Marchionne: risolvere sovracapacità produttiva Fiat con export negli USA

Sergio Marchionne ha rivelato la propria intenzione di risolvere il difficile problema della sovracapacità nel nostro Paese intensificando le esportazioni verso gli Stati Uniti. Serve però una maggiore collaborazione da parte della forza produttiva per assicurare risultati affidabili. «Ho bisogno di maggiore flessibilità e stabilità nel lavoro», ha affermato il manager in un’intervista rilasciata a Dow Jones Newswires a margine della presentazione del nuovo Iveco Stralis.

Sul Wall Street Journal si legge:

Fiat, che ha acquisito gradualmente il 58,5% del gruppo Chrysler, ha siglato un accordo con i sindacati ma deve ancora affrontare l’opposizione della Fiom-CGIL, un’associazione influente che si sta battendo per nuove condizioni di lavoro, oltre ad altre cose.

Mentre il mercato europeo si stringe sempre di più l’ad dell’azienda italiana punta agli USA per rilanciare una produttività che in Italia sta viaggiando a meno del 60%, con evidenti ripercussioni sull’occupazione. Dopo aver abbandonato Termini Imerese l’anno scorso Marchionne avrebbe individuato questa soluzione per evitare di dover affrontare altre chiusure.

I modelli da produrre con destinazione Stati Uniti potrebbero essere un nuovo SUV destinato ad essere venduto a marchio Jeep ed una berlina di lusso Maserati, entrambi in uscita dagli stabilimenti torinesi del gruppo Fiat. Anche gli impianti di Cassino potrebbero essere coinvolti dato che lavorano sulla piattaforma della Giulietta, facilmente adattabile alle necessità ed ai gusti dei clienti americani.

Nel frattempo, ha aggiunto Sergio Marchionne, è necessario rinforzare la rete di vendita negli USA con l’obiettivo di arrivare a 200 concessionarie entro i prossimi 12 mesi. L’arrivo di nuovi modelli, a partire dalla Fiat 500L, ed il ritorno dell’Alfa Romeo dovrebbero essere ottimi incentivi per convincere i rivenditori a dedicarsi al brand italiano. In questo anche il calo dell’Euro nei confronti del dollaro potrebbe giocare a vantaggio delle esportazioni.

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