Mazda e “La forma del tempo”: il rapporto intenso tra Giappone e Italia

Un docu-film racconta la grande storia di collaborazione tra Italia e Giappone, con particolare attenzione verso la Mazda MX-81 di Bertone.

Giappone e Italia, due Paesi così lontani ma così vicini. Due modi diametralmente opposti di vivere la vita, con culture lontane per tradizione, ma al tempo stesso unite dalla voglia di stupire, di impressionare il mondo. L’Italia, patria dell’arte, dello stile e della bellezza, poi il Giappone razionale, laborioso, lungimirante ma sensibile all’estro italico. L’unione di intenti fra queste due anime ha permesso di vedere grandi risultati nel corso della storia, che sono stati ripercorsi da Mazda con il docu-film “La forma del tempo” (per la regia di Dario Acocella), nel quale si rivive la nascita di un sodalizio unico tra i due Paesi, che ha radici solide e scolpite nel tempo.

Esempio di questa magnifica voglia di conciliare le qualità delle due Nazioni, è la Mazda MX-81, un prototipo così speciale e avveniristico da fare scuola, nonché il primo modello della Casa di Hiroshima a fregiarsi di questa significativa sigla. Il modello originale del 1981, era stato concepito dalla Carrozzeria Bertone per partecipare al Salone di Tokyo dello stesso anno. Grazie alla forza e alla curiosità di Mazda Italia, la vettura originale è stata riscoperta e restaurata per tornare a stupire.

Nuova vita alla MX-81

MX per Mazda rappresenta una filosofia di vita che riguarda l’innovazione e la tecnologia portata alla sua massima espressione. Il prototipo del 1981 è il capostipite di questa famiglia, ma a quarant’anni di distanza, la MX-30 – il primo veicolo totalmente elettrico della Casa di Hiroshima – fa da custode agli stessi principi basilari. La riscoperta della MX-81 Aria si deve a Roberto Pietrantonio, Managing Director di Mazda Italia, il quale nel 2019 aveva pubblicato una foto su Instagram che ritraeva tale prototipo con lo sfondo il Duomo di Milano. A questo punto nacque una vera e propria ricerca affannata della sorte dell’auto, con collegamenti frequenti tra l’Italia e il Giappone. Via via si è scoperto che la MX-81 Aria non era stata smaltita, ma era sopravvissuta e in buone condizioni. A questo punto, nasceva la voglia di riportarla al massimo lustro.

La ricerca ha risposto come punto di arrivo la Superstile di Moncalieri dove lavora una persona che aveva visto l’auto nascere: Flavio Gallizio. Proprio Superstile – nata nel 2015 – si è occupata del restauro conservativo, che si è contraddistinto per il mantenimento tanto dei materiali originali quanto dei segni del tempo. Si è poi passati alla scansione del colore originale, che è stato replicato per riverniciare completamente l’esterno, mentre la pelletteria è stata ripulita dai segni dell’umidità e sono state ricreate le fanalerie. Dopo il trattamento estetico in Italia, è stato effettuato quello tecnico in Giappone, che ha riportato alla piena vita la MX-81 Aria.

Al massimo dell’innovazione

La MX-81 Aria sapeva proprio di futuro, basta osservarla un attimo per capire quanto fosse tesa a raccontare il domani. Ci è riuscita pienamente, perché anche a distanza di quarant’anni se ne possono ammirare le soluzioni pionieristiche, a partire dalla sua aerodinamicità capace di consentirle un cx di 0,29 – merito anche dei tergicristalli a scomparsa nascosti da uno sportellino con funzione retrattile -, dai sedili anteriori che ruotano per facilitare l’accesso al divanetto posteriore, fino ad arrivare alle ampie superfici vetrate e al volante rettangolare con display centrale realizzato tramite un monitor a tubo catodico per vedere le mappe della città.

Come nasce il legame tra Giappone e Italia

Abbiamo parlato della MX-81, ma prima di arrivare a lei bisogna fare ancora dei passi indietro e scandagliare eventi più remoti. Il ponte tra le due nazioni nasce per merito di Hideyuki Miyakawa, giornalista che attraversa Londra, Parigi e l’Italia per un servizio fotografico. Arriva nel Bel Paese in moto durante gli anni sessanta, stabilendosi nello Stivale come corrispondente estero. Miyakawa respira l’aria di Torino, capitale dell’auto italiana e sede del Salone dedicato alle quattro ruote. Qui incontra due persone che saranno fondamentali per il proseguo di questa avventura: il ventenne Giorgetto Giugiaro (capo design di Bertone) e Maria Luisa Bassano, detta Marisa, interprete dal giapponese impiegata in fiera.

Miyakawa si sposerà con Marisa fissando la sua dimora a Torino, culla del design auto in cui vi sono tre carrozzerie speciali come Ghia, Bertone e Pininfarina. I due coniugi diventano in questo modo il trade union tra Italia e Giappone, con Mazda che accetta le idee dei torinesi e partecipa attivamente con i designer. C’era la voglia di importare nel Sol Levante, lo stile e la classe italiana, per impreziosire un mondo dell’auto spesso insensibile al bello. Grazie a Giugiaro, si arriva nel 1969 a concepire la Mazda Luce, un’auto che rispecchia in pieno il design automobilistico tricolore, poi – come abbiamo raccontato – giungiamo al 1981 e al prototipo di Bertone.

Il film

Il docu-film prodotto da Mazda con la regia di Dario Acocella e le musiche di Fabrizio Bondi, racconta in modo più approfondito quello che abbia cercato di sintetizzare, cioè il grande rapporto tra Italia e Giappone, attraverso il contribuoto di persone di spicco come: Ikuo Maeda – Head of Global Design di Mazda, Giorgetto Giugiaro – fondatore di Italdesign, Hideyuki Miyakawa – Giornalista e Nobuhiro Yamamoto – Ingegnere e progettista Mazda.

 

Ultime notizie su Mazda

Mazda viene fondata nel 1921 ed ha sempre legato la propria esistenza alla città di Hiroshima, tragicamente nota per la dolorosa esperienza della bomba nucleare Little Boy. In quegli anni Ma [...]

Tutto su Mazda →