Modelli Hyundai in pista: dalla Genesis Coupè alla ix35

Hyundai Driving Experience

Durante l'evento Driving Experience di Hyundai, svoltosi presso l'Adria International Raceway (RO), abbiamo avuto modo di provare alcune vetture. L'occasione giusta per studiare, in piena sicurezza, i comportamenti di queste vetture quando vengono messe a dura prova. Nelle prossime righe non ci soffermeremo sul design, sugli allestimenti o sui prezzi bensì cercheremo di focalizzare prevalentemente la nostra attenzione sulle sensazioni e le emozioni che ci hanno trasmesso queste auto, normalmente utilizzate in modi decisamente più tranquilli.

Iniziamo col parlarvi del modello più sportivo a nostra disposizione rappresentato dalla Genesis Coupè, nella versione equipaggiata con il 2.0 litri turbo. Questo propulsore, in grado di sviluppare una potenza di 213 cavalli e una coppia massima di 298 Nm, è caratterizzato dalla presenza di quattro valvole per cilindro e da un variatore di fase lato aspirazione per l'ottimizzazione della fluidodinamica. Ad esso sono abbinate la trazione posteriore e la precisa trasmissione manuale a sei rapporti. Con lei abbiamo percorso pochi, anzi, pochissimi chilometri.

Sono comunque bastati per avere un'impressione positiva. L'auto risulta molto divertente e reattiva, soprattutto nei tratti guidati. Il beccheggio e il rollio si avvertono lievemente mentre in casi limite la vettura tende a innescare il sovrasterzo muovendo un pochino il posteriore, ma basta una decisa controsterzata per far tornare tutto a posto. Bisogna inoltre segnalare la presenza del differenziale autobloccante di tipo Torsen molto utile, soprattutto quando si è in pista, per sfruttare a pieno la potenza erogata dal motore. Anche se non era presente, siamo convinti che la sorella "maggiorata" possa essere ancora più esaltante ed emozionante grazie al suo 3.8 litri V6 in grado di sviluppare una potenza di 303 cavalli e una coppia massima di 360 Nm.

Hyundai Driving Experience
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Veloster


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Della piccola Veloster, invece, tutto si può dire fuorché sia una vettura priva di carattere e originalità. Grazie al suo particolare design e l’interessante soluzione della singola portiera dal lato guidatore (sul lato passeggero è doppia) difficilmente riuscirete a passare inosservati nelle trafficate vie che caratterizzano le nostre cittadine odierne. Come abbiamo detto in precedenza, però, oggi ci concentriamo sulla sostanza. Ecco perché ci spostiamo subito dal campo dell'estetica a quello della meccanica: il granchietto - com'è stata amorevolmente soprannominata da qualcuno - si può equipaggiare esclusivamente con il motore aspirato 1.6 litri a benzina da 140 cavalli e 167 Nm abbinato alla trazione anteriore. Nelle guida di tutti i giorni, con il controllo di stabilità inserito, risulta vivace e sicura.

Quando quest'ultimo è disinserito e si spinge sull'acceleratore si può perdere il controllo più facilmente anche se lo sterzo si dimostra preciso e le sospensioni offrono un buon compromesso per quanto riguarda il comfort, senza concedere troppo ai fenomeni di beccheggio e rollio. Per quanto riguarda il cambio, risulta fluido e adeguato in ogni situazione. Fra non molto, inoltre, sarà disponibile la versione dotata di turbocompressore che sicuramente soddisferà a pieno anche le pretese dei più esigenti.

i30 & i40


Hyundai Driving Experience

A differenza della Genesis Coupè e della Veloster che grazie al loro particolare dna si possono tranquillamente accostare anche al mondo pistaiolo la prossima coppia di vetture, formata dalla i30 e dalla i40, appartiene decisamente a un altro habitat. Nonostante ciò, sono riuscite entrambe ad ambientarsi e comportarsi bene anche in questa situazione. Partiamo dalla i30, la nuova due volumi della Casa che fin dal primo sguardo appare decisamente più intrigante e raffinata rispetto alla precedente versione. Il suo design rappresenta l'ultima evoluzione del linguaggio stilistico Fluidic Sculpture che caratterizza i modelli del brand coreano. Anche per gli interni la qualità complessiva dei materiali, delle finiture, dei particolari e della selleria è davvero buona. Detto questo, andiamo subito alla parte pratica.

Abbiamo testato la variante 1.6 benzina equipaggiata con il cambio manuale a sei rapporti. Gli innesti sono corti, rispondono bene e si lasciano maltrattare senza fare troppi capricci. Durante una guida maggiormente impegnata la leva ha manifestato solo alcune impuntate occasionali nelle scalate più rapide. Niente di preoccupante visto che si tratta di situazioni limite che difficilmente si raggiungono nella guida di tutti i giorni. In alternativa, si può optare per la valida trasmissione automatica. Degno di nota il sistema Flex Steer, che permette al conducente di scegliere tre differenti modalità di guida -a seconda delle proprie esigenze si può utilizzare in Comfort, in Normal o in Sport-e varia il livello d'assistenza e la risposta dello sterzo, alleggerendo o rendendo più pesante il suo azionamento.

