Lamborghini Huràcan Evo Spyder: un V10 da urlo (VIDEO)

Abbiamo provato la sportiva a cielo aperto del Toro capace di mixare emozioni d’altri tempi con la tecnologia di oggi

Perla rara nel mondo degli ibridi che tende all’elettrico, il motore V10 ha scritto parentesi entusiasmanti in Formula 1 dal 1989 al 2005, e adesso trova spazio nelle forme seducenti della Lamborghini Huràcan Evo Spyder per esprimersi al meglio e deliziare i timpani dei fortunati clienti che hanno il privilegio di poterla guidare. Noi di Autoblog.it abbiamo potuto vivere in prima persona questa esperienza che sfocia tra il mistico e l’onirico grazie ad un sound unico e ad una progressione entusiasmante, capace di togliere il fiato, ma gestita alla grande dai tanti sistemi che rendono questa Lambo tanto affilata quanto efficace.


Colorazione Verde Selvans per esaltare forme ed aerodinamica


La livrea Verde Selvans esalta un corpo vettura rivisto nel frontale, grazie ad un paraurti più affilato e complesso; nell’aerodinamica, con lo spoiler forato integrato nel posteriore ed un sottoscocca rivisitato; e nella vista posteriore più cattiva con gli scarichi alti centrali presi in prestito dalle versioni da gara della Huràcan Evo.


17 secondi per mostrare al mondo l’abitacolo hi-tech


L’abitacolo è ancora più hi-tech con lo schermo del sistema d’infotaiment da 8,4 pollici che rende ancora più accattivante il tunnel centrale, sfoggia sedili che sono un’opera d’arte ed un volante tanto bello quanto efficace nell’utilizzo con il comando per cambiare modalità di guida, l’Anima, nella parte bassa. Non manca la strumentazione digitale che cambia a seconda della voce dinamica selezionata, e il tutto si scalda alla luce del sole in soli 17 secondi: è questo il tempo richiesto alla capote per rientrare nel suo alloggiamento fino ad una velocità di 50 km/h.


Tanta tecnologia per guidare al massimo


Alla guida questa Lamborghini è adrenalina pura, che scrive versi di emozione tra le curve, con il suoi 640 CV che spingono mediante un allungo prodigioso che arriva fino agli 8.000 giri ed un cambio a doppia frizione a 7 rapporti che spara le marce con il tempismo di un cecchino. I sistemi che aiutano il driver nella dinamica sono rappresentati da quello denominato LPI, Lamborghini Piattaforma Inerziale, che sfrutta sensori di accelerazione e giroscopici presenti nel baricentro dell’auto per avere una fotografia in tempo reale delle sollecitazioni che la vettura sta affrontando; e dall’altro chiamato LDVI, Lamborghini Dinamica Veicolo Integrata che, analizzando le condizioni esterne in base alla risposta delle sospensioni e della trazione integrale, e lo stile di guida di chi è al volante, predispone la Spyder ad affrontare al meglio la strada che l’aspetta.

Ma non è tutto, perché ci sono anche il controllo di trazione avanzato, lo sterzo dinamico, le sospensioni magnetoreologiche, la trazione integrale e le quattro ruote sterzanti a dare man forte al guidatore. Ma attenzione, non pensate che la guida sia filtrata e predigerita, perché sarete sempre voi in prima persona gli autori del viaggio, i registi della dinamica, insomma, quelli che prenderanno le decisioni più importanti, imposteranno il copione e lo eseguiranno in base al proprio modo di pensare, di agire e, in buona sostanza, di guidare.

Certo, le prestazioni sono pazzesche, perché velocità massima di 325 km/h a parte, l’accelerazione è portentosa: si va da 0 a 100 km/h in soli 3,1 secondi, mentre in 9,3 secondi si tocca il traguardo dei 200 km/h sempre con partenza da fermo. Quindi, occhio a non prendervi più confidenza di quanta non ve ne dia, perché le leggi della fisica sono uguali per tutti.

In un momento così incerto ci piaceva condividere con voi lettori una certezza: quella che in Italia nascono le auto più belle del mondo! E adesso buona visione.

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