Bosch: semiconduttori al carburo di silicio per aumentare l’efficienza delle auto elettriche

Grazie al nuovo microchip Sic, il gruppo Bosch assicura più potenza per i motori elettrici e maggiore autonomia per le batterie.


Per accelerare l'elettrificazione nel settore automobilistico, Bosch ha annunciato l'introduzione del microchip SiC, semiconduttori al carburo di silicio che, oltre ad assicurare più potenza ai motori elettrici, garantiranno anche il 6% circa in più di autonomia del pacco delle batterie. Inoltre, la migliore conduttività elettrica contribuirà ad aumentare la frequenza di commutazione e ridurre la dispersione di energia sotto forma di calore.

Il gruppo Bosch ha investito ben un miliardo di euro in questa tecnologia, sfruttando il proprio know how sia nel settore automotive che nella realizzazione di semiconduttori. Nell'investimento rientra anche il nuovo stabilimento tedesco di Dresda, dove la produzione dei microchip SiC partirà nel corso della primavera del prossimo anno.

Stando a quanto dichiarato dalla multinazionale tedesca, il microchip SiC in carburo di silicio introdurrà nuovi standard in materia di velocità, dispersione di calore e dimensioni. Grazie all'unione chimica tra gli atomi di carbonio e la struttura cristallina del silicio ultra puro, la dispersione di energia sotto forma di calore diminuirà del 50%. Con i semiconduttori al carburo di silicio, Bosch assicura maggiore efficienza per le auto a propulsione ibrida ed elettrica, soprattutto perché cominceranno a venire meno gli attuali limiti relativi a potenza del motore, autonomia e peso delle batterie.

Nonostante la presenza dell'impianto di Reutlingen che già produce semiconduttori per il settore auto, Bosch ha dato vita al suddetto nuovo sito produttivo dedicato alla produzione del SiC che necessita di ben 14 settimane di lavorazione, necessari per la trasformazione dei wafer (dischi di silicio o carburo di silicio) da 300 millimetri di diametro in chip di pochi millimetri.

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