Documento unico: le Associazioni dell’auto chiedono una nuova proroga

Tempi di elaborazione delle pratiche aumentati in maniera ingiustificata, nonostante la linea guida originaria sia impostata su uno snellimento burocratico: questo causa ritardi e disservizi per gli utenti.

Sì, no, forse. Adesso ci siamo, eppure – evidenziano le Associazioni di categoria del comparto automotive nazionale – non siamo ancora pronti. Ma andiamo con ordine. La lunga storia di attuazione del documento unico per l’auto torna a far parlare di se. La nuova carta di circolazione è finalmente pronta ad entrare in vigore in via definitiva: la data, a meno di un ripensamento “dell’ultimo minuto”, è mercoledì 31 marzo. E si tratta di un turn-over atteso da tempo: approvato con il DL n. 98 del 2017 con l’obiettivo di semplificare l’iter di gestione dei certificati di circolazione e di proprietà dei veicoli, il documento unico di circolazione (DUC) sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2018. Diversi rinvii hanno poi portato il “via” alla fase sperimentale soltanto nel 2020.

I vantaggi “sulla carta”

In effetti, ciò consente (in teoria) di snellire gli adempimenti burocratici che riguardano ogni veicolo: dalla sua “identità” ai dati contenuti nel “vecchio” certificato di proprietà cartaceo, peraltro già eliminato in favore del suo mantenimento soltanto in digitale negli archivi del Pubblico Registro Automobilistico. In primo luogo, dunque, per l’automobilista il nuovo documento unico di circolazione fa sì che in un unico “foglio” siano riportate tutte le informazioni che riguardano il veicolo, ma anche la situazione giuridica aggiornata e patrimoniale sullo stesso, come ad esempio l’eventuale presenza di ipoteche, fermo amministrativo, privilegi o pignoramenti.

Come si accennava, c’è altresì da considerare il minore numero di documenti necessari, il che si traduce in un taglio dei costi e dei bolli da pagare per l’utente tanto nel caso di una nuova immatricolazione quanto nei passaggi di proprietà. Il risparmio è stato quantificato in 39 euro.

I sistemi informatici dialogano a dovere?

Di fatto, secondo lo schema progettuale del DUC, l’ANV-Archivio nazionale dei veicoli interno al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il PRA (gestito dall’Automobile Club d’Italia) “dialogano” fra loro. Tuttavia, come evidenziato dai sodalizi che rappresentano le realtà italiane del comparto automotive, c’è qualcosa che ancora non va come dovrebbe. Si tratta, nello specifico, dei tempi tecnici di elaborazione delle pratiche, per i quali viene evidenziato un sensibile aumento (con buona pace, occorre osservare, della maggiore celerità degli adempimenti burocratici che si avvalgono della rete informatica). Tanto che si chiede un’ulteriore proroga dell’entrata in vigore del nuovo documento unico.

Le criticità

A puntare il dito sul fatto che “Il sistema del Documento unico di circolazione ancora non funziona a dovere” sono, come ribadito in un comunicato congiunto, ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici), AssiLea (Associazione Italiana Leasing), FederAuto (in rappresentanza delle concessionarie di vendita auto, veicoli commerciali e veicoli industriali), UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) ed UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica). Non ci siamo, è il coro unanime: il nuovo documento non è pronto per diventare definitivamente operativo. “Lo confermano – puntualizza la nota stampa – i costi causati dalle criticità e dai disservizi che continuano a caratterizzare il nuovo sistema”.

Tempistiche molto più lunghe

Sotto i riflettori delle Associazioni del comparto auto ci sono “Lentezza ed inadeguatezza della procedura digitale”: una complicazione, insomma, tanto che – viene fatto notare – i tempi di emissione dei documenti, e quindi i costi per gli utenti, sono “Triplicati”. Questo porta evidenti conseguenze negative sull’intero settore dell’auto. Cifre alla mano, viene sottolineato il fatto che “Il conto dei disservizi dell’ultimo anno è altissimo: i tempi sono aumentati in media dal 40% al 60%”. Un aumento giudicato “Inaccettabile” e che, ribadiscono i firmatari, è stato “Generato dall’inefficienza del sistema digitale, che anziché semplificare la vita dell’automobilista e delle imprese determina numerosi problemi, con aggravio di tempo e di costi”. “Se, prima dell’introduzione del DUC, i tempi di erogazione dei documenti di circolazione erano accettabili ed il sistema era funzionale, oggi pratiche che un tempo venivano lavorate in pochi minuti rimangono ‘appese’ anche per più di mezz’ora”.

Necessario un tavolo tecnico

ANFIA, ANIASA, AssiLea, FederAuto, UNRAE ed UNASCA ribadiscono, a questo proposito, la necessità di essere “Coinvolte direttamente” in un tavolo tecnico con il Governo “Per risolvere le persistenti lacune”. “Se cambiamento epocale doveva essere, occorre tempo per tenere fede a questa promessa – conclude il comunicato – I disagi che le imprese rappresentate stanno subendo quotidianamente non sono più sopportabili”.

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