F1, Alpine A521: tolto il velo alla monoposto di Alonso e Ocon

La nuova Alpine A512 si è presentata con una livrea appariscente e con un progetto simile alla Renault R.S.20. Alonso e Ocon sono i due piloti.

Tanti volti nuovi nel Team Alpine, proseguimento diretto della squadra corse Renault RS, ma anche molti elementi del recente passato. Partiamo da quelle nuove, in primis Davide Brivio, team principal della scuderia transalpina, alla sua prima esperienza in F1 dopo aver passato tanti anni in MotoGP. L’italiano lo scorso anno ha guidato al successo Alex Rins, campione del mondo della MotoGP in sella alla Suzuki, diretta da Brivio.

Adesso arriva l’avventura con un nuovo brand che cerca di esaltarsi in F1, anche se non sarà facile. L’altro volto nuovo è Fernando Alonso, che dopo un paio di anni di assenza ritorna nella categoria che lo ha incoronato come campione per ben due volte nel 2005 e 2006 (tra l’altro con la Renault). Quella che invece sembra vecchia è proprio l’Alpine A521, che non sembra aver fatto grandi passi in avanti rispetto alla Renault del 2020, una monoposto abbastanza competitiva, ma nell’annata precedente. Al simulatore, infatti, non ha di certo impressionato.

A521: livrea spettacolare

Sicuramente la cosa più impressionante è la livrea, semplicemente bellissima. Una fusione ben riuscita fra il tricolore francese e la Union Jack, che sicuramente non farà passare inosservati i due piloti Fernando Alonso ed Esteban Ocon. Quello che invece non colpisce sono le soluzioni tecniche della monoposto sviluppata da Pat Fry. L’anteriore ha conservato la vecchia configurazione, con un’ala rimasta fedele al 2020, esattamente come il muso stretto col naso ogivale e i piloncini di sostegno piccoli e molto ravvicinati. La sospensione anteriore presentava già una buona esecuzione l’anno scorso e non è stata cambiata nello schema push rod.

Anche la presa d’aria dei freni anteriori ha una forma vicina a quella della R.S.20, anche se è cambiata la portata d’aria delle diverse canalizzazioni. Infine, restano al suo posto i due deviatori di flusso e le due venature sporgenti ai bordi del telaio per rispettare le misure minime del telaio che è omologato e non ha usufruito dei due gettoni di sviluppo.

Modifiche al fondo

Il fondo, sotto al deviatore di flusso, mostra nel bordo d’uscita il primo dei due flap che creano dei soffiaggi. A questo non manca anche la tradizionale bavetta all’interno della ruota posteriore, mentre non c’è ancora nulla intorno al marciapiede che è stato tagliato in diagonale di circa 10 cm. Il disegno della pancia è meno aggressivo di quello della passata annata ed è scomparsa la tendenza della fiancata a scendere. Rimane voluminoso anche l’airbox che associa una presa ogivale con ben cinque separatori di flusso sopra ad un’altra apertura molto vistosa dietro alla testa del pilota.

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