Batterie per auto elettriche: nella ex Whirlpool-Indesit il nuovo polo italiano hi-tech

Il futuro delle Gigafactory europee nei settori ricerca, sviluppo, produzione e riciclo di accumulatori per veicoli elettrici ed impieghi industriali nasce a Caserta.

Anche l’Italia avrà un proprio “hub” di primo piano per lo sviluppo e la produzione di celle agli ioni di litio e batterie, che riguarderanno non soltanto il comparto delle auto elettriche e dei trasporti in senso più ampio, quanto anche i settori dello stoccaggio e dell’industria. Una “Gigafactory” che tuttavia punta ad un obiettivo ambizioso e contestuale allo sviluppo dello scenario “green” cui sempre più ci si sta muovendo: diventare, appunto, uno dei complessi hi-tech più importanti a livello europeo nella realizzazione di componenti e sistemi di accumulo anche in vista della neutralità climatica fissata per il 2050; e, per di più, senza dover essere necessariamente legati ai colossi orientali. È quanto indicato nel progetto Seri Industrial per l’area ex Indesit-Whirlpool di Teverola (Caserta) che si prepara così ad una nuova fase di reindustrializzazione del complesso campano chiuso dal colosso americano degli elettrodomestici dopo lunghe trattative.

Le cifre del progetto

L’operazione consta di 427 milioni di euro di finanziamenti pubblici su 570 milioni individuati, a fine 2019, in ordine alla creazione del nuovo progetto di interesse comunitario (IPCEI-Important Projects of Common European Interest) da 3,2 miliardi di euro di stanziamenti a beneficio di un programma di sviluppo nel settore delle batterie per auto elettriche in Italia, Belgio, Finlandia, Francia e Germania, Polonia e Svezia.

La cabina di regia dell’operazione è gestita dal Gruppo Seri Industrial, fondato nel 1999 inizialmente come società specializzata in engineering e consulenze aziendali e successivamente evolutosi come holding presente sul mercato attraverso due unità operative: Seri Plast (produzione e riciclo di materie plastiche per batterie, settore idro-termo-sanitario ed automotive), e Faam (acquisita nel 2013 e attiva in produzione e riciclo di batterie al piombo ed al litio). Seri Industrial è presente in 26 filiali nel mondo, il fatturato 2020 è stato di oltre 150 milioni di euro.

Le fasi di esecuzione

Nello specifico, il progetto prevede due step successivi:

  • realizzazione di una filiera delle batterie agli ioni di litio, ovvero dalle attività di ricerca e sviluppo per giungere infine al riciclo
  • produzione di sistemi di accumulo per veicoli elettrici.

Oltre a Seri Plastic e Faam, è da segnalare l’ulteriore valore tecnico portato all’interno della holding Seri Industrial dalla torinese Lithops, acquisita nel 2015 cui si deve la realizzazione (2010) della prima realtà europea di produzione di celle agli ioni di litio in microscala.

I primi dettagli

Come si accennava in apertura, il sito individuato per il nuovo polo italiano delle batterie è la ex Whirlpool-Indesit, acquisita nel 2017 in seguito al graduale abbandono degli stabilimenti in cui venivano prodotti elettrodomestici.

Dal punto di vista operativo, il primo complesso, battezzato “Teverola 1” (50 milioni di euro gli investimenti realizzati), sarà destinato alla produzione di batterie agli ioni di litio per utilizzi navali e militari, per una capacità di 300 MW annui a regime: la sua inaugurazione, imminente, è prevista entro la fine di marzo 2021.

Il secondo stabilimento, “Teverola 2”, possiederà una capacità di 2,5 GW annui a regime, e sarà quello propriamente rivolto al settore automotive e dello stoccaggio, nonché alle attività di riciclo degli accumulatori a fine vita. Il “disco verde” dall’Unione Europea – nell’ambito del programma IPCEI – è già arrivato. Per la realizzazione completa del secondo “hub” vengono indicati sette anni.

Complessivamente, per i due progetti Seri Industrial conta di impiegare (a regime) 675 addetti, 175 dei quali saranno ex dipendenti Whirlpool.

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