincere e non accetta compromessi. Con una monoposto nettamente inferiore in Brasile ha provato ogni tattica, ha innervosito gli avversari toccando l’ala della Mercedes, ha sverniciato Bottas in partenza nel GP dove si assegnano i punti pesanti, non ha mollato con Sainz nella sprint qualifying, e ha fatto tutto quello che era in suo potere, anche qualcosa in più, nei confronti di Hamilton per tenersi la prima posizione. Alla fine, nonostante la sconfitta e le polemiche, ha brindato sul podio con Hamilton: un piccolo gesto che vuol dire tanto. Non sappiamo come andrà il mondiale, ma una cosa è certa, Verstappen è l’avversario più tosto che Hamilton abbia mai avuto, persino più di Alonso e Rosberg, ed ha creato un dualismo che divide, anima, coinvolge.

FIA flop: non c’è uniformità di giudizio

La situazione sta sfuggendo di mano ai commissari FIA, perché se è vero che il regolamento va rispettato è vero anche che le sanzioni non sempre vengono gestite al meglio. Prendiamo il caso di Hamilton e Verstappen, il primo aveva una vettura giudicata irregolare, per cui è stato retrocesso in ultima posizione, l’olandese invece si è permesso il lusso di toccare la monoposto rivale, e se l’è cavata con una multa di 50.000 dollari che a fini del risultato sportivo è ininfluente. E poi, diciamoci la verità, con l’ingaggio di un top driver una somma del genere equivale alla spesa di un caffè o poco più per una persona comune. Inoltre, nonostante le manovre a limite, si veda l’accompagnamento fuori pista nei confronti di Hamilton in curva 4 e il doppio spostamento nel successivo tentativo di sorpasso dell’inglese, nessuno è intervenuto, nemmeno per un avvertimento. D’accordo, la F1 non è roba per deboli di cuore, ma ci sono dei precedenti importanti tra i due, si veda Silverstone e Monza, per cui certi segnali non vanno ignorati, altrimenti qualcuno potrebbe sentirsi libero di fare il bello e il cattivo tempo, anche a discapito della sicurezza.

Ferrari top: dopo Mercedes e Red Bull ci sono le rosse

Esultare per un quinto ed un sesto posto è come essere felici per un terzo posto ai mondiali di calcio, per cui la Ferrari non può certo esultare dopo il Brasile, a meno che non si guardi indietro, non ripensi alla scorsa stagione, ed analizzi i progressi che è riuscita a compiere. Inoltre, le due monoposto di Maranello hanno messo dietro le principali antagoniste, nell’ordine Alpha Tauri, Alpine e McLaren, ed il vantaggio sulle vetture orange è aumentato nel mondiale costruttori dove un terzo posto non è da buttare via in questo momento storico della F1. L’anno prossimo ci saranno ben altri obiettivi, ma per questa stagione Leclerc e Sainz stanno facendo, quasi tutto quello che è il loro potere, rimane il rimpianto per la gara del Principato di Monaco, ma il bicchiere è mezzo pieno.

McLaren flop: il team inglese ha mollato

Ormai è palese che la McLaren sia concentrata esclusivamente sulla prossima stagione e, a meno di clamorosi colpi di scena, magari attraverso una gentile concessione di una power unit più spinta da parte della Mercedes per contrastare la Red Bull nelle ultime gare, Norris e Ricciardo difficilmente potranno ripetere gli exploit di Spa e Monza. Ora che il pilota australiano ha finalmente ridotto il gap dal compagno di squadra ed ha incrementato il feeling con la monoposto inglese è un peccato non vedere la McLaren protagonista per le posizioni che contano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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