F1 GP di Monaco: Testa a testa

Dopo la conclusione del GP di Monaco analizziamo il comportamento dei piloti nel confronto delle performance tra compagni di squadra.

Quello che segue il GP di Monaco di F1 è un testa a testa particolare, perché si è corso su un circuito unico nel suo genere, che presenta difficoltà differenti dalle altre piste e mette particolarmente sotto pressione squadre e piloti.

Leclerc VS Sainz: la furia rossa di Carlos si prende la scena in gara mentre Charles paga carissimo l’errore in qualifica nonostante la pole position

Il bicchiere è sicuramente mezzo pieno, perché la Ferrari è tornata protagonista, e avrebbe anche potuto vincere a Monaco, ma il sole rosso nel principato è offuscato dalle nubi arrivate nel Q3. L’incidente di Leclerc nell’ultimo tentativo utile ha chiuso di fatto le qualifiche consegnando la pole position al monegasco, ma il problema al semiasse sinistro riscontrato prima della gara ha messo fuori gioco la rossa numero 16 togliendo punti preziosi alla squadra di Maranello e la possibilità di cogliere una vittoria che sembrava utopia fino allo scorso GP. Così, il secondo posto di Sainz rappresenta più un rammarico che una gioia, ma nel complesso il pilota spagnolo si è aggiudicato il confronto con Leclerc perché non ha danneggiato la sua Ferrari pur trovando un ottimo quarto tempo in qualifica ed un meraviglioso podio in gara. L’acuto del pilota di Casa è stato vanificato dall’errore successivo, e non è la prima volta che accade, anche a Baku, in passato, Leclerc fu vittima del suo agonismo. Il talento del numero 16 non è in discussione, ma per vincere non basta andare veloce, è necessario salvaguardare la monoposto.

Hamilton VS Bottas: il finlandese è vittima della sfortuna, Hamilton della frustrazione

Già in qualifica era chiaro che Hamilton fosse in fase involutiva, nel Q1 e nel Q2 sembrava nascondersi, ma poi il bluff è stato svelato nel Q3, e così è stato letteralmente umiliato da Bottas. In gara ha continuato a battibeccare con il muretto box vedendosi sfilare davanti Gasly dopo la sosta, e la settima posizione finale gli ha fatto perdere la leadership nella classifica piloti. Almeno ha ottenuto il giro veloce in gara, ma da uno come lui ci si aspetta molto di più. Bottas, dal canto suo, è rimasto vittima della sfortuna, e forse di un team che quando sbaglia, spesso e volentieri sbaglia su di lui, la ruota anteriore destra che non si sfila quando era secondo e lo costringe al ritiro è l’immagine emblematica del suo momento: è puntualmente oscurato da Hamilton e quando può rifarsi arriva il fato, o semplicemente la malasorte ad accanirsi su di lui. Eppure in qualifica il suo l’aveva fatto, poteva contendere la vittoria a Verstappen, ma non ha potuto. Certo, la sua gestione delle gomme non l’avrebbe favorito per la vittoria, ma con una seconda posizione la Mercedes avrebbe conservato il primato nella classifica dei costruttori.

Verstappen VS Perez: Max stravince, ma Perez non è da meno e riscatta una qualifica discutibile, finalmente aiuta la squadra con punti pesanti

Che dire di Verstappen, si morde la lingua quando Leclerc spalma la sua Ferrari sulle barriere, esulta silenzioso sotto il casco quando scopre di essere lui a partire davanti a tutti, e mostra i muscoli a Bottas facendogli capire da subito che la gara è sua e di nessun altro! Se c’è uno che quest’anno può interrompere il dominio di Hamilton quello è sicuramente lui, ma adesso per l’olandese viene il difficile, perché se Lewis riuscirà a trovare di nuovo il feeling con la squadra le prossime gare diventeranno delle battaglie epiche. Per vincere però avrà bisogno di un Perez al 100%, come quello visto nella gara di Monaco, un compagno di squadra che risale posizioni, conquista punti pesanti e aiuta il team a primeggiare tra i costruttori. Se non fosse per il talento di Max, Sergio “il messicano volante” oggi avrebbe meritato un’accoglienza da re al suo ritorno ai box. Di certo avrà avuto uno sguardo d’assenso da parte di Marko, che magari non l’avrà atteso come un cocker che rivede il padrone al ritorno da un lungo viaggio, ma per una volta avrà mostrato una parvenza di soddisfazione nei suoi confronti. Insomma, Perez non ha vinto contro Verstappen perché l’olandese ha stravinto! Però ha recuperato 5 posizioni e a Monaco è un’impresa che vale quasi quanto una vittoria.

