Patente: le differenze tra ritiro, sospensione e revoca

Spesso s’intendono come sinonimi, ma quali sono le reali differenze tra ritiro, sospensione e ritiro della patente di guida?

Anche se chiunque sia in possesso della patente dovrebbe esserne a conoscenza, spesso si tende a far confusione tra le situazioni tipo che possono coinvolgere il nostro permesso di guida: parliamo del ritiro, della sospensione e della revoca della patente. Proviamo quindi a far chiarezza spiegando le differenze che intercorrono tra questi tre provvedimenti, decisamente diversi l’uno dall’altro.

Ritiro della patente – La decisione di ritirarci la patente arriva direttamente dalle Forze dell’Ordine preposte ai classici controlli e arriva per infrazioni di natura lieve che – in ogni caso prevedono il ritiro immediato della nostra patente di guida. Di fatto è possibile ottenere nuovamente la patente in un lasso di tempo relativamente breve, solitamente nel momento in cui avremo risolto e ottemperato ai motivi che ci hanno condotto al ritiro. Le situazioni tipo che prevedono quindi il ritiro della patente non mettono a repentaglio la sicurezza stradale come essere sorpresi al volante con il permesso di guida scaduto.

Oppure quando il titolare della patente non si sia sottoposto alla revisione della patente come prescritto dalle autorità, come ad esempio la guida senza aver effettuato esami medici ad hoc, etc. Banalmente anche non aver provveduto alla corretta sistemazione di un eventuale carico è soggetto al ritiro della patente; oppure se viaggiano con un carico dal peso o sporgenza eccessiva. In ogni caso è sufficiente normalizzare il carico secondo le norme prescritte per tornare in possesso della patente.

Sospensione della patente – Più grave del ritiro c’è quindi la sospensione della patente di guida. Questa può essere ordinata dalla Motorizzazione Civile, dal Giudice di un Tribunale o dal Prefetto e vieta di mettersi al volante di un’automobile per un più o meno lungo periodo. Un lasso temporale che viaggia in proporzione con la gravità dell’infrazione che ha condotto alla sospensione stessa della patente. Il tempo minimo con cui di vede sospesa la patente è di 15 giorni, ma può arrivare fino a ben 5 anni nei casi più gravi. Situazioni da evitare accuratamente quindi, in cui si mette a rischio la propria e altrui sicurezza come ad esempio – ricordiamo le infrazioni più frequenti: percorrere una curva contromano, fare inversione di marcia in autostrada, viaggiare su un’automobile sottoposta a sequestro, superare di oltre 40 Km/h il limite imposto in autostrada etc.

Revoca della patente – E concludiamo con la situazione più grave, quella che prevede la revoca della patente. Questa condizione è ordinata dalle stesse figure giuridiche che provvedono alla sospensione e prevede il vero e proprio annullamento di validità della nostra patente di guida. Si vede la propria patente revocata se ad esempio si perdono i requisiti fisici o psichici fondamentali. Ma anche quelli “morali” incorrono nella revoca del permesso di guida: un tribunale può infatti darne seguito nei confronti di un qualsiasi condannato per gravi reati.

Si rischia la revoca anche quando si è “pizzicati” a guidare l’auto durante il periodo di sospensione. Motivo di revoca è anche il caso in cui un automobilista sia causa d’incidenti gravi e sia riscontrato positivo ai test per uso di alcolici o stupefacenti. Tornare in possesso della patente di guida revocata non comunque impossibile. Nel caso in cui la revoca sia scattata per una perdita temporanea dei requisiti psicofisici, è possibile – ad effetti cessati – sottoporsi ad una nuova visita e richiedere così una nuova patente. Se la revoca è invece sopravvenuta per reati connessi al Codice della Strada è necessario attendere da due a tre anni in base alla gravità che ha portato all’emissione del provvedimento.

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