Diesel common rail: un riconoscimento per l'inventore italiano

L'università di Perugia ha deciso di conferire una laurea honoris causa in ingegneria a Mario Ricco. Il fisico pugliese guidò il team di sviluppo Fiat verso l'introduzione del moderno sistema di alimentazione che ha rivoluzionato i motori diesel automobilistici. Brevetto ceduto alla Bosch a cui si deve la messa a punto, produzione e commercializzazione.

diesel common rail

E’ in gran parte per merito suo se le automobili a gasolio si sono trasformate da piccoli camion a veicoli altamente performanti ed efficienti. Un’invenzione italiana, la cui realizzazione pratica va attribuita ad un fisico pugliese, Mario Ricco. Il suo nome è indissolubilmente legato allo sviluppo del motore diesel common rail. Una tecnologia introdotta poco più di vent’anni fa e oggi adottata su tutti i propulsori a gasolio stradali del mondo. In questo periodo l’Università di Perugia gli ha conferito un prestigioso riconoscimento, la laurea honoris causa in ingegneria meccanica. La cerimonia verrà tenuta il 5 giugno nei locali dell’ateneo umbro.

 

Mario Ricco, l’inventore del diesel common rail


Il discorso che introdurrà la cerimonia (pronunciato dal professor Carlo Nazareno Grimaldi, presidente del consiglio d’intercorso di laurea in ingegneria meccanica a Perugia) ha un titolo che riassume perfettamente l’importanza di questa tecnologia. E’ “Il sistema di iniezione common rail: l’invenzione che ha rivoluzionato il mondo dei motori”. Perché di vera rivoluzione si tratta.

Semplificando al massimo, un solo condotto (appunto il common rail) collega una pompa ad alta pressione ad un gruppo d’iniettori controllati dalla centralina elettronica. E’ qui la novità fondamentale; prima gli iniettori si aprivano passivamente quando il gasolio arrivava, un sistema poco efficiente. Invece nel common rail essi sono azionati da un’elettrovalvola collegata alla centrali: tutta la differenza del mondo.

Il sistema permette d’immettere il carburante nella camera di combustione in modo molto preciso, nell’esatta quantità richiesta dal comando dell’acceleratore. Poiché il gasolio viene immesso sotto forma di microscopiche gocce, esso viene bruciato quasi interamente. Di conseguenza la combustione avviene praticamente senza perdite, quindi migliora notevolmente il rendimento. Diminuiscono sensibilmente consumi ed emissioni e parallelamente aumentano anche le prestazioni. Viene anche ridotta la rumorosità.

Il sistema common rail non è un’idea recente, risale infatti agli anni ’30 e nel periodo bellico fu introdotto nei motori navali e ferroviari. Tuttavia non era possibile trasferirlo sui veicoli stradali. Le ricerche in tal senso vennero intraprese dalla Fiat alla fine degli anni ’80. Il gruppo di lavoro coinvolgeva Magneti Marelli ed Elasis, la società di ricerca ingegneristica della casa torinese. Mario Ricco dirigeva per l’appunto il team di sviluppo dell’Elasis, dal quale originò il brevetto.

A sua volta il progetto venne ceduto alla Bosch che lo perfezionò e lo mise in produzione. La Fiat tenne per sè l’esclusività dell’utilizzo per un paio d’anni. Nel 1997 la prima automobile di serie al mondo ad usare il common rail fu l’Alfa Romeo 156 con le motorizzazioni 1.9 e 2.4 JTD. Successivamente la Mercedes lo adottò sulla Classe C, poi venne utilizzato anche da tutti gli altri costruttori del mondo.

Mario Ricco si laureò in fisica a Bari nel 1966. La ricerca ha occupato l’intera sua vita professionale. E’ considerato uno dei magigori esperti mondiali nei sistemi di alimentazione per motori endotermici. Oggi dirige il distretto meccatronico regionale e digital innovation hub della Puglia.

  • shares
  • Mail