Norris VS Ricciardo: Lando doppia il compagno di squadra che a Monaco era venuto per vincere

Nei sogni di Ricciardo c’è un incubo e si chiama Lando Norris: è giovane, è disponibile, scherza come lui, ma in pista fa la differenza proprio come faceva lui fino a quando non è approdato in McLaren. E dire che l’accoppiata Ricciardo-McLaren con power unit Mercedes faceva paura a tutti. Oggi però l’australiano è transitato sotto la bandiera a scacchi in 12esima posizione, mentre il suo compagno di squadra è salito sul podio insieme a Verstappen e Sainz. Come sono lontani i tempi in cui beveva dalla scarpa, e come è lontano da Norris che in gara si è permesso il lusso di doppiarlo! Il confronto tra i due non c’è stato, né in qualifica né in corsa, e pensare che a Portimao Daniel aveva detto che avrebbe vinto almeno una gara nel 2021, precisando che sarebbe stata quella di Monaco, forse intendeva Monaco di Baviera?

Vettel VS Stroll: Vettel ritrova motivazione e concentrazione, chiude quinto e si rimette in gioco con l’Aston Martin, ma Stroll è tenace

Sulle piste dove emergono i campioni, piloti con esperienza e ancora decimi importanti nel piede destro, driver del calibro di Vettel rispondono. Si è visto in qualifica, con Stroll fuori dal Q3 e Seb in pista a contendersi una delle migliori posizioni in griglia, ma si è visto soprattutto in gara, quando c’era da uscire forte dai box e rientrare con fermezza davanti a Gasly ed Hamilton; ebbene, in quel delicato frangente Vettel a Monaco ha fatto la differenza, guadagnando una quinta posizione che lo rincuora in vista dei prossimi appuntamenti. Non è ancora il pilota che conoscevamo ma sta facendo vedere lampi di classe e per il momento può bastare, ma è chiaro che non è per chiudere fuori dal podio che è stato ingaggiato. Per questo weekend il confronto con Stroll è suo, il compagno di squadra del tedesco 4 volte campione del mondo ha comunque ottenuto un ottavo posto importante, considerando la posizione di partenza, ma la prestazione di Seb ha dimostrato che quando guida come sa è ancora lui il leader.

Alonso VS Ocon: il leone spagnolo non ruggisce e il digiuno di Monaco lo rende sempre più affamato, Ocon porta all’Alpine punti preziosi

Ancora un altra gara da dimenticare per Alonso, uno che a Monaco sa come si vince, come si conquista la pole position, ma che al momento sembra averlo dimenticato. La sua difficoltà di adattamento all’Alpine sottolinea come siano difficili queste monoposto anche per chi viene da vetture che ancora erano considerate “maschie”, e come sia arduo ad una certa età tornare in F1 da vincente. Il momento è particolare, perché nel principato Alonso è andato in crisi con una qualifica da dimenticare, al termine della quale aveva il 17esimo posto in griglia, un numero che ritorna in maniera sempre più nefasta… Poi in gara, a momenti non è stato inquadrato, ha finito in 13esima posizione, altro numero non certo rassicurante, guardando dal balcone un podio che vede lontanissimo. E dire che nel box a fianco a lui non c’è Hamilton, non c’è Leclerc, e nemmeno Verstappen, ma un pilota solido e ben strutturato nel team come Ocon che ha fatto il suo, con un’onesta nona posizione finale, niente di cui andare fieri, un risultato che non vai certo a sbandierare, ma che è comunque migliore di quello ottenuto da un 2 volte campione del mondo che è tornato come un leone e adesso se ne sta a testa china quasi a cercare chissà dove quelle spiegazioni di una debacle che sta diventando persino imbarazzante. Intendiamoci, non c’è nessun accanimento, il talento di Alonso è immenso, e il passato non si discute, ma con questo presente il futuro è incerto, e attualmente manca a tutti, soprattutto alla F1 che avrebbe bisogno anche di lui.

