F1: Perez e quel test maledetto con la Red Bull

Sergio Perez, nuovo pilota della Red Bull, ha raccontato un aneddoto del passato in cui rovinò un’occasione proprio con la sua attuale scuderia.

Sergio Perez è riuscito a conquistare con le unghie e con i denti la grande occasione della sua carriera, correre con una vettura da titolo, la Red Bull. Vero che il messicano in passato ha saggiato le qualità e il prestigio di una scuderia come la McLaren, dove però non ha fatto bene e con la quale ha rischiato veramente di bruciarsi. La pazza stagione 2020 ha invece rialzato le quote di ‘Checo’, che è riuscito addirittura a portare – in un’occasione –  la Racing Point sul gradino più alto del podio. Quando sembrava a un passo dall’addio al Circus, Perez con un colpo di reni è rimasto in sella e anzi ha migliorato la sua posizione. Tuttavia, quasi quindici anni fa, Perez ha avuto un’altra grande chance non sfruttata con la scuderia di Milton Keynes, la stessa con la quale correrà nel 2021.

Un’occasione sprecata

Quella volta la mala sorte giocò un tiro mancino all’astro messicano, come raccontato nel poadcast “Beyond the grid”“Nel 2006 o 2007, ora non ricordo esattamente, mi invitarono a fare un test con una Formula 3, ma purtroppo non andò bene. Il problema era che il sedile non era della mia misura e le ginocchia toccavano il volante, di conseguenza non riuscivo a girare bene e i tempi risultavano alti. Pensavo che si potesse risolvere questo guaio, ma quando tornai ai box mi mandarono semplicemente via, visto che ero troppo lento. A loro interessava solamente il tempo sul giro, non mi diedero una seconda occasione”.

Una piccola rivincita

Quell’episodio poteva abbattere un elefante, ma il pilota decise di rispondere in pista e far vedere a tutti quanti il suo talento e la sua determinazione: “Quell’anno feci comunque la F3 e me la giocai proprio con i piloti Red Bull. Ero in testa al campionato e a Silverstone incontrai Helmut, che salutai. Mi rispose solamente ‘ti batteremo, ti batteremo’, per cui gli augurai buona giornata e tutto finì lì. Quando ero al mio primo anno in GP2, Christian Horner era alla Arden; ebbi una conversazione con lui dopo un’altra buona gara a Silverstone e mi disse ‘Stai andando bene, ma hai il tuo programma e non hai bisogno di me’. Quella fu l’ultima volta che parlammo io e qualcuno della Red Bull”. Adesso il destino ha deciso di dare una nuova chance a Perez e alla Red Bull, dove tuttavia contano solo i risultati. Il messicano è avvertito.

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