Lotus 3-Eleven

La produzione comincerà a febbraio nello stabilimento di Hethel. Terminerà ad aprile, dopo che saranno realizzati 311 esemplari. Nel Regno Unito parte dall'equivalente di 115.000 euro.

Servono pochi elementi per realizzare una Lotus fedele ai principi del marchio: bastano leggerezza, piacere di guida ed una carrozzeria possibilmente ridotta ai minimi termini. La somma di questi termini è un risultato che non abbisogna di verifiche. Nemmeno se il prezzo d’acquisto è elevato come nessun’altra Lotus, tanto da rendere la 3-Eleven un modello fra i più notevoli del nuovo corso. Basta leggere i dati tecnici per scoprire il perché: la barchetta di Hethel impiega il V6 supercharged della Evora 400, da 3,5 litri, potenziato però fino alla soglia dei 456 CV (a 7.000 giri). La coppia massima si attesta invece a 450 Nm, erogati a partire da 3.500 giri. Il pacchetto tecnico è completato dalla trasmissione manuale a 6 marce (con rapporti ravvicinati), dal differenziale meccanico Torsen e da un impianto frenante a marca AP Racing, con pinze a quattro pistoncini e dischi ampi 332 mm su entrambi gli assi.

Le ruote sono in alluminio forgiato e calzano pneumatici Michelin Pilot Super Sport, dalle misure differenti fra anteriore (225/40 R18) e posteriore (275/35 R19). La 3-Eleven accelera da 0 a 96 km/h in meno di 3 secondi e raggiunge la velocità massima di 290 km/h. Le sospensioni sono a doppi bracci tanto davanti quanto al posteriore. Il conducente può regolare l’assetto in maniera certosina, sistemando le impostazioni delle barre antirollio, delle molle (Eibach) e degli ammortizzatori (Ohlins). Il corpo vettura è realizzato tramite materiali compositi, la resa aerodinamica soddisfa requisiti piuttosto stringenti – la sezione anteriore è ridotta al minimo – e lo splitter anteriore può essere regolato in due posizioni, mentre l’assenza di parabrezza e portiere le conferisce un aspetto da automobile race replica. Il tonneau (optional) migliora l’aerodinamica nasconde allo stesso tempo il pozzetto in cui siede il passeggero.

L’abitacolo è ovviamente minimale, estremo, privo di tutti i rivestimenti ed impreziosito solamente da uno schermo configurabile di tipo TFT. La barchetta inglese verrà prodotta in 311 esemplari da febbraio 2016. Nel Regno Unito costerà da un minimo di 115.000 euro ad un massimo di 162.000 euro, a seconda che si tratti della versione stradale o da pista. Quest’ultima è denominata Race, pesa 900 chili e raggiunge una velocità massima di “soli” 280 km/h. Però allo stesso tempo adotta una trasmissione sequenziale (a 6 marce) con palette al volante, pneumatici ancor più estremi (Michelin Cup 2) e freni più incisivi, oltre ad una configurazione aerodinamica da pista ed a componenti pronto-corsa: il volante ad esempio può essere staccato dal piantone, le cinture sono a sei punti e nell’abitacolo si trovano l’estintore ed il comando per disattivare la batterie. La configurazione del monitor interno è specifica.

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