3 gare indimenticabili per il GP del Bahrain

Duelli per la conquista o la difesa della leadership, avvenimenti che gli appassionati ricordano: ecco alcune delle vicende che hanno contrassegnato le prime quindici edizioni del Gran Premio che si svolge sul tracciato di Sakhir-Manama.

Episodi clamorosi, momenti rimasti nella memoria di milioni di appassionati: il grande libro del motorsport ne racconta a centinaia. Ogni gara fa chiaramente storia a se, dunque a ben vedere al “pronti-via” (ma anche nelle giornate che precedono il semaforo verde) di ciascun appuntamento con la gara tornano ad accendersi piccole e grandi rivalità, sfide e per la conquista del gradino più alto del podio o, quantomeno, di un piazzamento di prestigio.

E gli archivi del Gran Premio del Bahrain possiedono la propria antologia di fatti indimenticabili. Ne abbiamo scelto tre, con la speranza che l’edizione 2020 della corsa (in programma domenica 29 novembre) ne aggiunga altri… da ricordare il prossimo anno e nelle stagioni a venire.

2004: la prima e unica vittoria di Schumi

Momento più emozionante, per milioni di tifosi ddelle “Rosse”, non potrebbe esserci: la prima edizione del Gran Premio che si svolge “in notturna” sul tracciato di Sakhir-Manama, vide i colori Ferrari svettare sopra tutti gli altri. E fu, quella, una vittoria particolarmente cara ai tifosi, in quanto rappresentò il primo e unico successo di Michael Schumacher nel GP del Bahrain (il fuoriclasse tedesco era, in quegli anni, punta di diamante dell’epoca di predominio Ferrari nella massima Formula), e regalò agli enthusiast la gioia di assistere alla prima delle tre doppiette Ferrari in Bahrain.

Prima fila Ferrari al via, e prime due posizioni al traguardo

Come se non bastasse, un piazzamento al traguardo che fu fotocopia dello schieramento di partenza. Vale a dire: pole position per Schumi, e seconda posizione al via per Rubens Barrichello; e, alla bandiera a scacchi, vittoria di Schumacher e piazza d’onore per il bravo compagno di squadra paulista. Gli organizzatori hanno, nel 2014, scelto di omaggiare quella prima storica vittoria con l’intitolazione della prima curva del tracciato di Sakhir a Schumi.

2006, il grande duello Schumacher-Alonso

Le stagioni successive al “magico” 2004 che aveva sancito la superiorità di Maranello sugli avversari con la conquista del sesto titolo mondiale Costruttori di fila, furono meno prodighe di risultati per il “Cavallino”, che nel biennio 2005-2006 dovette fare i propri conti con l’arrembante “ArméeRenault e la prima guida Fernando Alonso. L’asturiano, che nelle medesime stagioni conquistò i suoi due titoli mondiali, impegnò Michael Schumacher in un’edizione 2006 del GP del Bahrain rimasta memorabile. La gara, che si disputò il 12 marzo, apriva la stagione. Fra le curiosità portate dall’avvio del Mondiale 2006, l’esordio di Nico Rosberg in F1 (ne avremmo sentito parlare a lungo negli anni successivi…), avvenuto al volante della seconda Williams a fianco di Mark Webber, e il debutto in F1 per diversi team, da Bmw Sauber (già Sauber), a Midland (ex Jordan), Super Aguri e Toro Rosso, che raccolse il testimone dalla gloriosa Minardi.

Prima fila tutta Ferrari

La pole position, al GP del Bahrain 2006, andò a Michael Schumacher: fu, per il fuoriclasse di Kempten, la sessantacinquesima partenza in prima posizione (record appartenuto, in precedenza, ad Ayrton Senna), e la 180. pole position per Ferrari. Il “Cavallino”, peraltro, completò la prima fila con il sempre positivo Felipe Massa. Il campione del mondo in carica Fernando Alonso partì in quarta posizione.

Vittoria per Alonso, ma che duello!

