Tesla: restituito il prestito concesso dal Dipartimento dell’Energia statunitense

Tesla restituisce i 465 milioni di dollari che il Dipartimento dell’Energia statunitense le concesse nel 2010. Elon Musk, fondatore e ad dell'azienda, ringrazia il Congresso ed i contribuenti. Altri prestiti non hanno però avuto una sorte così fortunata.

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Tesla ha ripagato il proprio debito con il Dipartimento dell’Energia statunitense, restituendo i 451.8 milioni di dollari che le vennero prestati nel 2010. La procedura è stata completata ben 9 anni prima di quanto fosse stabilito. Attraverso un comunicato stampa il fondatore e amministratore delegato della società ha ringraziato “il Dipartimento dell’Energia ed i membri del Congresso per aver reso possibile la creazione del programma ATVM”, dedicato a tutte le automobili dall’alto valore aggiunto. “Rivolgo un particolare ringraziamento ai contribuenti – il commento di Elon Musk –. Spero di avervi resi orgogliosi”. Questa chiosa ha un sapore particolare.

A Tesla vennero infatti promessi 465 milioni di dollari, 12 dei quali non hanno però avuto motivo di essere impiegati. La società californiana può dunque zittire i suoi critici più feroci. Il candidato alla presidenza Mitt Romney definì Tesla come ‘perdente’, giudizio replicato qualche settimana dopo da Sarah Palin. Non tutti i fondi erogati dal Dipartimento dell’Energia sono però stati investiti in modo così produttivo, tanto è vero che i 217 milioni di dollari concessi a Fisker ed a Vehicle Production Group (specializzato nella produzione di van elettrici) non verranno restituiti con altrettanta facilità. Discorso identico per A123 Systems e Solyndra, beneficiarie rispettivamente 133 milioni e 535 milioni di dollari (nell’ambito però di altri programmi).

Un passaggio del comunicato ufficiale ha poi dato origine ad un piccolo caso diplomatico. Tesla si è infatti vantata di essere “l’unica azienda automobilistica statunitense ad aver ripagato il debito”, suscitando la reazione piccata di Chrysler. Gualberto Ranieri, uno fra i massimi responsabili della comunicazione, ha bacchettato Tesla sostenendo che la società di Auburn Hills risolse le proprie pendenze già nel maggio 2011, anch’essa in anticipo (di 6 anni) rispetto alle consegne.

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