Restomod: l’Alfasud rivive con un cuore elettrico

Il progetto di un ingegnere aerospaziale inglese è durato 18 mesi di lavoro.

Con la prima Alfa Romeo elettrica all’orizzonte, in arrivo nel 2024, e in occasione del suo 50esimo aniversario, l’iconica Alfasud diventa protagonista di un affascinante restomod che pone l’accento alla mobilità a zero emissioni. Il progetto non è Made in Italy ma proviene da Oltremanica, per mano di Sean Fosberry, un ingegnere aerospaziale inglese che ha realizzato da solo la conversione elettrica della sua vecchi compatta del Biscione del 1977.

La storia dell’esemplare

L’esemplare in questione era stato acquistato nel 1994 da un amico dell’ingegnere che l’aveva modificata installando un motore da 1,5 Litri potenziato con nuovi carburatori presi in prestito dalla versione sportiva Quadrifoglio. Dopo 15 anni la carrozzeria di questa Alfasud era stata sottoposta a un restauro totale nel 2019, prima che Fosberry decidesse di avviare la riconversione elettrica dell’auto.

18 mesi di lavoro per la conversone elettrica

La trasformazione, costata 18 mesi di lavoro, ha visto la sostituzione del motore boxer con un’unità elettrica Hyper 9 di NetGain, con circa 148 CV, contro i 105 del suo ultimo motore a benzina, e 200 Nm di coppia (+67 Nm). Il che dovrebbe tradursi in un sensibile incremento delle prestazioni, visto che la coppia massima garantita dall’unità a batteria è disponibile in modo istantaneo.

100 km di autonomia

Ad alimentare il propulsore elettrico ci pensa un pacco batterie da 24 kWh derivato dalla Nissan Leaf di prima generazione, che si ricarica al 100% in circa tre ore grazie a un caricatore Elcon TC da 6,6 kW. L’autonomia dichiarata è di circa 100 chilometri, mentre la trasmissione è quella di un’Alfa 33 4×4 del 1994, il che la rende un’elettrica integrale.

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