Os-Cars: le auto simbolo del Novecento raccontate in podcast

Sui canali Spreaker, Spotify ed Apple Podcast verranno raccontate le vetture più rappresentative nella vita quotidiana, nel cinema ed in televisione

La storia non è fatta soltanto di numeri: c’è anche la risposta delle persone di fronte ad un fenomeno, l’immediata riconoscibilità di un oggetto. In questo caso, a farla da padrone sono le auto “più”, ovvero quelle più note anche da parte di chi non sia intenditore di automobilismo in senso stretto. E quali sono le vetture-mito nell’immaginario collettivo? Quali modelli hanno contrassegnato in maniera indelebile intere generazioni di persone nel mondo? Quante ne hanno costruite e “perché” vengono considerate più che “semplici” automobili? A tutte queste domande risponderà “Os-Cars”, ovvero “Auto da Oscar”, nuova iniziativa digitale organizzata da Triboo Media e che va in onda sui principali canali social: Spreaker, Spotify ed Apple Podcast.

La storia dell’auto a portata di smartphone

Ogni modello viene presentato, spiegato e illustrato nella propria evoluzione e nell’importanza che ha avuto, e continua ad avere, a livello mondiale. E si stratta di vetture non necessariamente più vendute (non sempre), ma anche più identificative di un contesto espressivo e culturale che ha attraversato i decenni ed è giunto fino ai giorni nostri.

Ecco i modelli sotto i riflettori

La serie “Os-Car”, on air da oggi, illustrerà:

  • Fiat 500;
  • Volkswagen Maggiolino;
  • Alfa Romeo Giulietta;
  • Autobianchi Bianchina (l’auto di Fantozzi);
  • Mini Cooper;
  • Fiat Panda;
  • Aston Martin DB5 (l’auto-simbolo di James Bond);
  • DeLorean DMC12 (co-protagonista della saga cinematografica di “Ritorno al Futuro”);
  • KITT (la futuristica coupé, derivata da Pontiac Firebird Trans-Am, del telefilm “Supercar”);
  • Dodge Monaco (la celebre “Bluesmobile” del film “The Blues Brothers”).

Ce n’è per tutti i gusti

Os-Car” presenta dunque un ampio corollario di vetture: dalle “utilitarie” alle coupé di alta gamma, dai prototipi realizzati per esigenze di scena ai modelli fra i più venduti di sempre. E così, a fianco della immortale Fiat 500, venduta in quasi 4 milioni di esemplari fra il 1957 ed il 1975 e protagonista della conquista della prima auto per centinaia di migliaia di giovani o della seconda auto di famiglia all’epoca del “boom” economico, troviamo l’altrettanto leggendaria Maggiolino, che a fine 2020 ha celebrato i 65 anni dalla delibera dei primi esemplari in un immediato dopoguerra contrassegnato da una drammatica situazione europea e che ha continuato ad essere prodotta fino al 2003.

Ma anche la DeLorean DMC12 di “Ritorno al Futuro” (serie cinematografica che ha consegnato alla effimera e discussa coupé anglo-americana quella fama che altrimenti forse non avrebbe avuto) a fianco di Fiat Panda, neo-quarantenne e da lungo tempo leader di vendita in Italia, di Mini Cooper e della Aston Martin DB5 riconosciuta a livello universale come “la” vettura di James Bond.

Per non parlare di Alfa Romeo Giulietta (la “Fidanzata d’Italia” secondo un felice slogan non ufficiale dell’epoca a cavallo fra gli anni 50 e gli anni 60), la “Bianchina” (che molti ricordano come “l’auto del ragionier Ugo Fantozzi” ma è stata molto di più: una Fiat 500 “luxury”, declinata in versione quattro posti, “spiderina”, cabriolet e “Giardiniera”) e la mastodontica Dodge Monaco dei “Blues Brothers”, che sotto un abito da berlina “che più americana non si può” nascondeva la poderosa unità motrice 440 (in pollici cubi, ovvero 7.200 cc) V8 della altrettanto mitica Dodge Charger R/T protagonista di “Hazzard”.

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