Abarth day - una chiacchierata con Antonino Labate


Ieri vi abbiamo mostrato la 500 Abarth, svelata a sorpresa durante l'inaugurazione della nuova sede Abarth, nella Officina 83 a Mirafiori. La sede è davvero di grande impatto visivo, un ottimo esempio di recupero di un area industriale da tempo inutilizzata.

Durante la nostra visita abbiamo avuto occasione di fare una chiacchierata con Antonino Labate, responsabile "business operations" di Abarth, che ci ha raccontato della sua soddisfazione per come tutto proceda velocemente ("alla Abarth"). La rete commerciale è a buon punto, con 26 concessionarie in Italia, che saranno seguite dalle 5 concessionarie svizzere (l'annuncio verrà dato a Ginevra) e, in seguito, delle concessionarie in Germania, con l'obiettivo di aprire 70 concessionarie in tutta Europa entro fine 2008.

Labate era molto soddisfatto (ovviamente) dell'andamento delle vendite della Grande Punto, con 1.500 ordini in tre mesi: praticamente un auto venduta su due nel segmento è Abarth, con un pubblico piuttosto giovane (oltre il 30% dei clienti ha meno di trent'anni). Le aspettative per la 500 Abarth sono per numeri decisamente superiori, con clienti di tutte le età, dai nostalgici della prima 500 Abarth a giovani che non avevano mai sentito parlare di Abarth prima.

Da quanto siamo riusciti a capire dopo la chiacchierata con Labate, i prezzi della 500 Abarth saranno simili a quelli della Grande Punto Abarth. La versione top, la 500 SS da 160 cavalli con assetto dovrebbe costare meno di 25.000 €.



Infine i progetti futuri. Oltre ad un impegno continuo nelle corse, è previsto che nei 23.000 metri quadri dell'Officina 83 vengano installate delle linee di produzione e di verniciatura, che consentiranno ad Abarth di sviluppare nuovi modelli (probabilmente nuove carrozzerie su pianali già esistenti). Quando abbiamo chiesto se Abarth sarebbe rimasta ferma ai segmenti A e B, Labate ci ha risposto: "Non si rimarrà confinati alle piccole e compatte".

Concludiamo con una curiosità: il ricreato ufficio di Karl Abarth, con foto, scrivania e telefono dell'epoca (senza dimenticare il cesto di mele, delle quali si racconta che Abarth ne mangiasse 20 al giorno).





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