F1 GP Bahrain: le nostre pagelle

Ferrari da 10 e lode, Red Bull con un 6 meno meno, ed Haas da 8 la dicono lunga sulla prima gara del 2022

“La F1 è noiosa”, “vincono sempre i soliti”, “utilizzo i GP per addormentarmi”, sono questi i commenti di chi punta il dito, da sempre, contro la massima formula, ma provate a pensare solamente ad una di queste affermazioni dopo la gara andata in scena in Bahrain… Non ci riuscite vero? E’ logico, perché la F1 è cambiata, è stata stravolta e, almeno per adesso, niente è uguale a prima. Dobbiamo dare atto a Stefano Domenicali di aver azzeccato la formula giusta come il migliore degli alchimisti, e per una volta, dopo tanti anni passati a studiare, indossiamo gli abiti dell’insegnante al primo giorno di scuola, saliamo in cattedra e diamo i voti, ma a modo nostro. E, se l’esperimento riesce, continuiamo per tutta la stagione.

Ferrari voto 10 e lode

Il ritorno alla vittoria delle rosse, con una doppietta, peraltro, merita un voto alto, ma per tutte le cose che il team ha dovuto ascoltare negli ultimi anni, per tutto il lavoro svolto, e per quanto si è visto in pista, ci sentiamo di dare un 10 e lode con bacio accademico. Leclerc era stato indicato come un pilota sopravvalutato da chi non ha mai indossato un casco in vita sua ma ha corso ogni domenica il GP del divano; Binotto era finito nelle grinfie di Crozza, e con garbo ha incassato le critiche senza mai perdersi d’animo; e la Ferrari, beh la Ferrari è stata accusata di essere troppo conservativa, di dare gli uomini migliori ai rivali, e di non essere all’altezza di Mercedes e Red Bull. Come se dietro alle monoposto più desiderate al mondo non ci fosse la squadra corse con più vittorie nella F1, come se tutti gli uomini che lavorano dietro le quinte non fossero all’altezza degli avversari. E invece il 20 marzo 2022 Binotto è andato al muretto box dicendo che non si sarebbe accontento di un secondo posto, il team ha centrato le strategie ed è stato impeccabile, e Leclerc ha ridimensionato nella sua specialità, il duello corpo a corpo, il campione del mondo in carica. Alla fine, con il secondo posto di Sainz la Ferrari torna dal GP del Bahrain con una doppietta: roba da far invidia al Jean Todt dei tempi migliori, e persino a Napoleone, visto che ha conquistato, in un colpo solo, critica e tifosi, riuscendo ad incutere timore agli avversari. Hamilton ha dichiarato di essere contento di vedere la Ferrari così competitiva, ma tra 2-3 GP inizierà a gettare ombre sulla regolarità di una monoposto dalla superiorità imbarazzante. Mentre Verstappen inizia a vedere consumato il numero 1 che mostra fiero sulla sua Red Bull. Il tricolore che risuona sul podio e l’1-2 di Leclerc e Sainz rappresentano un rinascimento leggendario, ed hanno lo stesso effetto di un montante di Mike Tyson su quei team che fino a ieri i ben pensanti definivano irraggiungibili dalla rossa. Concludiamo con i versi di una canzone tanto cara ad una generazione e a Toto Cutugno: “lasciatemi cantare perché ne sono fiero, sono un italiano, un italiano vero”.

Red Bull voto 6- –

Dopo 10 tisane calmanti Helmut Marko non riuscirà a dormire stanotte, con il motore Honda che ha gettato la spugna su 3 monoposto su 4, ed il suo pupillo furioso per aver perso punti pesanti, ferito nell’orgoglio dopo aver incrociato sulla sua strada un Leclerc più cattivo di Javier Bardem in “Non è un paese per vecchi”, le lattine volanti non volano più, l’effetto Red Bull si è esaurito, visto che la Ferrari ha messo le ali. Il motore superfast ha fatto impallidire il “Motorone” Honda, e se la Mercedes è lontana, la squadra del Cavallino Rampante per adesso sembra irraggiungibile per affidabilità, velocità e concretezza. Chiudere a zero punti una gara in cui potevano centrare un secondo ed un quarto posto, non è certo il modo migliore per iniziare la stagione, perché se nei prossimi GP bisognerà rinunciare a qualche cavallo in nome dell’affidabilità, vorrà dire che le Ferrari avranno l’occasione per prendere il largo in classifica. Le magie di Newey non bastano se velocità e affidabilità non vanno a braccetto, e se la fortuna, dopo l’ultima gara del 2021, volta le spalle a Verstappen, dalle parti di Milton Keynes c’è da preoccuparsi. Considerato l’impegno in pista diamo un 6 –  – perché con due monoposto ritirate per problemi tecnici non si può regalare la sufficienza piena.

