Carlos Ghosn: "Sono innocente, è una congiura"

Per la prima volta dal suo arresto, all'ex presidente di Renault, Nissan e Mitsubishi è stato concesso di rivolgersi in prima persona al pubblico. Lo fa in un video. Il manager conferma di essere innocente e vittima di una congiura

Carlos Ghosn, ex presidente di Renault, Nissan e Mitsubishi, attualmente in carcere in Giappone con l'accusa di avere illegalmente sottratto fondi alla Nissan tramite spese non autorizzate, dopo quasi quattro mesi è stato in grado di parlare in prima persona al pubblico, raccontando la propria versione. Il manager aveva intenzione di convocare una conferenza stampa per l'11 aprile, ma non gli è stato permesso. Egli ha quindi registrato un video, diffuso il 9 aprile su You Tube dai suoi legali. Potete vederlo in questa pagina. Ghosn parla in inglese, riportiamo qui sotto la traduzione integrale del suo messaggio.

 

Carlos Ghosn: sono innocente


Questa è la traduzione integrale del messaggio diffuso da Carlos Ghosn: "Se mi state ascoltando tramite questo video oggi è perché non mi è stato possibile tenere la conferenza stampa che avevo programmato per l'11 aprile. Ma voglio dirvi l'essenza del messaggio che avrei voluto comunicare: sono innocente. Non è nuovo, lo avete già sentito a gennaio e lo ripeto oggi. Sono innocente di tutte le imputazioni che sono state formulate contro di me. Ho trascorso 108 giorni in prigione perché ho sempre mantenuto questa posizione. Sono anche innocente di tutte quelle accuse che ruotano intorno alle imputazioni. Sono state prese fuori dal contesto e manipolate per dipingere un personaggio avido e dittatoriale.

Il secondo messaggio che voglio trasmettere è che amo il Giappone e la Nissan. Nessuno lavora e vive per 20 anni in una nazione e alla dirigenza di un'azienda senza amore e impegno. In particolare quando questi anni evidenziano i miei risultati. Sono arrivato in Giappone nel 1999 non per calcolo, ma perché ero affascinato da questo Paese e dalla sfida di rianimare la Nissan. Sapete tutti benissimo che ho impegnato la mia carriera verso il successo del piano di recupero della Nissan, questo grazie in particolare al lavoro delle migliaia di persone che lavorano alla Nissan, soprattutto in Giappone.

Questo amore per il Giappone e la Nissan non è intaccato nemmeno oggi, dopo tutto il male che ho dovuto subire. Abbiamo fatto tante cose alla Nissan di cui sono orgoglioso. Abbiamo anche contribuito all'economia del Giappone e allo sviluppo del management. Tutte queste cose rimarranno come grandi memorie e risultati che, sono sicuro, nei prossimi mesi verranno viste con maggiore obiettività".

 

Ghosn accusa: questa è una congiura


Ghosn prosegue nel suo comunicato. "Il terzo messaggio che voglio comunicarvi è: questa è una congiura. Si tratta di una cospirazione e una pugnalata alle spalle. Perché è accaduto questo? Perché c'era il timore che il passo successivo dell'alleanza (con Renault e Mitsubishi, ndr), orientato verso una fusione, potesse minacciare alcune persone e, in ultima analisi, l'autonomia della Nissan; minaccia che invece non si è mai prospettata negli ultimi 19 anni, quando l'alleanza venne creata. Io sono stato il più duro sostenitore dell'autonomia della Nissan, e avevo chiaramente spiegato che ciò sarebbe continuato, indipendentemente dai passi futuri.

Ma l'autonomia deve essere basata sulla performance, nessuno riceve autonomia solo per il gusto di averla; da qui è arrivata quella paura. Perché la performance della Nissan non è buona, è degradata parecchio. Tre avvertimenti sui profitti in un paio d'anni, alcuni scandali. Il problema non è che accadono cose brutte nell'azienda, ma il ricevere fiducia quando si reagisce ad esse. Una fiducia che è mancata, perché non si è agito per aggiustare ciò che non andava bene. E' qui che abbiamo avuto un problema con l'attuale management dell'azienda. Queste persone sono note. Io ho molto rispetto per i dipendenti della Nissan, sto parlando in questo caso di alcuni dirigenti che, per il loro egoismo e le loro paure, stanno causando parecchia distruzione di valore. I nomi? Li conoscete. Parliamo di persone che hanno condotto un gioco molto sporco. Spero che alla fine la verità venga fuori".

