Stellantis: rilancio dei marchi e mobilità sostenibile

Potenziare la presenza dei brand, nessuna ricaduta sull’occupazione, riflettori puntati sull’elettrificazione: i punti chiave delle strategie Stellantis.

Rilancio di alcuni dei principali marchi del nuovo Gruppo; nessun ridimensionamento in termini di produzione, dunque mantenimento del personale. Il futuro di Stellantis (l’unione tra Fca e Psa porta in dote 400.000 dipendenti) inizia a delinearsi, in particolare per alcune delle aziende italiane di primo piano quali Alfa Romeo e Maserati sebbene – ammette l’amministratore delegato Carlos Tavares nella conferenza stampa di insediamento – la new Co è appena all’inizio: essenziale, nella prima fase di esistenza operativa del Gruppo, operare sulla crescita redditizia dei brand-icona che andranno rilanciati.

Sostenerne l’ulteriore crescita, dunque, e non ridimensionarne i rispettivi ruoli. Contestualmente, si pone l’accento sugli stabilimenti: l’impegno, in questo senso, è di proseguire le attività di produzione senza alcuna chiusura. Come dire: dalle sinergie tra Fca e Psa (5 miliardi di euro complessivamente – l’80% dei quali sarà già disponibile nei prossimi quattro anni – e 14 marchi che entrano a far parte dell’”universo” Stellantis) deriverà un meccanismo di maggiore efficienza per tutti i complessi industriali.

Questi obiettivi, recita una nota stampa, verranno raggiunti attraverso processi di implementazione di strategie di acquisto e di investimento intelligenti, l’ottimizzazione dell’utilizzo delle diverse piattaforme e lo sviluppo delle motorizzazioni, l’applicazione di attività di ricerca e sviluppo all’avanguardia e una continua attenzione all’efficienza produttiva e di lavorazione. Queste stime di sinergia non si basano sulla chiusura di stabilimenti derivanti dalla transazione.

I benefici per Fiat

È proprio l’ottimizzazione delle risorse industriali (leggi: in primis, la condivisione dei pianali) che si offrono ulteriori possibilità di sviluppo. Fiat sarà, sostiene il nuovo amministratore delegato Stellantis, uno dei marchi orientati ad ottenere i maggiori benefici dalla fusione. Oltre che sull’economia di scala (come ad esempio avviene in Germania, in cui Opel Corsa – dalla piattaforma condivisa con Peugeot 208 e Citroen C3, vende meglio in rapporto alle principali competitor di segmento), la crescita di Fiat potrà avvenire iniziando dal miglioramento di qualità e di costi negli stabilimenti italiani.

Accelerare sull’elettrificazione

Lo sviluppo della mobilità, la creazione di nuove soluzioni a livello globale in grado di soddisfare le esigenze, in continua evoluzione, dei clienti e dei mercati: l’universo Stellantis sarà   In materia di elettrificazione, oltre all’attuale portfolio che si articola su 29 modelli, entro la fine del 2021 ne verranno lanciati ulteriori dieci. In totale, fra poco meno di un anno le proposte a basse (o del tutto assenti) emissioni di CO2 allo scarico di Fca e Psa arriveranno a sfiorare quota 40. Sarà un preludio ad una “offensiva eco friendly” ancora più marcata, che culminerà nel 2025 all’offerta di una versione elettrica per ogni modello della futura lineup.

Ecco Lancia!

Grande attesa per il futuro del nobile marchio torinese, da lungo tempo sostenuto soltanto dalla longeva “segmento B” Ypsilon che in Italia – unico Paese in cui da un paio di anni viene commercializzata – è costantemente nelle prime posizioni di vendita e, nel 2020, ha arricchito la propria lineup con l’inserimento della variante Hybrid a costituire un trio “green di nuova generazione” insieme a Fiat Panda e Fiat 500. Il nuovo organigramma del top management Stellantis parla chiaro: accanto ad Alfa Romeo e DS (che vengono guidati da, rispettivamente, Jean-Philippe Imparato e Béatrice Foucher), la Divisione dei marchi premium consta proprio di Lancia, il cui numero uno è Luca Napolitano, già a capo delle attività Fiat e Abarth per la regione EMEA. È dunque chiaro che, per i vertici della new Co con sede ad Amsterdam, Lancia sia una realtà da valorizzare (insieme, va detto, a Chrysler), tanto che per posizionamento viene collocato su un gradino superiore rispetto ad Opel-Vauxhall e Peugeot. I pronostici sono apertissimi: vedremo, a breve-medio termine, un nuovo modello, magari da realizzare sulla piattaforma CMP-Common Modular Platform sviluppata da Psa? Staremo a vedere. In ogni caso, la conferma di Lancia fra i premium brand di Stellantis è già un’ottima notizia.

Elkann: “I vantaggi competitivi sui quali si fonda la presenza Stellantis”

Il presidente del nuovo Gruppo, John Elkann, indica quali sono i punti di forza portati in dote dai 14 marchi che entrano a far parte dell’universo Stellantis: “Non è un caso che la nascita di Stellantis sia avvenuta in un momento in cui il mondo ha bisogno di un nuovo tipo di realtà automotive, orientata verso soluzioni pulite ed intelligenti per offrire libertà di movimento a tutti”. “Grazie alle nostre dimensioni ed alla nostra presenza internazionale, possediamo le risorse per investire in tecnologie all’avanguardia e fornire ai nostri clienti un’eccellenza di primo piano e una scelta impareggiabile. Tuttavia, il nostro principale vantaggio competitivo viene rappresentato dalla diversità geografica e culturale dei dipendenti Stellantis: sono loro che, con la propria energia, il know-how e l’impegno, hanno reso giorno dopo giorno Stellantis quello che oggi è”.

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