Honda sospende la produzione nel Regno Unito

Ritardi nella consegna delle parti staccate hanno suggerito ai vertici del marchio giapponese di arrestare la produzione di Honda Civic.

Un notevolissimo aumento della domanda di prodotti dall’Europa continentale, il congestionamento dei sistemi portuali dovuto anche alla necessità di far fronte alla drammatica emergenza sanitaria; e, di conseguenza, il ritardo nella consegna di parti staccate da utilizzare per l’assemblaggio di autovetture. Potrebbero essere queste le cause che hanno portato i vertici Honda a decidere per la sospensione delle attività industriali nello stabilimento di Swindon, il complesso Honda UK Manufactoring, inaugurato nel 1985, dove operano circa 3.500 addetti e che annualmente sforna quasi 150.000 autovetture (attualmente vi vengono prodotti i modelli della gamma Honda Civic e Civic Type R; nel 2015 ha celebrato la delibera della tremilionesima vettura prodotta).

Una decisione già nell’aria: ecco perché

La decisione di fermare la produzione a Swindon, in via temporanea, non sorprende più di tanto. Già nel febbraio 2019, dunque nel pieno delle discussioni politiche relative alle modalità di futura uscita dall’Unione Europea, Honda aveva fatto sapere che entro l’estate del 2021 avrebbe chiuso lo stabilimento situato nel Wiltshire, sebbene per ragioni non strettamente correlate alla Brexit, quanto principalmente nel novero di un programma di riorganizzazione delle proprie attività alla luce di un maggiore impegno nel settore dell’elettrificazione.

Quanto durerà lo stop?

In un comunicato, Honda dichiara che “La situazione viene tenuta sotto controllo: l’obiettivo è di riavviare la produzione il prima possibile”. Non si sa, tuttavia, quanto la sospensione delle attività industriali a Swindon riprenderà. In questo senso, è possibile ipotizzare che il fermo dei macchinari si protragga per più tempo, e proprio per le conseguenze dell’attuale situazione logistica e sanitaria; ma anche, in parte, per le incertezze legate al futuro del Regno Unito post-Brexit.

Quali potrebbero essere le cause

Da una parte, le barriere doganali che scatterebbero il prossimo 1 gennaio (quando, cioè, si prevede l’uscita definitiva dall’Unione Europea) potrebbero aver suggerito alle aziende di fare più scorte possibili di merci e di prodotti dal Continente, in maniera di evitare il pagamento delle tariffe di dogana qualora fra Londra e Bruxelles non si giunga ad un accordo sulla reciprocità degli accordi commerciali per il futuro. In parallelo, c’è il superlavoro per gli addetti alle infrastrutture di destinazione. Dal canto suo, anche lo stabilimento Honda UK di Swindon persegue, come molti altri complessi industriali di produzione, il criterio “Just in Time”, in cui la quantità e l’arrivo delle parti staccate utili all’assemblaggio vengono determinati cronometricamente soltanto quando necessari. È chiaro che qualsiasi rallentamento nelle forniture provoca delle ripercussioni nei processi di produzione.

Il 1 gennaio si avvicina

L’”impasse” politico fra Regno Unito e Unione Europea rende d’altro canto complicato uno sblocco del dialogo fra le due sponde della Manica. In molti paventano una “hard Brexit”, ovvero l’addio alla UE senza accordi sui rapporti commerciali per gli anni a venire, che potrebbe rendere ancora più delicata la già difficile situazione economica del Regno Unito e, come di recente ipotizzato dalle Associazioni europee che rappresentano la filiera dell’auto (fra le quali ci sono ACEA e la italiana ANFIA), potrebbe costare al comparto automotive perdite per oltre 110 miliardi di euro nei prossimi cinque anni (da sommarsi ad una perdita di produzione traducibile in un valore di 100 miliardi di euro a causa della pandemia da Coronavirus) e metterebbe a rischio i posti di lavoro in un settore che comprende 14,6 milioni di addetti. Anche per questo, molte aziende hanno già provveduto a dotarsi di scorte straordinarie di magazzino per il proseguimento delle rispettive attività di produzione nel caso in cui vengano a manifestarsi rallentamenti nella “supply chain”.

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