Sicuramente quest'ultimo non è comunicativo e sportivo come sulle due auto trattate in precedenza ma risulta comunque leggero e preciso. Sia il beccheggio che il rollio sono nella media mentre il sottosterzo emerge solo se provocato. La i30 è proposta nel nostro Paese in tre differenti motorizzazioni a benzina che comprendono il 1.4 litri da 100 CV, il 1.6 litri da 120 CV e il 1.6 litri da 135 CV. L'offerta diesel si articola anch'essa su tre unità: 1.4 litri da 90 CV, 1.6 litri da 110 CV e 1.6 litri da 128 CV.

La i40 dispone invece di due benzina (1.6 litri da 135 CV e 2.0 litri da 177 CV) e un diesel ( 1.7 litri da 115 o 136 CV). Ad essi si può affiancare sia la classica trasmissione manuale, a sei rapporti, sia il cambio automatico con paddle al volante e pulsante sport; una volta attivato viene modificata lievemente la logica di gestione della trasmissione e la velocità degli innesti per sfruttare il motore al limite dei giri consentiti. Indipendentemente dall'abbinamento scelto l'auto ha una buona tenuta ed esce a testa alta anche dalle situazioni più impegnative. Sul tracciato andando con un ritmo sostenuto si avverte il sottosterzo che rilusta comunque facile da controllare. Di sicuro la i40 non è il massimo per affrontare i cordoli, ma ha una bella linea e offre tanto comfort unito a tanta tecnologia, e questo è quello che conta su un'auto di questa tipologia.

ix35

Veniamo ora al comportamento interessante della ix35. Nell'utilizzo quotidiano in strada il grazioso SUV risulta facile da guidare, confortevole e sicuro. Se però viene portato in condizioni limite, ovviamente, il suo peso può creare qualche difficoltà. Problema comune a tutte le vetture appartenenti a questa categoria. In queste particolari condizioni il fenomeno maggiormente evidente è il beccheggio mentre il rollio risulta contenuto. Anche se la ix35 è agevolata da un assale posteriore che aiuta l’anteriore a chiudere la traiettoria quando si esagera con il pedale del gas, inevitabilmente, l’auto tende ad allargare la traiettoria.

La perdita d'aderenza su tutte e quattro le ruote è sempre e comunque progressiva e non innesca pericolosi fenomeni di sovra o sottosterzo. Nel complesso risulta una vettura dal comportamento dinamico e con un buona tenuta. La ix35 dispone di una gamma motori che comprende due benzina (un 1.6 litri da 135 cavalli e uno 2.0 litri da 163 cavalli) e altrettanti diesel (1.7 litri da 115 cavalli e 2.0 litri da 136/184 cavalli) da abbinare alla trazione integrale o 2WD.

Genesis Coupè FIA GT4


Hyundai Driving Experience

Abbiamo infine potuto osservare ma non provare, una particolare versione della Genesis Coupè 3.8: la Genesis Coupè FIA GT4 realizzata dal team NYX, un'azienda italiana impegnata in engineering e realizzazione di vetture da competizione, che offre a tutti gli appassionati del genere che se lo possono permettere questa vettura "chiavi in mano" oppure un apposito kit per trasformare la versione di serie. Il kit di omologazione comprende una serie di particolari realizzati in carbonio e vetroresina, vetri in policarbonato e plancia strumentazione in carbonio con cruscotto AIM.

A livello meccanico troviamo un cambio sequenziale a sei marce, un impianto di scarico completo, assi a camme specifici, una centralina motore da competizione e un radiatore maggiorato in alluminio dotato di elettroventola. Per quanto riguarda l'impianto franante, invece, troviamo pinze anteriori a sei pistoncini e posteriori a quattro con dischi che misurano rispettivamente 355 mm e 345 mm. Nel pacchetto sono compresi anche tubi dei freni in treccia metallica, ammortizzatori a due vie e tre set di molle con una diversa rigidezza.

Infine, non poteva certo mancare il classico roll-bar da assemblare, elemento caratteristico e indispensabile su una vettura destinata alle competizioni sportive. Agli elementi sopra citati vanno poi aggiunti una serie elementi forniti dalla Sparco (che comprendono i sedili, le cinture a sei punti, l'impianto d'estinzione e il volante a innesto rapido) e cerchi in lega da 18x10. Dopo tutte queste informazioni manca solo una cosa da fare... guidarla.

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