Parcheggiare con un'app: si può ma... ecco cosa emerge dal sondaggio di EasyPark

“L’automobilista italiano medio pur essendo affascinato dalla tecnologia è spesso restio a utilizzare nuovi strumenti. L’abitudine e la pigrizia mentale hanno spesso la meglio", spiega Giuliano Caldo

In Italia già oggi sono molte le app che facilitano la vita a chi usa l’auto in città, ma pochi automobilisti ne conoscono l'esistenza e soprattutto l'efficacia. È questo che emerge dall’indagine, realizzata per conto di EasyPark, dall’istituto mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana con età compresa tra i 18 e i 74 anni.

Il 97% degli italiani che guidano abitualmente un’automobile ha spesso occasione di recarsi in luoghi dove sono presenti parcheggi a pagamento. Si sosta in aree con strisce blu con una frequenza media di oltre 3 volte a settimana, frequenza che diminuisce al crescere dell’età dell’intervistato. L’84% sceglie di parcheggiare sulle strisce blu in strada, mentre solo il 32,2% opta per una struttura coperta.

Viste le difficoltà nel trovare parcheggio in città, un automobilista su due sostiene di partire sempre in anticipo verso la propria destinazione. Tempo che però non viene risparmiato quando si tratta di scegliere il metodo di pagamento. Il tagliando continua a rivelarsi la modalità preferita. Infatti, anche se la grande maggioranza degli automobilisti (73%) dichiara di essere a conoscenza dell’esistenza di app per il pagamento della sosta, solo poco più di 1/3 ne ha utilizzata almeno una.

E se è vero che nella maggior parte dei casi gli automobilisti che usano il tagliando pagano solo per il tempo minimo per il quale ipotizzano di sostare, c’è anche chi paga in anticipo oltre 15 minuti in più, per scongiurare spiacevoli multe. Altro risultato interessante riguarda gli spazi vietati. Il 13,4 % degli automobilisti considera tollerabile sostare in spazi vietati o riservati, soprattutto nelle aree di carico e scarico, e in doppia fila.

«Il quadro emerso da questa indagine rappresenta un realistico spaccato della nostra società” afferma Giuliano Caldo, General Manager di EasyPark Italia “L’automobilista italiano medio pur essendo affascinato dalla tecnologia è spesso restio a utilizzare nuovi strumenti. L’abitudine e la pigrizia mentale hanno spesso la meglio. E così si sogna un futuro con auto avveniristiche senza guidatore e si continua ad andare alla ricerca del parcometro per pagare il parcheggio, pur avendo uno smartphone di ultima generazione in tasca e una carta di credito.

Il percorso digitale è senza dubbio quello giusto, perché si basa su tre assunzioni cardine: risparmio di tempo, facilità di utilizzo e nessun ricorso alle monete. L’andamento del nostro servizio è in continua ascesa sia per numero di soste che per utenti attivi. La nostra app è la più diffusa in Italia ed in Europa, con oltre 1200 città attive, di cui 370 sul territorio italiano. I nostri milioni di clienti rappresentano per noi uno stimolo e la conferma che il digital parking è una realtà dalle enormi potenzialità”.

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