Mercedes voto 6

Ricordate il secchione che sapeva tutto e vi faceva maledire  le interrogazioni? Beh, la Mercedes per diversi anni è stata così in F1, migliorando a tal punto da rendere vani gli sforzi degli avversari. Oggi però, il primo della classe è arrivato poco preparato, e si è salvato solamente con la domanda di riserva. Infatti, Wolff ha tentato una strategia disperata, sbagliando, ed Hamilton si è ritrovato terzo per l’autoeliminazione delle Red Bull, quindi non possiamo andare oltre la sufficienza, considerando le difficoltà sul passo gara e nel giro secco rispetto a Ferrari e Red Bull. La Mercedes non ha più le pance, ma forse non ha più nemmeno la potenza e l’equilibrio di sempre…

Haas voto 8

Gesù diceva che “gli ultimi saranno i primi”, magari il detto non calza a pennello alla Haas, ma poco ci manca. Fino all’anno scorso le monoposto americane erano talmente dietro che spesso ci si dimenticava che facessero parte dello schieramento di partenza. Improvvisamente,  quest’anno, con il cuore superfast, anche i cavalli delle vetture a stelle e strisce nitriscono di potenza, e Magnussem, che nel 2021 vedeva le gare dal divano, si è ritrovato protagonista con un quinto posto che vale oro. Una prestazione del genere merita un 8 in pagella, dispiace per Schumi jr. fuori dalla zona punti, altrimenti il voto sarebbe stato 9.

McLaren voto 3

Le McLaren con il loro Orange sgargiante dovrebbero notarsi in pista, eppure oggi sono state inquadrate solo per sottolineare il loro momento di difficoltà. L’anno scorso a Monza hanno centrato il bersaglio grosso con Ricciardo, mentre a Spa Norris a momenti siglava la pole position. Nella prima gara del 2022 le monoposto di Woking hanno offerto una prova decisamente sbiadita e alla fine hanno chiuso con un 14esimo ed un 15esimo posto, difficile andare oltre il 3 in pagella, ma promettiamo che non farà media in futuro.

Alfa Romeo voto 7

Le prestazioni in gara sono state incoraggianti, con Bottas che ha chiuso sesto e Zhou in decima posizione dopo il traguardo. Per cui, l’Alfa Romeo ha avuto una crescita prestazionale particolarmente interessante; certo, il finlandese in partenza è stato morbido nei duelli, e si è trovato a rincorrere gli avversari dalle retrovie: sono lontani i tempi Mercedes quando poteva scattare in pole position… Nonostante tutto però, l’Alfa Romeo torna a casa con più punti di quanti potevano sperare di raccoglierne Raikkonen e Giovinazzi nelle gare del 2021, quindi il voto è 7. Chissà cosa avrebbe potuto fare il “nostro” Antonio con una monoposto così veloce…

Aston Martin voto 3

Il motore Mercedes non spinge e l’Aston Martin, orfana di Vettel causa covid, rimane plafonata nelle retrovie. Se Stroll non svetta nel confronto con Hulkenberg, passato nel giro di 24 ore dal divano al volante, rimane la curiosità di vedere cosa riuscirà a fare Vettel una volta che tornerà abile alla guida. Nel frattempo, il nostro voto è 3, con le ambizioni del team inglese, ci saremmo aspettati molto di più del 12esimo e del 17esimo posto.

Alpine voto 6

Due monoposto in zona punti non sono da disprezzare, ma Alonso avrebbe voluto una vettura con cui tentare l’ultimo assalto al titolo della sua carriera, e invece l’Alpine per certi versi sembra aver fatto un passo indietro più che un passo avanti. Il gambero rosa, per dovere di contratto con lo sponsor, ha visto anche la bocciatura della nuova configurazione aerodinamica, tanto che Alonso non è riuscito ad essere più rapido di Ocon con la prima variante della monoposto francese. Il nostro voto è 6, ma non ci sentiamo di dare di più per quanto si è visto in pista.

Alpha Tauri voto 6

Tanta voglia di arrivare, tanto ottimismo e poca concretezza con il fragile motore Honda che ha appiedato Gasly, l’Alpha Tauri si consola con la prestazione di Tsunoda, ottavo sotto la bandiera a scacchi, ma torna a casa con il morale sotto i tacchi. Il team di Faenza ha avuto la sola monoposto con il cuore giapponese capace di arrivare a fine gara, per cui il nostro voto è 6: dopo tutto, tirate le somme, è andata meglio delle Red Bull.

Williams voto 4

Anche la Williams è stata vittima delle scarse prestazioni del motore Mercedes, e così Latifi si è ritrovato dietro come nella passata stagione, perdendo il confronto con Albon che è tornato in F1 con una vettura decisamente meno performante della Red Bull che ha lasciato nelle mani di Perez. I tempi di Damon Hill e Jacques Villeneuve sono lontanissimi, e quella che è appare come la versione B della Mercedes non rende onore alla memoria del mitico Frank. Quindi, la nostra votazione, 4, è rapportata alla prestazione al di sotto della mediocrità offerta in gara.

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