Le Tesla hanno 6 anni di vantaggio: il segreto tecnologico delle auto di Elon Musk

Ingegneri giapponesi hanno smontato una Model 3 alla ricerca dell'arma in più delle auto elettriche californiane, e l'hanno trovata

Tesla Model 3

Come marchio relativamente giovane Tesla affronta delle sfide complicate che i suoi concorrenti non conoscono; non è un caso che, per diverse decadi, non siano nati nuovi marchi automobilistici, o che quei pochi che si sono affacciati sul mercato non abbiano avuto lunga vita.


Allo stesso modo, però, partire da zero può essere anche un vantaggio, se ben gestito. E questo è proprio il punto su cui Tesla sarebbe riuscita a fare leva. La Casa di Palo Alto non avrà i numeri o le reti di concessionari dei rivali tradizionali, ma questo aspetto le da una certa libertà di azione per muoversi su terreni sui cui gli altri marchi non possono azzardare.


Il miglior esempio viene da un report pubblicato dalla rivista giapponese Nikkei Asian Review che, con l’aiuto di ingegneri di marche giapponesi ha smontato una Tesla Model 3 per scoprire cosa rende così speciali le auto di Elon Musk.


Normalmente quando si parla della Model 3 si mettono in evidenza caratteristiche come l’autonomia e lo stato avanzato di sviluppo delle batterie. Stesso valore lo ha il prezzo, nonostante lo sviluppo di una nuova piattaforma e un processo di fabbricazione unico, grazie alle giga-factory.



Ad ogni modo questi sono aspetti che le altre Case Automobilistiche stanno già imitando, prendendo come modello e in alcuni casi anche superando. È inevitabile che gli investimenti dei grandi costruttori stiano già portando buoni risultati nello viluppo di auto elettriche e che stiano iniziando già a superare le Tesla in autonomia e prezzo, obbligando la Casa californiana a reagire.

Due chip che fanno la differenza


Ma la vera arma segreta di Tesla, ciò che realmente ha sorpreso questi ingegneri che hanno analizzato la Model 3 è un’unica scheda, nascosta dietro al sistema di dissipatori delle batterie con raffreddamento ad acqua. Si tratta del ‘cervello’ elettronico della Model 3, composto da due chip che gestiscono gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale e del sistema di controllo dell’auto.



Questo è il nuovo sistema, integrato in tutte le nuove Model 3, Model S, Model X, e sulla futura Model Y, vendute a partire da aprile del 2019. I chip sono fabbricati da Samsung e sono stati disegnati per svolgere avanzate funzioni di guida autonoma usando le telecamere dell’auto.

Hardware 3


È grazie a questo sistema che Elon Musk promette che, a partire proprio da quest’anno, Tesla lancerà una nuova versione dell’Autopilot, in grado di garantire una guida veramente autonoma. I chip in questione sarebbero particolarmente avanzati nell’analizzare le condizioni di guida e le varie situazioni in tempo reale e prendere decisioni al momento, in tempi estremamente ridotti. E così sarebbe nato Hardware 3, la terza versione del computer delle Tesla.


Di fatto proprio questi chip sarebbero diventati l’elemento tecnologico più avanzato non solo di Tesla ma di tutta l’industria automobilistica. Gli ingegneri di altre Case giapponesi coinvolti nello studio, ma rimasti in incognito, si sarebbero mostrati particolarmente sorpresi da questa tecnologia affermando “noi non possiamo farlo”.



Mani legate per le altre Case


Di fatto non è che Case automobilistiche come Toyota o Volkswagen siano incapaci di sviluppare un sistema simile: semplicemente non posseggono tanta libertà di sviluppo per prendere una decisione così rivoluzionaria nel sistema di produzione delle proprie auto. Decidere improvvisamente di sviluppare un sistema così sofisticato come quello di tesla avrebbe infatti delle enormi ripercussioni nella catena di produzione; in concreto renderebbe improvvisamente inutili altri componenti dei fornitori. Un’auto moderna, insomma, non dipende da uno o due chip; è il risultato di una complessa rete di sistemi interconnessi.


E per una Casa costruttrice uno dei pilastri portanti è proprio costituito dalle relazioni con i fornitori, grazie alle quali ottengono componenti a basso costo e in tempi rapidi. Mani legate, quindi, per lo sviluppo di tecnologie di rottura come quelle di Tesla. Per decadi l’industria automobilistica è stata dipendente da queste relazioni, ma sembra che ora non sia più sufficiente.


Per tutto ciò gli ingegneri che hanno collaborato con la Nikkei Asian Review hanno affermato  che Tesla si trova attualmente “sei anni più avanti” del resto dell’industria automobilistica; perché, di fatto, è proprio questo l’arco di tempo che servirebbe a una Casa costruttrice per sciogliere la dipendenza dai fornitori.

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