Al via, Schumi fu il più lesto di tutti e mantenne la leadership, con un ottimo Massa che provvide a tenere a bada Fernando Alonso il quale, dopo alcuni tentativi, riuscì a sopravanzare il paulista della Ferrari, installarsi al secondo posto e dare il via ad un inseguimento a ritmo serrato nei confronti di Schumacher. Nella prima metà di gara sembrava che niente potesse infastidire il sette volta campione del mondo: la prima sosta ai box aveva in effetti mantenuto le prime posizioni. Cruciale, ai fini dello sviluppo nella seconda frazione di gara, fu la seconda tornata di pit stop, “inaugurata” da Schumi. Con la sosta del rivale tedesco ai box, l’asturiano della Renault, portatosi in testa, diede inizio ad un “grande attack” a suon di temponi, che gli permisero, al rientro dal secondo pit stop per il rifornimento, di trovarsi appaiato con Schumacher. Alonso riuscì in ogni caso a difendere la propria leadership ai danni di Schumi, badando a conservare la posizione fino al traguardo, che lo salutò vincitore su Schumacher (secondo a 1”2 di distacco) e su Kimi Räikkönen (McLaren), che completò il podio con quasi 19”4 di distacco.

2014, la rivalità Rosberg-Hamilton

Lo sport insegna che il primo avversario è sempre il proprio compagno di squadra. In effetti, i dualismi fra “colleghi” di uno stesso team sono stati, nella storia, tanti e tali che è perfino superfluo ricordarne anche soltanto quelli più clamorosi. In epoche più recenti, milioni di appassionati sono rimasti per anni con il fiato sospeso di fronte al lungo duello che ha contrapposto Lewis Hamilton e Nico Rosberg: un testa a testa sotto il marchio della Stella a Tre Punte che ha, al GP del Bahrain 2014 (terza gara della stagione che inaugurò la nuova era della Formula 1 ibrida), vissuto un altro dei suoi episodi salienti.

Prima fila tutta argento

La pole position venne, in quell’occasione, conquistata da Nico Rosberg, con il compagno di squadra Lewis Hamilton secondo a tre decimi di distacco in qualifica. Posizioni che, al via, vennero ribaltate: Hamilton scattò più rapidamente del compagno di squadra, e agguantò così la leadership di gara. Ottima partenza per Felipe Massa che, qualificatosi ottavo con la Williams-Mercedes, nei primi metri ebbe la meglio su Valtteri Bottas (sulla seconda Williams), Jenson Button (McLaren-Mercedes), Nico Hülkenberg (Force India-Mercedes) e sulle due Ferrari di Fernando Alonso e Kimi Räikkönen (Ferrari).

La giostra dei pit stop

Poche storie: il duo Mercedes era, e rimase, davanti a tutti. Anche nella strategia dei pit stop, che vennero effettuati più tardi rispetto ai piloti che, nel primo terzo di gara, occupavano le migliori posizioni. Il duello fra Rosberg e Hamilton si fece serrato, giro dopo giro, con un continuo scambio al comando della corsa, fino alla ventesima tornata, in cui Hamilton fu il primo dei due alfieri Mercedes ad entrare ai box. Rosberg lo imitò due giri dopo, per rientrare in seconda posizione dietro al compagno di squadra.

Safety car, nuovo cambio gomme e testa a testa finale

Una collisione fra la Lotus-Renault del venezuelano Pastor Maldonado e la Sauber (motorizzata Ferrari) del messicano Esteban Gutiérrez, avvenuta al 40. giro, comportò l’ingresso della safety-car in pista. Ad approfittarne furono tanto le due Ferrari quanto le due Mercedes. Alla ripartenza, la situazione vedeva sempre Hamilton al comando, incalzato da Nico Rosberg. Negli ultimi giri, il tedesco tentò, in diverse occasioni, il colpaccio ai danni del compagno di squadra, ma senza mai riuscirci. Le posizioni vennero così mantenute fino al traguardo, con una festa finale tra i due portacolori delle “Frecce d’Argento” rimasta indimenticabile.

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