Ssangyong in crisi: avviata l’amministrazione controllata

La Casa coreana rischia nuovamente il fallimento con 331 milioni di dollari di debiti.

SsangYong Motor Co. è stata nuovamente sottoposta a amministrazione controllata. Il procedimento si è attivato dopo che la società madre indiana, Mahindra & Mahindra Ltd., non è riuscita ad attirare un investitore durante la protratta pandemia di Coronavirus.

Saltate le trattative con HAAH Automotive Holdings Inc

Il tribunale fallimentare di Seul ha approvato il processo di riprogrammazione del debito per SsangYong Motor, visto che l’importatore di veicoli statunitense HAAH Automotive Holdings Inc. non ha presentato una lettera di intenti per acquisire la casa automobilistica in difficoltà. Mahindra aveva infatti tenuto colloqui con HAAH per vendere la sua quota di maggioranza come parte del suo piano di riorganizzazione globale in mezzo alla pandemia. E il tribunale aveva richiesto all’unico potenziale investitore di presentare una lettera di intenti tramite SsangYong entro il 31 marzo, ma la società statunitense non ha inviato i documenti.

In 10 anni 2 volte sull’orlo dell’abisso

Di fatto è la seconda volta che la casa automobilistica asiatica è stata sottoposta ad amministrazione controllata, dopo aver attraversato lo stesso processo dieci anni fa. L’amministrazione controllata è un passo prima del fallimento nel sistema legale sudcoreano, durante il quale il tribunale deciderà se resuscitare o meno la società e come farlo.

SsangYong ha presentato istanza di amministrazione controllata il 21 dicembre 2020, dopo non essere riuscita a ottenere l’approvazione per rifinanziare 165 miliardi di won (148 milioni di dollari) in prestiti dai creditori. Ma, grazie alle trattative con HAAH, ava ottenuto una sospensione del debito di tre mesi. Ora, sotto amministrazione controllata, la sopravvivenza di SsangYong dipende dalla comparsa, o meno, di un nuovo investitore per acquisire la società  dopo il regolamento del debito e altri sforzi di ristrutturazione.

Avviata una due diligence

Ora la società di revisione EY Hanyoung condurrà una due diligence sulle condizioni finanziarie della casa automobilistica per calcolare il volume complessivo del suo debito e decidere se il valore della continuità aziendale è maggiore della sua liquidazione. EY Hanyoung dovrebbe presentare la sua relazione finanziaria su SsangYong alla corte entro il 10 giugno.

Secondo quanto riferito, SsangYong deve ancora pagare 370 miliardi di won (331 milioni di dollari) in stipendi ai suoi dipendenti e pagamenti ai suoi subappaltatori. Da parte sua Mahindra ha dichiarato di non aver intenzione di iniettare nuovo capitale in SsangYong e si dimetterà dalla sua posizione di maggiore azionista dell’unità sudcoreana se troverà un nuovo investitore.

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