 

Ghosn: triste vedere ciò che accade alla Nissan


Carlos Ghosn conclude il suo messaggio: "In questo periodo ho sofferto non solo per il mio caso; chi si stava occupando della Nissan? Chi stava difendendo i valori dell'azienda? Chi difendeva gli interessi degli azionisti? Quando si osserva il declino delle azioni, una performance dell'azienda assolutamente mediocre, gente che dice cosa non farà ma non dice cosa intende fare e qual è la sua visione per il futuro: tutto ciò è molto triste e mi fa ammalare, per uno come me che ha dedicato 20 anni a fare il contrario, cioè creare valore.

Sono preoccupato, perché la performance della Nissan è in declino e perché penso che non si stia creando alcuna visione per l'alleanza. Non basta sedersi attorno ad un tavolo ed esprimere consenso sulle decisioni. In un ambiente così competitivo come l'industria automobilistica si deve mostrare il futuro ed essere sicuri del proprio ruolo. Leadership significa agire per il bene della compagnia, non per mostrare su cosa si è accordo. Quelli che dicono che esiste solo il consenso o la dittatura, non conoscono il significato della leadership.

Infine, voglio solo dire che la mia speranza, il mio desiderio più grande è quello di avere un processo giusto. Sono privilegiato dall'avere tre avvocati competenti che mi difenderanno, ma loro non condividono troppo la mia opionione sulla correttezza del processo. Io non sono un avvocato, spetterà a loro spiegarvi quali sono le specifiche condizioni richieste per assicurare un giusto processo, dove spero si riconoscano le mie ragioni".

 

Nuovo arresto per Carlos Ghosn


Notizia 6/4 - A meno di un mese di distanza del rilascio su cauzione avvenuto lo scorso 6 marzo, l'ex numero uno di Renault-Nissan Carlos Ghosn è stato nuovamente arrestato a Tokyo, con l'accusa di appropriazione indebita di fondi della società. Il manager brasiliano di origini libanesi era già stato in carcere per 108 giorni con l'accusa di frode fiscale ed altri illeciti finanziari, per una cifra pari a circa 80 milioni di dollari. Ora è accusato anche di aver destinato una somma cospicua ad un distributore in Medio Oriente per incentivare le vendite.

In particolare, viene contestato il trasferimento di una cifra superiore ai 30 milioni di dollari verso una succursale Nissan in Oman, in un arco di tempo di sette anni: dal 2011 al 2018. Questa succursale sarebbe gestita da Suhail Bahwan, un suo amico. Come se non bastasse, anche Renault, a valle di una riunione del Cda, ha diffuso un comunicato stampa dove spiega che le spese sostenute da Carlos Ghosn "danno adito ad interrogativi, a causa delle pratiche discutibili e occulte da cui derivano e delle violazioni dei principi etici del Gruppo che esse implicano." La Casa della Losanga ha informato l’autorità giudiziaria francese di alcuni versamenti effettuati a vantaggio di uno dei distributori Renault in Medio Oriente.

Carlos Ghosn continua però a professarsi innocente attraverso una dichiarazione rilasciata ai propri avvocati: "Il mio arresto è oltraggioso e arbitrario, fa parte di un altro tentativo da parte di alcuni individui della Nissan di zittirmi ingannando i pubblici ministeri. Vogliono tentare di spezzarmi. Non succederà, sono innocente e le accuse sono infondate". Proprio ieri, lo stesso Ghosn aveva annunciato via Twitter la decisione di indire una conferenza stampa l'11 aprile, per difendersi dalle accuse raccontando "la verità su ciò che sta succedendo". Ora però sarà costretto a difendersi anche in Francia.

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