Bentley taglia 275 posti e posticipa l'elettrificazione al 2035

Bentley annuncia tagli fino a 275 posti e sposta al 2035 l'obiettivo di elettrificazione. Primo SUV urbano elettrico nel 2026, ricavi e margini in calo.

Bentley taglia 275 posti e posticipa l'elettrificazione al 2035
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 18 mar 2026

La storica casa automobilistica britannica Bentley si trova oggi al centro di una profonda fase di trasformazione, costretta a rivedere radicalmente la propria strategia industriale e organizzativa. Il contesto attuale, segnato da un rallentamento della domanda e da una crescente incertezza economica globale, ha portato il marchio di lusso a prendere decisioni drastiche: licenziamenti per 275 dipendenti, una riduzione significativa dei posti di lavoro, ricavi in calo e il rinvio dell’obiettivo di completa elettrificazione della gamma al 2035.

La ristrutturazione

Nel dettaglio, la ristrutturazione prevede l’eliminazione di circa il 6% della forza lavoro, con ben 150 tagli che interesseranno l’area amministrativa. L’azienda ha già dichiarato che non sostituirà il personale in uscita, puntando così a una razionalizzazione dei costi che dovrebbe rafforzare la struttura finanziaria in vista di una nuova fase di sviluppo. Tali misure, definite “temporanee” dalla direzione, sono state pensate per garantire risorse sufficienti a sostenere i futuri investimenti nella transizione energetica e digitale.

Il ripensamento strategico coinvolge in primo luogo il piano Beyond100, il progetto che avrebbe dovuto traghettare Bentley verso una gamma completamente elettrica entro il 2030. Tuttavia, il traguardo è stato posticipato di cinque anni: la completa elettrificazione arriverà ora non prima del 2035. Una scelta dettata, come ha sottolineato il CEO Frank-Steffen Walliser, dalla resistenza della clientela storica a rinunciare alle tradizionali motorizzazioni a combustione, elemento identitario del marchio. Questa sfida, comune a molti costruttori di fascia alta, obbliga Bentley a mantenere un equilibrio tra innovazione tecnologica e fedeltà al proprio DNA.

L’offerta di prodotto

Sul fronte dell’offerta di prodotto, il marchio conferma comunque la volontà di proseguire il percorso verso la mobilità elettrica. Il primo SUV urbano completamente elettrico farà il suo debutto tra il 2026 e il 2027, segnando un passaggio cruciale nella strategia commerciale e produttiva. Fino ad allora, i modelli plug in hybrid resteranno disponibili almeno fino al 2035, rappresentando una soluzione di compromesso per una clientela ancora incerta rispetto alla totale elettrificazione.

I dati finanziari relativi al 2025 delineano il quadro delle difficoltà attuali: le consegne sono diminuite del 4,8%, fermandosi a 10.131 unità, mentre i ricavi hanno registrato una flessione dell’1,2%, attestandosi a 2,615 miliardi di euro. Ancora più marcato il calo dell’utile operativo, sceso del 42,1% a 216 milioni di euro, con il margine operativo ridotto all’8,3%. Secondo la direzione aziendale, queste performance sono il risultato di una combinazione di fattori negativi: la debolezza della domanda sul mercato cinese, i dazi imposti dagli Stati Uniti e la volatilità dei cambi hanno inciso pesantemente sulla redditività del marchio.

Niente più elettrificazione

Se da un lato la riduzione dei costi appare come una mossa necessaria per salvaguardare la solidità finanziaria di Bentley nel medio termine, dall’altro si profilano rischi concreti sul piano sociale e organizzativo. I licenziamenti potrebbero infatti alimentare tensioni interne e causare una dispersione di capitale umano prezioso, in particolare in un settore dove la specializzazione rappresenta un valore aggiunto. Al momento, i sindacati non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma fonti interne riferiscono che sono in corso trattative su possibili ricollocazioni e misure di mitigazione degli esuberi.

Il dibattito tra analisti e operatori del settore è acceso. C’è chi interpreta la decisione di Bentley come una risposta pragmatica alle reali preferenze della clientela top di gamma, che continua a privilegiare autonomia, sound motoristico e piacere di guida. Altri, invece, mettono in guardia sui rischi di un ritardo nell’adozione delle tecnologie full electric: posticipare la elettrificazione potrebbe significare trovarsi svantaggiati rispetto ai concorrenti più aggressivi sul fronte BEV, con costi futuri per aggiornamenti tecnologici e il rischio di ritrovarsi con asset non più utilizzabili.

Per Bentley, che nonostante tutto mantiene una posizione redditizia nel panorama automotive di lusso, la vera sfida sarà rappresentata dal lancio del nuovo SUV urbano tra il 2026 e il 2027. Questo modello non solo metterà alla prova la disponibilità della clientela premium a compiere il salto verso la mobilità elettrica, ma avrà anche il compito di orientare le future scelte produttive e commerciali del marchio. Il percorso verso il 2035 si preannuncia quindi complesso, ma decisivo per il futuro di uno dei nomi più iconici dell’automobilismo britannico.

Ti potrebbe interessare: