General Motors: 50mila dipendenti in sciopero per il rinnovo del contratto

I dipendenti di General Motors in sciopero per il mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto il 14 settembre.

General Motors

Quasi 50.000 dipendenti di General Motors sono scesi in sciopero nella giornata di ieri, tornando ad incrociare le braccia per la prima volta dal 2007. La protesta, dovuta alla rottura delle relazioni tra azienda e sindacati sul rinnovo del contratto di lavoro, ha portato alla chiusura di 33 stabilimenti produttivi e di 22 magazzini per la distribuzione dei pezzi di ricambio.

Il contratto di lavoro era in vigore dal 2015 ed è scaduto lo scorso 14 settembre. Durante la conferenza stampa, Terry Dittes, il principale negoziatore del sindacato con GM e vicepresidente UAW (United Automobile Workers Union), ha dichiarato che l'azienda non avrebbe rispettato gli accordi presi durante la prima fase delle trattative, iniziate lo scorso luglio:"Stiamo sostenendo i diritti fondamentali dei lavoratori in questo Paese. Noi abbiamo difeso General Motors quando avevano bisogno di noi".

Da parte sua, un portavoce di General Motors ha risposto che "l’azienda ha presentato un’offerta solida che migliora i salari, i benefit ed aumenta in modo sostanziale i posti di lavoro. Ed è deludente che la leadership del sindacato abbia deciso di avviare a mezzanotte lo sciopero."

Nella vicenda è intervenuto, via Twitter, anche il Presidente Donald Trump, invitando le parti ad una rapida soluzione del problema: "andare d'accordo e trovare un'intesa".

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