Le 3 Ferrari preferite dal designer della F430

Ecco un viaggio alla scoperta delle auto del “cavallino rampante” preferite dal designer Frank Stephenson.

In un video, il designer statunitense Frank Stephenson si concede una classifica delle sue tre Ferrari preferite. Molti appassionati, nel tempo, hanno fatto la stessa cosa, ma qui l’elenco assume un valore particolare, perché stilato da un progettista che ha dato un apporto fondamentale, in casa Pininfarina, alla definizione stilistica di splendide opere del “cavallino rampante” come le F430, 599 GTB Fiorano, 612 Scaglietti ed FXX. Nel filmato, in lingua inglese, Frank Stephenson spiega, dall’alto della sua esperienza, le ragioni che lo hanno portato a questa selezione, basandosi ovviamente sul giudizio estetico. Ecco le tre “rosse” scelte dal noto designer d’oltreoceano.

Ferrari 365 GT4 BB

La Ferrari 365 GT4 BB nacque per sostituire la Daytona, con un’architettura meccanica completamente diversa: qui i buoi erano dietro il carro, al contrario dell’altra. Il motore a V di 180°, disposto in posizione centrale, era un 12 cilindri di 4,4 litri con 380 cavalli di potenza all’attivo. Impressionanti le performance, testimoniate da una velocità massima di oltre 300 km/h.

Splendido il design, frutto dell’estro creativo di Leonardo Fioravanti per Pininfarina. Il risultato del lavoro stilistico è un corpo sinuoso, elegante ed aggressivo, che regala emozioni da ogni punto d’osservazione. Fra gli elementi distintivi del modello possono essere citati i 6 gruppi ottici posteriori e gli altrettanti terminali di scarico, che segnano la differenza rispetto alla successiva BB 512. Solo 387 esemplari furono allestiti dalla casa di Maranello. Per Stephenson quest’auto ha fatto scuola, con un design sbalorditivo.

Ferrari 250 GT Lusso

La Ferrari 250 GT Lusso è considerata da molti una delle “rosse” più riuscite di tutti i tempi. In effetti Pininfarina ha disegnato per questa vettura una carrozzeria di sublime eleganza, dove i tratti flessuosi armonizzano le nitide alchimie dei volumi. I tecnici di Maranello, in fase di progettazione, scelsero una posizione avanzata del motore, per garantire maggior spazio agli occupanti, coccolati da un’insospettabile dose di comfort, in un abitacolo ricco di fascino.

L’estesa finestratura del padiglione elargisce copiose dosi di luce agli spazi interni. In coda spicca un timido accenno di spoiler, che dona slancio all’insieme. Eccellente, come al solito, il lavoro di Scaglietti, cui venne affidata la costruzione, gestita con straordinaria maestria. Del resto stiamo parlando del re dei battilastra.

A spingere la Ferrari 250 GT Lusso provvede un cuore a 12 cilindri, disposto anteriormente, che eroga la potenza di 250 cavalli a 7500 giri al minuto. Quanto basta per esprimere un livello prestazionale al top. La carrozzeria è in acciaio, con portiere e cofani in alluminio. Il vigore della marcia viene rallentato da quattro potenti dischi. Ad incantare Stephenson ci ha pensato la fluida naturalezza delle sue linee.

Ferrari Dino 246 GT

La Dino 246 GT, dedicata al figlio di Enzo Ferrari (prematuramente scomparso), fa uso di un marchio insolito, Dino appunto, la cui scelta servì a smussare i rischi connessi all’apertura a nuove e più estese fasce di mercato, che poteva compromettere l’immagine del “cavallino rampante”. In realtà l’esordio in produzione del modello avvenne nel 1968 con la 206 GT, dotata di un piccolo e prestante due litri da 180 cavalli.

La vita della versione meno muscolosa fu tuttavia brevissima e, già nel 1969, lasciò il posto alla 246, dalla cui sigla numerica si colgono alcuni dei suoi elementi caratteristici: la cubatura di 2.4 litri e l’uso di un propulsore a 6 cilindri. Una novità, quest’ultima, di forte impatto rispetto alle realizzazioni precedenti. La vettura nacque con l’obiettivo di intercettare nuovi e più vasti segmenti di clientela.

L’intrigante disposizione posteriore centrale del motore ne fece la prima stradale uscita dai cancelli di Maranello a distinguersi per questa architettura tecnica. La sua linea, morbida e ondulata, esprime un grande carattere. Firmata da Pininfarina, divenne presto un must, una pietra miliare imprescindibile per gli sviluppi successivi di tutta la produzione Ferrari. Il propulsore sviluppa la ragguardevole potenza di 195 CV a 7600 giri a minuto. Stephenson è innamorato della plasticità dei suoi volumi.

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