Gasly VS Tsunoda: il francese fa i compiti a casa, il giapponese arriva a Monaco impreparato e 10 posizioni indietro rispetto al compagno di box

La vita in F1 non è difficile solamente per chi torna, ma anche per chi arriva, ne sa qualcosa Tsunoda, tanto atteso, tanto declamato nei test, bravo nella prima gara e poi, GP dopo GP, sempre più in difficoltà. Il focoso giapponese forse è troppo arrogante con il piede destro, e potrebbe rispondere in maniera poco idonea alle sicure rimostranze che arriveranno da Marko se dovesse continuare così, ma per il momento non trova il bandolo della matassa e, nell’opaca gara di Monaco, conferma il poco edificante 16esimo posto maturato in qualifica. Anche Gasly ha confermato la posizione in griglia al termine della corsa, con la differenza che è finito sesto sia nelle prove di qualificazione che sotto la bandiera a scacchi. Un abisso prestazionale che si sente, si percepisce, e che mette Tsunoda nella necessità di riscattarsi al più presto, ma senza fare danni, perché la F1 non perdona e nemmeno Marko. Il francese, ormai di casa a Faenza, invece si gode un momento in cui sta portando a casa punti importanti per il team, sta maturando ulteriormente come pilota, e sta beneficiando di una costanza molto apprezzata nella massima formula. Magari non guiderà una Red Bull in futuro ma i suoi estimatori nel circus non mancano.

Giovinazzi VS Raikkonen: più Antonio brilla più Kimi si spegne

Una netta vittoria di Giovinazzi è quella che arriva dal GP di Monaco nei confronti del compagno di squadra Raikkonen. Antonio volava in qualifica, e forse avrebbe ottenuto un risultato più soddisfacente di una comunque lusinghiera decima posizione, ma c’è stato il botto di Leclerc e i giochi sono finiti anche per lui. In gara era veloce, ma a Monaco, si sa, sorpassare è quasi impossibile, e così è finito decimo, con 1 punto mondiale, ma con la consapevolezza di essere molto più veloce di Ocon che lo precedeva. Raikkonen, dal canto suo, ha migliorato la 14esima posizione della qualifica, ma è rimasto fuori dalla zona punti, con un 11esimo posto che fa non fa né morale né risultato. Ci manca l’Iceman dei bei tempi…

Russell VS Latifi: il duello si decide in qualifica dove Russell non da scampo al compagno di squadra

Ancora una vittoria per Russell su Latifi nel duello interno in casa Williams, la monoposto non è certo quella che la scuderia inglese poteva vantare un tempo, e così è costretta a veleggiare a fondo classifica. Ma Russell in qualifica dimostra sempre di avere il talento per tirare fuori quelle prestazioni che farebbero comodo a tanti team di punta, mentre Latifi arranca anche in prova. Così, il primo è entrato in Q2, mentre il secondo non è andato oltre il Q1. In gara a Monaco c’è poco da fare a livello di sorpassi, e se parti nelle retrovie non hai speranza, per cui il 14esimo ed il 15esimo posto ottenuti da Russell e Latifi non rappresentano altro che il minimo sindacale, sono la prova che anche in questo GP hanno timbrato il cartellino.

Schumacher VS Mazepin: il russo si riscatta ma Schumacher compie un sorpasso che a Monaco è raro come un Monet

Povero Mazepin, si fa per dire, il russo era stato indicato come il primo pilota ad andare a sbattere contro le barriere dai bookmakers, e invece, ironia della sorte, è stato Schumi Jr. a far conoscere alla Haas quanto siano dure le protezioni di Monaco nelle libere. Però “Schumigno” gli diamo questo nomignolo brasiliano in virtù del sorpasso portato a termine proprio su Mazepin al primo giro, a modo suo ha provato a fare qualcosa con la monoposto più lenta del circus, per poi finire dietro a Mazepin per problemi tecnici. Quindi, questa volta il confronto è pari, e su una pista così impegnativa il driver russo ha dimostrato di possedere le qualità per essere in F1 non sbagliando dove molti hanno sbagliato.

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